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KABBALA PER PRINCIPIANTI How healthy is the Italian university? This journal would not be enough to answer, but we offering an overview we might understand the direction we are going forward to. | Leonardo de Micheli (Roma). La riforma universitaria ha portato molte novità, tra le quali il cosiddetto 3+2 è sicuramente la principale. Gli iscritti sono aumentati e ci si laurea di piú. Certo, non ancora abbastanza se il 60% degli studenti che si iscrive negli atenei nostrani non arriva al titolo accademico (media OCSE del 30%). Insomma, se luniversità italiana non puņ dirsi agonizzante, certamente non ride, come dimostra la degradazione della qualità del titolo di studio dei cosiddetti triennalisti: sacrificato il titolo accademico sullaltare della professionalizzazione, che esige piú tecnici pronti per il mondo del lavoro e meno filosofi, si rischia di avere piú laureati ma meno dottori. Tornando allanalisi dello stato di salute delluniversità, aumenta la quota degli studenti che fanno unesperienza di studio allestero, segno della consapevolezza dellimportanza di prepararsi ad un mercato del lavoro sempre piú ampio e competitivo. Sono ancora pochi (9,4%), invece, quelli che conseguono la laurea entro la durata legale del corso di studi. Per quanto riguarda i docenti, lItalia ha lanzianità media piú alta in Europa. Lanalisi della situazione delluniversità italiana, ci mostra che listruzione accademica è soggetta ad una metamorfosi. Verso cosa? Ai posteri lardua sentenza. I numeri dellanno accademico 2002/2003 (fonte Cnsvu) 353.000 le matricole (+19,6% rispetto al 2000/2001) 200.000 i laureati (+15% rispetto allanno precedente) 17.000 studenti che si sono recati allestero per motivi di studio 1 su 7 gli studenti che ottengono una borsa di studio 800.000 i posti a sedere per gli studenti che sono oltre un milione 57% i docenti di ruolo over 50 I numeri del rapporto OCSE Education a Glance 2004 riguardo allItalia +8% gli iscritti dal 1995 al 2003 23% la percentuale dei laureati 88% i laureati che lavorano 77% le laureate che lavorano +38% lo stipendio di un laureato rispetto ad un diplomato |