|
citazione di: www.vita.it DISCRIMINAZIONE Il 40% degli stranieri in Italia è discriminato rivela uno studio Oil presentato nel corso di un convegno al Cnel | In Italia si registra un tasso di discrimininazione nei confronti dei lavoratori extracomunitari pari al 40,9% rispetto agli italiani. Un dato allarmante, anche se in linea con i trend degli altri paesi europei, dove il tasso di discriminazione nelle procedure di assunzione è del 35 per cento, cioè un lavoratore migrante su 3 viene ingiustamente escluso nelle fasi di selezione. Lo studio, presentato questa mattina nel corso di un convegno al Cnel, è stato affidato allOil (Ufficio internazionale del Lavoro) dal ministero del Welfare e condotto dal Forum internazionale europeo di ricerche sulle migrazioni (Fieri) di Torino con la consulenza tecnica del programma internazionale delle migrazioni dellOil. I risultati della ricerca in Italia consentono di affermare che certamente sono documentabili episodi di discriminazione verso i giovani marocchini (la comunità immigrata presa in esamedalla ricerca) e che non si tratta di casi estremi o sporadici. Anche la distribuzione geografica della discriminazione è abbastanza omogenea considerato che a Torino è stata registrata al 43,2%, a Roma al 45,7% e Napoli al 33,7%. Dobbiamo puntare allo sviluppo di una società piú attiva, piú competitiva e ricca in capitale umano, ma anche piú capace dintegrare coloro che giungono nel nostro paese sulla base di processi regolare, ha spiegato Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare, commentando i dati delle ricerca nel corso del convegno al Cnel. Secondo Sacconi, i flussi migratori devono essere in partenza destinati allintegrazione, e vanno sostenuti da politiche attive che tengano insieme lavoro, casa e lingua del paese daccoglienza. Quanto piú questi tre elementi saranno acquisiti al momento dellingresso nella nuova comunità ha aggiunto Sacconi tanto piú risulterà sostenibile lintegrazione. Il direttore dellUfficio Oil di Roma, Claudio Lenoci, ha annunciato una nuova iniziativa concordata con il ministero del Lavoro per identificare buone pratiche per promuovere una vera integrazione nel mercato del lavoro italiano. |