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SCUOLA FINO A 18

Art.34 della Costituzione della Repubblica Italiana:
“(...) I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi piú alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”


   | Leonardo De Micheli (Roma). Il governo Berlusconi, che si è sempre definito liberale, ha partorito la meno liberale delle riforme della scuola. Eh sė, perché nell’obbligo a studiare fino a 18 anni non c’è proprio niente di liberale. Per la verità non si parla piú di obbligo (un termine troppo illiberale) ma di diritto dello studente a frequentare fino alla maggiore età e di dovere dello Stato di garantire che ciò avvenga. Ma il diritto, se è un diritto, può anche non essere esercitato. E invece qui non c’è possibilità di rinunciarvi: quindi è un dovere? No. Ma poco importa, perché il “bello” di questa riforma sta nel modo in cui si giunge ad essere intelligenti. Infatti si potrà alternare lo studio al lavoro attraverso l’apprendistato (= salario ridotto) con il quale i giovani acquisiranno le competenze per entrare nel mondo degli occupati: quindi si tratta di avviamento professionale? No, ma le definizioni lasciano il tempo che trovano.
   Torniamo invece al diritto-dovere a studiare fino a 18 anni. In Europa, nessuna delle grandi nazioni ha un obbligo di frequenza cosí alto: in Francia e in Gran Bretagna ci si può fermare a 16 anni; in Germania a 15; in Spagna il sistema scolastico prevede 6 anni di scuola primaria e 4 di scuola secondaria. Ma a noi cosa importa degli altri? Noi che siamo un paese di poeti, santi e navigatori; il paese di Dante, Boccaccio e Petrarca; il paese... un paese appunto. Dopotutto questa riforma rispecchia quello che tanti pensano: per trovare lavoro ci vuole “il pezzo di carta”. E quello avremo. Cosa importa se la qualità di questo diploma sarà uguale alle referenze di un datore di lavoro? Anzi. L’importante è che saremo tutti piú intelligenti. Certificato.

| ledemic@tin.it