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i segreti della natura KARITÉ Mitico albero Africano sbarca in Europa come nuovo trend | Marie Reine Toe Nella parte nord ovest del continente africano, essenzialmente dalla frontiera Senegalo-Guineana attraverso lAfrica centrale, passando per il Mali, il nord della Costa dAvorio, il Burkina Faso, il Togo, il Benin ed infine la Nigeria, troviamo le savane alberate. Solo ed esclusivamente lì nasce e cresce il karité. Si tratta di un albero selvatico che ha bisogno di un clima saheliano con piú di 1000 millimetri di precipitazioni, due stagioni ben distinte e una lunga stagione secca. Può raggiungere una altezza dai 10 ai 15 metri a seconda della sua prossimità alloceano. Con la sua corteccia spessa e le sue foglie raccolte in grossi ciuffi, ha riparato dal sole migliaia di africani. Ancora oggi, lombra dellalbero di karité è un luogo di aggregazione dove spesso si riuniscono gli anziani per bere il dolo (birra di miglio) e prendere le decisioni riguardante la vita del villaggio. In condizioni ottimali il karité può sfiorare i due secoli di età. Inizia a dare i suoi frutti a 15 anni e raggiunge la piena produttività a 25anni. Durante il periodo della fioritura, che va dal mese di dicembre a quello di marzo, le foglie diventano di uno strano colore verde-giallo ed emanano un buon profumo simile a quello della terra dopo la pioggia. Il frutto nasce 5 mesi dopo la fioritura; di colore verde o marrone scuro a seconda del suo stato di maturazione, somiglia ad un piccolo avocado. E composto da un noce dal sottile guscio, attorno alla quale si trova una polpa dolce e commestibile. Il bulbo che si trova allinterno contiene piú del 50% di materia grassa. Dopo la raccolta le noci vengono lavate, selezionate e infine lasciate seccare dal sole. In seguito vengono tritate finemente e grigliate in una pentola a fuoco vivo, segue il pestaggio in un mortaio di legno. Limpasto di colore bianco, cosi ottenuto, sarà lavorato a mano con laggiunta di una piccola quantità acqua poi scaldato in un pentolone pieno della medesima, in modo che le impurità vengano depositate sul fondo. La fase finale consiste nel lasciare decantare il tutto per alcune ore. Il burro di karité è pronto. Tradizionalmente, gli Africani lo utilizzavano per la preparazione degli alimenti e come crema idratante per il corpo nella prevenzione della disidratazione provocata dai raggi solari, che nelle zone dellafrica occidentale dove cresce il karité possono dare luogo a ustioni. Era considerato un albero sacro e generoso. Non poteva essere tagliato senza incorrere nellira degli spiriti che vi abitavano. Quando questo succedeva, le epidemie si diffondevano, arrivava la carestia e solo le donne riuscivano a calmarli con canti e balli rituali. Venne scoperto col passare del tempo che poteva essere utilizzato anche per fare massaggi a caldo nella cura dei reumatismi, delle slogature e soprattutto come combustibile per lilluminazione (lampade a olio). Si dice che alcuni stregoni e guaritori mescolandolo alla corteccia del suo albero e aggiungendovi della polvere di tabacco possano ottenere una mistura disinfettante, di questo però non ci sono prove. Non veniva buttato nulla: al burro di cattiva qualità si aggiungeva della potassa caustica per ottenere del sapone. Da alcuni anni luso del burro di Karité si è diffuso anche in Europa; soprattutto nel ambito della cosmesi e della dermatologia . Il suo nome scientifico è butyrospermum parkii. Ovviamente le tecniche di estrazione del burro di karité oggi, sono diverse da quella tradizionale Africana; vengono impiegate due tecniche: la pressione meccanica e lestrazione tramite solvente. Limportanza attribuita a questo albero è dovuta, oltre che ai molteplici utilizzi che se ne possono fare nei diversi ambiti, al suo carattere fortemente esotico. Lestratto vegetale del Karité è eccezionalmente ricco; contiene molte vitamine (A, D, E, F), grassi insaturi, karitène e latex. Viene utilizzato nella composizione di molti prodotti di bellezza come le creme per il corpo, le lozioni per capelli, per i rossetti. In campo dermatologico il burro di karité è molto richiesto. Accurate analisi chimiche fatte in laboratorio hanno dimostrato che il burro di karité ha molte proprietà benefiche; cura la secchezza cutanea, le dermatiti, gli eritemi, le irritazioni;ha delle proprietà antiossidanti, antirughe ed è molto piacevole da stendere sulla pelle. Alle donne in stato di gravidanza viene raccomandato di frizionarcisi tutto il corpo; la noce di Karité contiene degli acidi grassi che agiscono da veri e propri ricostituenti cellulari. Nel campo alimentare viene usato come sostituto del burro di cacao; una direttiva Europea autorizza laggiunta di 5% di grasso vegetale nella fabbricazione del cioccolato. Purtroppo questo splendido albero secolare è molto vulnerabile e può essere distrutto dal vischio che ne rallenta la crescita, indebolisce la qualità del legno e provoca un deperimento della pianta. Lapprodo del burro di karité sul mercato Europeo sta iniziando ad avere delle ripercussioni positive sulleconomia dei paesi produttori. In Burkina Faso esistono progetti che mirano a incrementarne la produttività attraverso il miglioramento delle tecniche di raccolta e di conservazione. Essendo da sempre la lavorazione del karité compito delle donne, si punta ad alleviare le loro fatiche promovendo corsi di alfabetizzazione funzionale e istituendo un fondo per i microcrediti. Fino ad oggi tutti gli alberi di cui parliamo sono allo stato selvaggio. Con una politica di sviluppo improntata sulla piantagione massiccia e controllata di karité, oltre che alla lavorazione del prodotto nei diversi campi, lovest Africa potrebbe diventarne lunica esportatrice per ovvi motivi ed affacciarsi al mercato Europeo. Alcuni studi fatti sul karité hanno portato a una scoperta straordinaria: è un legno resistente alle termiti. Purtroppo non esiste una documentazione sullargomento in quanto le ricerche di cui si tratta sono ancora in fase di svolgimento. |