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EMBEDDED

Tim Robbins e Naomi Klein at the controfestival Global Beach to the Biennale of Venice

   | Emiliano Bottacco (Parma). Arrivo a Global Beach, la spiaggia occupata del lido di Venezia, la sera del 5 settembre. Al quinto giorno di Mostra del Cinema sono stanco del carrozzone messo in piedi dal superdirettore Marco Mueller, stanco di proiezioni in ritardo, innumerevoli code e divi e divetti che si mettono in mostra sulla passerella. Come se non bastasse film davvero buoni pochi: insomma, ho bisogno di cambiare aria. E poi voglio vedermi il film di Tim Robbins, “Embedded-Live”. Certo, l’avevano proiettato la sera prima alla Mostra, ma, come da repertorio di questa LVI edizione, la maggior parte degli accreditati cinema era rimasta fuori: posti esauriti ovviamente.



   Alla Global Beach la proiezione è già iniziata. Le immagini del film scorrono su un telone montato all’aperto e il pubblico, tra cui lo stesso regista, assiste seduto su panche o sulla sabbia. Embedded è il filmato dello spettacolo teatrale che Tim Robbins ha dedicato al tema della guerra in Iraq, una satira pungente e feroce delle contraddizioni di questo conflitto. Niente e nessuno è risparmiato: la stupidità dei militari, la disonestà di certa informazione, l’incapacità dell’attuale classe dirigente USA, quei famigerati “neocons”, vero bersaglio dell’attore-regista. Il termine “embedded” è mutuato dal gergo giornalistico e indica il corrispondente di guerra accreditato dall’esercito che segue le truppe durante le operazioni militari. Il giornalista embedded vive con i soldati, veste come un soldato e raramente esprime un punto di vista diverso da quello dei comandi militari.



   Alla fine della proiezione Tim Robbins e Naomi Klein danno vita a un breve dibattito sui temi toccati dal film, non ultimo quello della libertà e della trasparenza dell’informazione. Quello che viene stigmatizzato è soprattutto il clima di costante minaccia in cui l’amministrazione Bush, tra allarmi rossi, gialli e arancioni, sta facendo vivere l’America pur di giustificare questa guerra. Sarà che non avevo ancora visto “Fahrenheit 9/11”, ma fa bene sentire un americano (e una canadese) dire cose che qui in Italia ti fanno sembrare un marziano o, peggio, paragonare a Ponzio Pilato.
   Ogni riferimento a persone reali è puramente casuale.

| Global Beach www.globalproject.info