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transmission

   preface
working out the transmission

   introduction
trasmesso 27 agosto...

   angela vettese
art knows what it was
which place takes cinema
not for sale
interferences 1
in girum imus nocte
interferences 2
interferences 3

   joseph kosuth
constructing conflict
owning empathy
posttrauma syndrome
i volti del terrore
a well for palestine
una risata orribile
libertà di culto, libertà di critica
the walls below

   rirkrit tiravanija
la paura mangia l’anima
olvido
maybe tomorrow
interferences 4
burn a book
interferences 5
tu non hai potere
o.T.
la distribución del tiempo
interferences 6
come ottenere successo in arte
we have moved...
   epilogue
   
      
BURN A BOOK

“Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari (...) riempi loro il cranio di dati non combustibili, imbottiscili di fatti al punto che non si potranno neanche piú muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere veramente ben informati. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili pescheranno la malinconia e la tristezza.”
Ray Bradbury, Fahrenheit 451


   | Ci sono voluti dei secoli perché l’uomo desse alle sue parole scritte la forma del libro e ci sono voluti altri secoli prima che l’enorme volume rilegato in cuoio e dalle pesanti pagine di cartapecora, diventasse un oggetto tascabile, leggero e portatile. Sono cresciuta in un’epoca di incertezze e nel terrore che sarei invecchiata cibandomi di pillole e leggendo parole evanescenti su uno schermo. Ormai sono quasi trent’anni che mi nutro di prodotti che hanno ancora sembianze e sapore naturale e che mi circondo di carta stampata e voglio pensare che il libro è, e resterà ancora a lungo, il piú grande mezzo di trasmissione che l’uomo abbia mai ideato. Non si è mai creduto che l’e-book potesse diventare lo strumento del futuro: Mbyte di pagine e la possibilità di portarsi dietro decine di libri senza l’inconveniente del peso. Ma è proprio qui il punto: la forte fisicità che lega l’uomo al libro, alla sua porosità o alla patinatura delle sue pagine; la sua preziosità o la fattura scadente che permettono di vivere diversamente la lettura ovunque si voglia. La pagina scritta è un mezzo di trasmissione la cui eccezionale potenza nulla ha da invidiare alle armi attuali. In fondo l’eterna guerra tra Israele e Palestina per cosa si combatte se non per fede a due diversi libri? La trasmissione del pensiero dell’uomo attraverso i tempi è la piú grande e potente arma che l’uomo saggio possa brandire, è la possibilità di poter conoscere il suo pensiero, la sua cultura, la sua storia da diversi punti di vista che nessun internet potrà mai sostituire. Ma i libri sono come le opere d’arte conservate in un museo: bisogna farle vivere fermandosi, dialogando e dedicandosi loro. Il tempo per la lettura sembra essere un lusso, non si fa che sottolineare la tendenza verso un’esistenza sempre piú veloce e stressante bombardati come siamo da notizie e immagini provenienti in ogni istante da ogni parte del globo. Notizie che molto spesso non vorremmo. Questo bombardamento abbassa il livello dell’attenzione banalizzando e anestetizzando il vero senso del nostro esistere qui e ora. Siamo immersi nell’orrore quotidiano, avviliti dalle bassezze della nostra specie. Il tempo per la lettura non è un lusso, deve essere alla base delle nostre vite, la chiave che apre le porte del nostro incerto futuro. Leggendo di piú, piú persone saprebbero che tutto è già successo, tutto è già stato detto e l’uomo non solo non ha mai cambiato indole, ma commette sempre gli stessi errori. Cambiano gli scenari, le armi diventano sempre piú sofisticate, ma l’uomo resta uguale. È la sua memoria che si atrofizza supportata e sostituita da software e il suo raggio d’azione diventa sempre piú corto. Noi, oggi, non siamo che un micron nella linea dell’evoluzione storica della nostra specie, ma i danni che stiamo causando sono irreparabili. Forse ci si potrebbe chiedere perché ancora si piange l’incendio della biblioteca d’Alessandria, mentre nessuno bada al fatto che il pc acquistato lo scorso anno è già desueto. Produrre cose che restino a memoria, parole scritte, arte, musica, riflettere sul già scritto e indagare le profondità del passato dell’uomo e trasmettere orgogliosamente tutto ciò ai nostri figli, aggiungere, per quanto ci è possibile, un tassello all’evoluzione culturale. Questo dovrebbe essere il nostro unico obiettivo perché il nostro abitare sulla terra non sia vano.