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THE BEST UNIVERSITY MONEY CAN BUY

Do private schools just help the students to pass their exams? Not exactly: their high prices favour class selection, their “secret agents” spy out exam questions, their existence weakens the duty and cultural integrity of the public Higher Education.

   | Doriana Standoli (Roma). Grazie alla Moratti, l’università e la ricerca sono cambiate. La situazione, forse, si è addirittura ribaltata. Prima il sistema formativo italiano era povero, ma di tutti. Ora è povero e proprietà di una minoranza. Il neoliberismo ci attacca. Ma se pensavamo che la sua unica arma fosse la “signora” Moratti sbagliavamo. Il neoliberismo non è solo distruttivo, anche lui ha la sua buona dose di propositività. È cosí che si spiega il proliferare di scuole-aziende come UNIVERSITALIA e CEPU, esamifici dove si comprano titoli di studio.
   Nella società del rischio e dell’insicurezza il sapere è diventato un “capitale conoscitivo” da acquisire individualmente, in maniera acritica, per poterlo poi rispendere sul mercato del lavoro, come opportunità di affermazione personale, in un contesto competitivo. E qui si inseriscono queste nuove scuole di preparazione agli esami universitari che pubblicizzano i loro servizi prendendo in prestito i loro migliori studenti-clienti e proclamando sui cartelloni e in tv: “11 esami in 10 mesi!”. Loro slogan scatenano domande inquietanti: Quali facoltà frequentano questi geni pubblicizzati? Storie delle avventure di Dawson’s Creek! Ammettiamo pure che frequentino facoltà impegnative, ma quanto hanno pagato ai prof. CEPU e UNIVERSITALIA?
   L’abbiamo chiesto a Marco¹, uno studente-lavoratore impiegato a UNIVERSITALIA:

> MARCO: Un esame si paga tra i 700 e i 1000 Euro. Dipende dall’area didattica, se è scientifica i costi sono maggiori, se è umanistica costa meno. <

> A cosa danno diritto questi soldi?

> MARCO: A 36 ore di lezione individuali con un tutor, da suddividere come e quando vuole lo studente e ad una serie di verifiche intermedie per testarne la preparazione. La formula UNIVERSITALIA infatti è, soddisfatti o rimborsati. Per questo, l’azienda, nel periodo che precede l’esame effettua delle verifiche interne e solo se lo studente le supera tutte, si assume la responsabilità del rimborso in caso di bocciatura. <

> Qual è il profilo degli studenti che si iscrivono a UNIVERSITALIA?

> MARCO: Persone che vengono da famiglie con un reddito medio-alto. Gente a cui manca la voglia di fare da soli o, a volte, persone piene di ansie che addirittura arrivano a chiedere al tutor che li ha preparati di accompagnarli a fare l’esame. <

> I tutor di UNIVERSITALIA chi sono?

> MARCO: In genere sono neolaureati, gente che non trova lavoro. Lavorano a Progetto. Sono pagati con un sistema di incentivi curioso: una parte della paga che gli spetta, gli viene versata subito, un’altra parte solo ad esame passato. <

> Che tipo di rapporto c’è tra il tutor e lo studente-cliente?

> MARCO: Molto particolare. Il tutor viene accuratamente avvertito sul profilo dello studente che dovrà seguire. Se il soggetto è ansioso o insicuro hanno attenzioni particolari. Figurati che alcuni tutor sono anche arrivati a dare il loro numero di telefono privato agli studenti, per aiutarli in qualsiasi momento, per poi pentirsene. D’altronde il tutor ha tutto l’interesse che lo studente passi l’esame, proprio perché una parte della sua retribuzione dipende dall’esito dell’esame. <

> Tu che ruolo hai dentro UNIVERSITALIA?

> MARCO: Il mio ruolo è quello di verificare il canale di appartenenza degli studenti e vedere con quale professori devono sostenere l’esame, recuperare i programmi e i titoli dei testi, iscriverli all’esame e ovviamente recuperare le domande piú frequenti che vengono fatte in sede d’esame, ma anche pagare le tasse. Insomma, io faccio per qualcun’altro tutto quello che uno studente normale fa da sé. <

> A UNIVERSITALIA gli studenti vengono seguiti da un tutor e poi vanno a fare l’esame. Non c’è condivisione del sapere con altri studenti. Come si può fare cultura in questo modo?

> MARCO: Infatti nei luoghi come UNIVERSITALIA non c’è, né si fa, cultura. A UNIVERSITALIA come altrove si studia sulla base di un programma ed in funzione esclusiva di questo. L’obiettivo di queste scuole è far superare un esame. La logica è quella del mercato.

| ¹Nome cambiato dalla redazione.