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| SPEECHLESS GENERATION The British government wants to abolish foreign languages in the school curriculum. | Daniela Pellicciotta (Latina). È crisi nera per la scuola inglese. La stampa britannica ha messo in evidenza alcuni dei numerosi casi di povertà scolastica istituzionale. Sí, perché lamministrazione centrale ha deciso di investire meno soldi nellistruzione ed ha operato tagli della spesa e interventi mirati allottimizzazione delle risorse disponibili, materiali ed umane. Secondo un sondaggio del giornale The Guardian almeno 1000 posti da insegnante sono andati perduti e piú di 800 docenti sono stati dichiarati in esubero in Inghilterra e in Galles. Il segretario generale del sindacato N.U.T. (National Union of Teachers) vede nel problema lincapacità del governo di far quadrare i conti. A risentire maggiormente della situazione saranno i ragazzi, che si troveranno in classi pił numerose gestite da pochi insegnanti, in scuole sprovviste del personale di supporto. Il governo aveva promesso di destinare alle scuole inglesi un finanziamento supplementare di 2,7 mld di sterline per questanno. Trattasi però della piú classica forma di promessa da marinai, tanto piú che lInghilterra è unisola e subisce a ben vedere linfluenza di quel che è la sua natura... Infatti, dopo aver ridotto la quantità del personale di servizio, il Governo tenta di risparmiare anche sulla qualità. Il fondo dincentivazione per la qualità dellinsegnamento, istituito dai laburisti tre anni or sono, rischia di essere abolito definitivamente per mancanza di copertura finanziaria. Il fondo prevedeva una somma di 25.700 sterline per ogni scuola media o superiore e 5.700 sterline per le scuole elementari, che si fossero distinte nelle loro funzioni istituzionali e amministrative. Nei tre anni di funzionamento del fondo circa 13.800 scuole ne hanno beneficiato ed è innegabile che esso costituisca un efficace mezzo di stimolo al miglioramento per le strutture scolastiche e per chi vi lavora, a tutto vantaggio di chi ne usufruisce. A risentire della nuova politica di ottimizzazione delle spese sono stati anche i contributi per lacquisto dei testi scolastici. Le scuole spendono sempre meno per rifornire le proprie biblioteche, i genitori sempre di piú per procurare ai figli gli strumenti necessari alla frequenza dei corsi di studio. La decisione che forse piú lascia perplessi è quella relativa allinsegnamento della seconda lingua. Il Governo Blair intende rendere facoltativo linsegnamento delle lingue straniere dopo i 14 anni a partire dal 2004. E si sa che a quelletà tutto ciò che può essere eliminato dal curriculum di studi è accolto come una manna dal cielo, quindi si prevede che nei prossimi cinque anni il numero dei corsi di lingue straniere nelle scuole superiori si dimezzerà. Il Governo ha semplicemente constatato la non rilevanza per i ragazzi inglesi di conoscere altre lingue, visto e considerato che tutto il mondo studia inglese. Sarebbe plausibile un discorso del genere se la conoscenza di una lingua straniera si limitasse a un mucchio di termini astrusi, apparentemente incomprensibili, che dobbiamo immagazzinare faticosamente. La questione però non è cosí riduttiva. Imparare una lingua significa conoscere un popolo, una storia, una cultura, una religione. Le lingue si contaminano reciprocamente, si trasformano e si arricchiscono. Dal confronto tra modi di espressione e quindi modi di vita sono le persone che ne escono rafforzate. Con questo decreto il Governo inglese innalza un muro di vetro intorno al suo paese, nel senso che questo potrà sí osservare gli altri popoli della terra, ma non li conoscerà mai, non se ne sentirà mai parte. Ogni lingua incarna il genio del popolo che la parla, in tal modo i giovani inglesi conosceranno solo il loro di genio. La presunzione di superiorità in cui è scivolata lInghilterra è paurosamente vicina al concetto di popolo eletto. Troppo vicina ad una superbia il cui ricordo non è ancora sbiadito. | danielapellicciotta@yahoo.it |