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FAR OUT Thousands of students of Rome live far outside the city | Italo Vazzana. La vita di uno studente fuori sede a Roma è come quella di una formica in un maneggio, o in un porcile, o in un pollaio. Rischi molto spesso di essere schiacciato (o mangiato!) dal movimento legato a frustrazioni, esaltazioni, manie, voglie, apatie di milioni di persone contemporaneamente. Arrivi a casa dopo aver fatto un ora di fila con il motorino, con la macchina o con il bus e devi sistemare in fretta ma con cura, uno ad uno, ogni tuo nervo fuori posto per rientrare negli equilibri della casa che dividi con altri quattro cinque ragazzi. Dopo che hai sistemato i nervi devi passare al bagno, con veloci passate di spugna e poi passare dalla proprietaria di casa per regolare i conti. Ogni ventisette del mese per la testa degli studenti in affitto a Roma circola la stessa domanda: ma non starò buttando via soldi per una stanza che vale la metà di quanto pago? e la stessa risposta: Sì. Una volta una ragazza di New york mi ha detto che gli affitti per gli studenti lì sono sulla stessa quota. Solo che la gente guadagna tre volte di piú. Per fortuna ci sono le feste, e con qualche accorgimento puoi ricreare un piccolo mondo in casa tua: spargi la voce a mensa, telefoni a qualche amico e a qualche amica che non vedi da un po, dici a tutti gli invitati di venire accompagnati da chi vogliono. Cosí ti ritrovi a parlare francese nella tua casa romana con belgi e francesi, o inglese con americani e tedeschi. Dopo averne conosciuti un po posso dire che gli studenti Erasmus amano Roma e non solo perché sono in una specie di gita-studio premio, e neanche per il Papa. Molti adorano il clima, altri il cibo,altri i bei posti, altri tutte queste cose messe insieme ma soprattutto perché, tolte le incomprensioni, tolte le attese, tolti gli affitti, tolto lo stress, tolto lo studio e lambiente universitario, cè una città che ti aspetta. E non una qualsiasi. |