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I PROTAGONISTI OCCULTI

Even though they are always mentioned in political campaigns, the children of Bo are frightened of their own city and the streets are forbidden to them

   | Marina Mantini. Citati. Menzionati. Parodiati. Sovraesposti mediaticamente: nei manifesti, nei proclami elettorali, in pubblicità. Come il mitico Sarchiapone, viene spontaneo chiedere: ma esistono davvero?
   E dove sono? Uno spettro si aggira per la città, ma incontrarli in carne e piccole ossa è piú unico che raro. Scartando le carrozzine e le scolaresche, sembrano confinati a pochi spazi verdi. Tagliati fuori dagli ambienti frequentati dalla maggior parte di noi.
   L’equazione meno macchine piú bambini è una formula matematica di effetto, ma come si pensa di concretizzarla, se i bambini sembrano essere scomparsi, peggio che in un romanzo di McEwan? A meno che l’età della patente non sia stata vertiginosamente abbassata a nostra insaputa, il problema è prospettato dall’ennesimo punto di vista dei maggiori, spacciata per soluzione verso i minori.
   Allora facciamo un gioco, una caccia al tesoro per scovarli, questi bambini, dovranno pur essere da qualche parte, a parte che sulla bocca di tutti, ma qualcuno ha mai sentito la loro voce in capitolo su alcunché? Ubik —collettivo di studenti educatori ed architetti— ha riflettuto sulla relazione che lega, o dovrebbe legare, i bambini e la città, fra l’urbanistica, la socio-architettura, l’attività scientifica di massa. Con un questionario illustrato pensato per una classe della Scuola Elementare Luigi Zamboni di Vicolo Bolognetti, gli elettori del futuro hanno risposto di proprio pugno a domande giocose sulla percezione dei luoghi frequentati e le strade percorse abitualmente. Sconfortante vedere la nostra infanzia costretta in tragitti obbligati che conducono da scuola a casa o al massimo nel cortile interno, e che i pericoli maggiori siano cani e “drogati” o malintenzionati (oltre alle cacche dei cani che ci sentiamo di condividere appieno). Ora, un bambino di otto anni dovrebbe avere paure piú fantasiose delle siringhe da disegnare conficcate nelle braccia di temibili “malintenzionati” (parola che dovrebbe essere altrettanto distante dal gergo fanciullesco quanto l’immagine sopra descritta).
   Non è che ancora una volta l’Adulto sovrasta il Bambino, invadendo il suo immaginario infantile? L’ennesimo caso di infanzia rubata.