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STREET RAVE PARADE

Music without drugs is like a girl who won’t dance — contemporary music parades give evidence of the widespread habit of consuming drugs in society and the necessity of its legalization

   | Paolo Magaudda (Bologna). Il rapporto tra musica e droga nasce all’alba dei tempi e tutt’oggi appare nelle culture giovanili vivo piú che mai. La droga accompagnava tanto i riti delle religioni primordiali e tribali quanto i caffè letterari ottocenteschi, nonché la vita quotidiana dei cholos boliviani. Come osservava Felix Guattari, la droga oggi si riterritorializza, si incanala in differenti percorsi sociali, materiali e psicologici. Ai giorni nostri questa tendenza umana si ricollega sopratutto con la cultura dance e con i suoi luoghi musicali. La scintilla che ha dato vita a questo movimento, rifacendosi alle radici psichedeliche degli anni ’70, esplode con la massificazione dell’house music con la Summer of Love londinese del 1987. A Bologna dal 1997 si svolge la Street Rave Parade, una manifestazione che, sulle scie delle grandi Street\Love\Techno parade mitteleuropee, propone in piazza sotto la luce del sole una festa fatta di camion, sound system e 10.000 persone che ballano.
   Ma, se per un verso le droghe rappresentano e si innestano su nuove pratiche e culture giovanili, per un altro costituiscono un problema sociale a volte ragguardevole, come ci dice una recente ricerca sui consumi di droga durante la manifestazione dello scorso anno. Al di fuori di diffusi moralismi, è probabilmente questo disagio —connesso alla consapevolezza della dimensione ricreativa e culturale delle droghe— il vero punto di partenza per avviare tra i giovani una seria politica di consumo responsabile — e, in fin dei conti, l’abolizione del proibizionismo di droghe fallito.

| www.streetraveparade.com

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