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BURN A BOOK Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari (...) riempi loro il cranio di dati non combustibili, imbottiscili di fatti al punto che non si potranno neanche piú muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere veramente ben informati. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti chè meglio restino dove si trovano. Con ami simili pescheranno la malinconia e la tristezza. Ray Bradbury, Fahrenheit 451 | Ci sono voluti dei secoli perché luomo desse alle sue parole scritte la forma del libro e ci sono voluti altri secoli prima che lenorme volume rilegato in cuoio e dalle pesanti pagine di cartapecora, diventasse un oggetto tascabile, leggero e portatile. Sono cresciuta in unepoca di incertezze e nel terrore che sarei invecchiata cibandomi di pillole e leggendo parole evanescenti su uno schermo. Ormai sono quasi trentanni che mi nutro di prodotti che hanno ancora sembianze e sapore naturale e che mi circondo di carta stampata e voglio pensare che il libro è, e resterà ancora a lungo, il piú grande mezzo di trasmissione che luomo abbia mai ideato. Non si è mai creduto che le-book potesse diventare lo strumento del futuro: Mbyte di pagine e la possibilità di portarsi dietro decine di libri senza linconveniente del peso. Ma è proprio qui il punto: la forte fisicità che lega luomo al libro, alla sua porosità o alla patinatura delle sue pagine; la sua preziosità o la fattura scadente che permettono di vivere diversamente la lettura ovunque si voglia. La pagina scritta è un mezzo di trasmissione la cui eccezionale potenza nulla ha da invidiare alle armi attuali. In fondo leterna guerra tra Israele e Palestina per cosa si combatte se non per fede a due diversi libri? La trasmissione del pensiero delluomo attraverso i tempi è la piú grande e potente arma che luomo saggio possa brandire, è la possibilità di poter conoscere il suo pensiero, la sua cultura, la sua storia da diversi punti di vista che nessun internet potrà mai sostituire. Ma i libri sono come le opere darte conservate in un museo: bisogna farle vivere fermandosi, dialogando e dedicandosi loro. Il tempo per la lettura sembra essere un lusso, non si fa che sottolineare la tendenza verso unesistenza sempre piú veloce e stressante bombardati come siamo da notizie e immagini provenienti in ogni istante da ogni parte del globo. Notizie che molto spesso non vorremmo. Questo bombardamento abbassa il livello dellattenzione banalizzando e anestetizzando il vero senso del nostro esistere qui e ora. Siamo immersi nellorrore quotidiano, avviliti dalle bassezze della nostra specie. Il tempo per la lettura non è un lusso, deve essere alla base delle nostre vite, la chiave che apre le porte del nostro incerto futuro. Leggendo di piú, piú persone saprebbero che tutto è già successo, tutto è già stato detto e luomo non solo non ha mai cambiato indole, ma commette sempre gli stessi errori. Cambiano gli scenari, le armi diventano sempre piú sofisticate, ma luomo resta uguale. È la sua memoria che si atrofizza supportata e sostituita da software e il suo raggio dazione diventa sempre piú corto. Noi, oggi, non siamo che un micron nella linea dellevoluzione storica della nostra specie, ma i danni che stiamo causando sono irreparabili. Forse ci si potrebbe chiedere perché ancora si piange lincendio della biblioteca dAlessandria, mentre nessuno bada al fatto che il pc acquistato lo scorso anno è già desueto. Produrre cose che restino a memoria, parole scritte, arte, musica, riflettere sul già scritto e indagare le profondità del passato delluomo e trasmettere orgogliosamente tutto ciò ai nostri figli, aggiungere, per quanto ci è possibile, un tassello allevoluzione culturale. Questo dovrebbe essere il nostro unico obiettivo perché il nostro abitare sulla terra non sia vano. |