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PROFESSORI SOTTO ESAME

From now on students of Italian universities will regularly evaluate their professors — is it more than feeding dustbins?

   | Antonella Melito. Le pagelle ai professori?! No, non è una battuta, è solamente uno degli ultimi provvedimenti introdotti nel sistema universitario dal Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Questo piú che un provvedimento io la chiamerei “legge del contrappasso”. Dopo essere stata, e lo sono tuttora, valutata per cosí tanti anni dai professori con numeri a una o due cifre, poter mettere un bel 4 in pagella a quel professore che arriva sempre in ritardo, a quello che ti fuma in faccia durante gli esami, a quello che crede che insegnare significhi leggere di pari passo le dispense che ha preparato e anche a quel professore che pretende molto ma che da poco, credo sia una gran bella soddisfazione. Eh sì, dalla scuola elementare per finire all’università è piena di docenti incompetenti che hanno però il coltello dalla parte del manico, perché pur non essendo in grado di insegnare hanno la possibilità di rimandarci a settembre, come si faceva qualche anno fa. Ma il punto in questione, polemiche da studentessa a parte, è un altro. In molti atenei è tuttora attiva la pratica di giudicare i professori a fine corso, anzi è attiva da molti, troppi anni, tanto da poter dire che degli effetti noi studenti non ne abbiamo visto neanche l’ombra. Di questionari di valutazione ne ho compilati veramente tanti ma senza aver compreso la funzionalità del tempo speso per questa semplice operazione. Capisco la Privacy dei dati in questione, ma vorrei tanto sapere in quale cassonetto della spazzatura vanno a finire queste enormi quantità di carta, forse finora sprecate.
   Questo nuovo provvedimento della Moratti porta in se aria di cambiamento, come leggo da alcune sue dichiarazioni, queste valutazioni non rimarranno senza effetti, ma verranno considerati nell’erogazione dei finanziamenti alle università. Le pagelle degli studenti ai professori verranno inserite insieme agli altri dati da prendere in considerazione. Chissà se questi risultati potranno anche servire a mandare anticipatamente in pensione qualche professore poco valido o chissà se serviranno a migliorare il modo di fare scuola di vita. Per il momento rimaniamo solo con tanti punti di domanda, un po’ di delusione e per qualcuno forse ancora un po’ di speranza. Questa è solo l’opinione di una studentessa che dopo tanti anni ha capito di essere prima un numero di matricola, successivamente un voto e solo in ultimo una persona.

| antonellamelito@yahoo.it