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LAVORARE STANCA Whats inside a students mind? The Italian peculiarity | Cristina Puccinelli (ROMA). La mattina ti alzi ad orari variabili, le lezioni si possono organizzare un po secondo le nostre preferenze; seguire un corso piuttosto di un altro che mi spezza la giornata, si può fare. Molti vivono ancora a casa con i genitori, quindi hanno vita facile: niente da lavare o da cucinare. Pochi hanno anche un lavoro nel frattempo. Ancora meno cominciano ad interessarsi a quello che potrebbe essere un possibile futuro lavoro. Se si rimanda un esame, pace, tanto che fretta cè? La condizione di lamento continuo per tutto quello che non va, senza troppi accollamenti di responsabilità, piace. Quando si arriva allo scalino tesi poi! Si è troppo vicini alla meta, rischiamo di scottarci. E poi tutti quelli che già lavorano ce lo dicono: il periodo piú bello è quello dello studio! Quasi quasi mi prendo unaltra laurea. Non siamo tutti cosí, ma una base di verità cè, ed è un po collegata alla sindrome di Peter Pan. Ci sono anche quelli che sembrano già piccoli dottori al secondo anno, prendendosi e prendendo tutto troppo sul serio. Ma come popolo noi siamo abbastanza tranquillo e ci piace goderci la vita. Prendiamo le abitudini del bar, le serate nei pub e nelle discoteche durante la settimana. Lo studio in biblioteca dove si fa amicizia, un salto in facoltà, tanto qualcuno per fare due chiacchere si trova. Però poi, ci rendiamo conto che anche a noi qualcosa forse ci va di fare? Il popolo italiano, dallimpiegato allo studente vive un po la sindrome della domenica a tarallucci e vino. |