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CENTRO PERMANENTEMENTE TEMPORANEO

What is it like to live in Emergency Accomodation Centres? An exclusive story of daily life told by an insider. Interview with an anonymous worker of the Red Cross in Bologna by Luis Cueto Suarez.

> Cos’è un Cpt?
> OPERATORE: Un Cpt è un Centro di Permanenza Temporanea, un centro dove vengono internati, per massimo sessanta giorni, gli immigrati senza permesso di soggiorno che aspettano l’espulsione. <

> Quando vengono espulsi?
> OPERATORE: Di solito appena vengono identificati, lo Stato italiano li rimpatria con il primo aereo utile. Se l’identificazione non fosse possibile, dopo sessanta giorni, ne hanno cinque per lasciare il paese da cui saranno interdetti per dieci anni. <

> Chi c’è dentro questa struttura?
> OPERATORE: Gli ospiti, piú una trentina di interni fissi: gli operatori della Croce Rossa, piú un medico ed un infermiere a rotazione, privati; uno psichiatra e uno psicologo; avvocati, giudici e Caritas per colloqui privati. Le forze dell’ordine entrano solo per perquisizioni ed espulsioni. <

> E le camere?
> OPERATORE: Sono per un massimo di cinque persone. Non sono chiuse ma ogni due camere c’è un cortiletto chiuso che apre alle 9. <

> Com’è la routine?
> OPERATORE: Alle 7 portiamo loro la colazione camera per camera. Dalle 10 alle 12 aprono il barbiere e le terapie, per chi le vuole. A mezzogiorno apre la mensa, prima per le donne, poi per gli uomini, e nel frattempo, un’agenzia esterna pulisce le camere. In mensa non c’è mai maiale né alcol. C’è un campo di calcio, una sala caffè (cioè una macchinetta in una sala con tv, videoregistratore e satellite), e una sala ricreativa, la Blu3, dove un’operatrice della Croce Rossa tiene degli atéliers artistici. C’è anche una moschea, con degli imam a rotazione. Alle 16.30 si distribuisce il materiale del magazzino preso in consegna all’entrata. In concomitanza ci sono le visite mediche e psicologiche su richiesta. Alle 18.30 mensa, e i cancelli dei cortiletti si chiudono alle 23. <

> Regime carcerario?
> OPERATORE: Peggio. Anzi, chi è stato in galera la preferisce. Qui non hai niente da fare. In galera puoi lavorare, in piú hai una camera e le tue cose. Senza dimenticare che in realtà non sei accusato di niente: aspetti di essere identificato ed espulso. Questo provoca i piccoli furti che diventano risse. <

> Fermate da chi?
> OPERATORE: Da nessuno, si fermano da sole. <

> Ci sono degli ospiti che ritornano?
> OPERATORE: Sì. Anche se dopo la terza volta puoi farti un po’ di carcere piú il Cpt. Le fughe sono frequenti, sia individuali, però una sola donna c’è riuscita, sia di gruppo. <

> Come avvengono?
> OPERATORE: C’è un solo modo. Il centro è cinto da un cancello alto piú o meno 4 metri. Con una rete anti-scavalcamento. La porta principale è custodita dalla polizia e altre cinque macchine circondano il complesso: carabinieri o finanzieri a turno. Se sei da solo, controlli i poliziotti e scavalchi in un momento di distrazione. Metti che ci provino in venti, e alcuni ce la fanno. <

> Gli altri?
> OPERATORE: Menati dalle forze dell’ordine e dentro un’altra volta senza ritorsioni particolari. <

> Cosa pensi dello scandalo dei barbiturici? (È in atto un’inchiesta su possibili somministrazioni di barbiturici nei pasti. LCS)
> OPERATORE: È falso. Noi operatori mangiamo i loro stessi cibi che arrivano sigillati. Dal mio punto di vista si tratta di una mossa politica per farli chiudere. Ed è sbagliata: I Cpt devono chiudere perché sono un fallimento. Con delle spese sociali altissime. È vero che qualcuno, dopo essere uscito, ha dichiarato di averli presi, ma ci sono dei tossicodipendenti costretti all’autolesionismo per entrare in infermeria e accedere ai prodotti di cui hanno bisogno. <

Infine, l’intervistato ci informa che in questo momento gli ospiti non sono piú di una ventina, a causa dei lavori di ristrutturazione: un cancello a mo’ di tetto cercherà di evitare qualsiasi fuga, e farà del complesso una gabbia attraverso la quale avranno il diritto di vedere il cielo e il sole.

| luicueto@yahoo.es