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| DIARIO EQUADORENO Gianni Bettucci, Ottobre 2007 LA PRIMA IMPRESSIONE (ATTERRAGGIO) che ricevo, in vita mia, del Sudamerica, è quella di un aereo che atterra nel centro di una città, sulla città. Case sotto, case ai lati, case davanti, e noi ci atterriamo sopra. Provvidenzailmente si apre sotto di noi uno spazio, una piccola voragine fra le case e laereo (Boing 747) vi viene inghiottito. La pista lunga giusto lo spazio per per permettere latterraggio.... poi rincomincia la città che si abbarbica alle sottili recenzioni dellareoporto, come a cercare nuovi spazi vitali.... in una urbanizzazione che assomiglia a quella disorganizzata e selvaggio dei funghi. Un areoporto in stato di assedio. Chissà quanti mesi riuscirà ancora a reggere allassalto lanciatogli dalla febbrile popolazione di Quito che continua la sua vita incurante di questi uccellacci giganti che atterrano sulle loro teste. ![]() LA SECONDA IMPRESSIONE (TAXISTI & CO.) del paese, come sempre, è alluscita dallareoporto, zona franca, ultimo contatto con casa e con la cultura globalizzata, primo contatto con il formicaio di taxi, di bus, affittacamere, venditori di bibite etc. Si viene letteralmente inghiottiti dal e nel paese, familico, caotico e pronto a sfruttare le prede provenienti dal mondo ricco e attaccarle nel momento in cui sono piu vulnerabili e confuse, frastornate dal caos di un mondo che non afferrano, desiderose di un Virgilio che le sottragga a questo inferno che gli si para innanzi.Reinhard, tencico della Floez, e fumatore incallito, si getta subito fuori dallareoporto per inalare un mix di nicotina e smog che possa riaprirgli i polmoni, dopo un infinito volo di 11 ore. Io alla ricerca del nostro Virgilio, addetto del festival di teatro dei quali siamo ospiti, che dovrebbe avere in mano un cartello con il mio nome. Questo avviene però solo nel mondo della praticità, in cui il tempo è un bene prezioso e il risparmiarlo è un valore. Benvenuti in Equador! Qui no. Il mio Virgilio spera di riconoscermi, spera in un segno del destino, e se questo non si dovesse palesare.... beh, in qualche modo si farà. Dopo 20 min. durante i quali mi trasformo in una specie di maniaco sessuale che scruta uomini e donne alluscita dellareoporto, una specie di orso mi si avvicina, mi guarda e come in un rituale di corteggiamento tipico delle tartarughe delle Galapagos, mi fa un cenno con la testa, aspettando una reazione da parte mia. La mia contromossa è azzardata e potrebbe comportare rischi. Se si dovesse trattare di un taxista o di un affittacamere la mia vita potrebbe risultare in pericolo. Potrei essere caricato su una 124 del 1978 e guidato in un qualche remoto angolo di Quito, lontanto dalla metà. Rispondo con un invisibile cenno della testa, cercando di dimostrare il fatto che si, sto aspettando qualcuno, ma che nello stesso tempo no, non sto aspettando proprio nessuno io.... I am in control, io, non ho paura, non ho bisogno di un Virgilio, che io mi posso Virgiliare da solo.... Lui si avvicina, il momento è teso, gli sguardi si incrociano. Poi il gigante si lancia e proferisce un suono gutturale: Iani? La tensione si scioglie... ci siamo trovati, ci abbracciamo felici.... Virgilio prende Dante per mano e lo conduce attraverso la selva dei taxinari, oltre il girone degli affittacamere, verso il purgatorio dei bus privati.... ![]() LA TERZA IMPRESSIONE (PORCELLINO DINDIA E ALTRE AMENITÀ CULINARIE) è quella del cibo. Questo forse è dovuto al mio essere italiano, un tedesco probabilmente non vi affiderebbe cosí tanta importanza. Litaliano invece attende come una prova del nove il primo pranzo o la prima cena, per capire se avrà una vacanza piacevole o meno, e per fare il chiaro, solito rassicurante paragone con la mamma e con la casa: Ma in Italia si magia meglio! ... La mia mamma il pollo arrosto lo fa..... Nel caso specifico dellEcuador questa gara viene persa in partenza. Il cibo è semplicemente agghiacciante e mi risulta perfino difficile spiegarne le ragioni. Gli ingredeinti sono interessanti, le idee ispiratrici delle ricette se vogliamo, pure, ma qualcosa manca, il risulato è sempre povero, triste e se vogliamo insulso, quando non agghiacciante. Lesempio del cuy, il porcellino dIndia, è si un caso estremo, ma nonostante questo rimane un esempio abbastanza significativo. Prima di tutto è la specialità per cui le hihglands sono famose allestero (anche se qui è considerata già una ricetta che appartiene al passato e, per esempio, decisamente impossibile da trovare in un normale ristorante di Quito), e secondo perchè ha un sapore orribile, che non viene certo migliorato dalle mediocri tecniche culinarie adottate per rianimarla. Il povero animaletto, come piatto di portata, ha una fama abbastanza ambigua. Si dice che assomigli a un ratto, in quanto viene brutalmente infilzato a un palo di legno (vedi foto), a bocca aperta, con denti e tutto il resto, ma che poi, alla degustazione sia prelibato. Io ho potuto costatare lesatto contrario. Ha un aspetto, a dire la verità, molto appetitoso...tipo porchetta portatile ma poi alla prova palato, delude e, anche se non ho ancora mai avuto il piacere, mi immagino che un ratto abbia decisamente un sapore migliore. Agghiacciante!!! La pella è dura e salatissima, immangiabile,. La carne poca, viscidina e con un sapore, strano da definire; mmmmhhhh direi quasi..... mmmble mmmble mmmmble.... di carne marcia! Andiamo avanti! La portata principale viene sempre preceduta da una zuppettina, il piú delle volte un brodino scipito dove galleggia mais geneticamente modificato e un bel piede di porco. Se si ha fortuna il piatto principale è composto da un uovo sodo, un pezzettino di carne insipida con un contorno (sempre di mais gen. Mod.) e un po di riso, incredibilmente triste... ebbene si anche il riso qui riesce a risultare triste, insipido e.... fuori luogo! Oggi mi sono seduto nel ristorante del mio albergo (con entrata e uscita direttamente sullimbocco dellautostrada) e la mia attenzione è stata catturata dalla versione equadorena di Antonella Clerici che conduce un programma culinario. In un confronto diretto, la nostra Antonellina scomparirebbe sommersa dai gesti generosi e dalle urla della sua collega sudamericana. Ma queste sono notazioni al margine; quello che voglio raccontare è la ricetta che è stata preparata mentre la Antonelliña saltava, urlava, faceva capriole, ruotava la testa à la Carrà etc.... distogliendo cosí lattenzione dalla elaborata preparazione del piatto del giorno. Alla fine della trasmissione il cuoco riesce a zittire Antonelliña per qualche secondo e mostrare il frutto di tanto e sudato lavoro. Un piatto di pasta scotta, che galleggia in una salsa che ricorda un po (ma da molto lontano) un pesto, con sopra gettati sgraziatamente dei pezzi di petto di pollo, il tutto con una presentazione e estetica tipica di uno studente universatario fuori sede al primo anno, che prepara il suo primo piatto di pasta..... Inspiegabilmente Antonelliña si lancia improvvisamente sul piatto, e roteando la testa à la Carrà, gettando urletti isterici e saltellando allimpazzata, comincia con le mani a ficcarsi in bocca spaghetti su spaghetti... La pubblicità appare come un velo pietoso sulle membra contratte e sporche di pesto della povera Antonelliña. 5 Novembre 2007 ![]() IMPRESSIONE VELOCE Puttana Eva che giornata..... e che isole, queste Galapagos.... Oggi ho giocato sottacqua con una foca, ho visto 3 squali, 8 pinguini sfrecciare davanti alla mia maschera, una razza che cercava di mimetizzarsi con il fondo marino.... sembrava di essere in uno di quei cartoni animati di Walt Disney, tipo Memo in cui manca poco ci sono i semafori per regolare la circolazione ittica. Questo nel fondo marino, poi si esce dallacqua e sulla spiaggia devi farti largo fra gli iguana, le foche e i pinguini che si scaldano al sole, gli uni accanto agli altri, con pellicani e bobbies che ti sfrecciano sulla testa e che si vanno a gettare, a corpo morto, come kamikazze in mare sulla preda (per cui un persona ha anche un po paura a rigettarsi in mare temendo di essere scambiato pe run bel pesciolino e ritrovandosi con il becco di un pellicano piantato sulla cervice. Ma questo voleva essere solo un breve intermezzo... riprendiamo da dove ci eravamo fermati? ...le prime impressioni... siamo alla quarta: la gente! Essendo venuto qui per un festival, lapproccio con i locali è piú diretto e se vogliamo sincero in quanto non si frappone il filtro del turismo, che tutto vizia, e in ragione del quale loccidentale diventa inevitabilemente e solamente un portafoglio da svuotare. Qui siamo colleghi, abbiamo già una base in comune, che è il nostro lavoro e quindi un terreno di confronto e di conoscenza che parte da un livello piú elevato e maturo.... Che belle parole.... nevvero? Beh, la realtà poi si sa, va dove vuole e molto spesso molto lontano dalle belle parole. Specialmente se le persone con cui si collabora del tuo lavoro molto poco sanno, se le persone con cui si collabora hanno un istintivo senso di soggenzione verso il professionista tedesco (e come darli torto in questo caso) e soprattutto se le persone con cui si collabora, in conseguenza di questa soggezione, tendono, al pari di bambini, a dire bugie per coprire le loro dimenticanze, i loro misfatti e sbagli. Un equadoriano mai ammetterà di aver commesso un errore, mai. E questo anche al di fuori del campo professionale. Esempio: AL BAR Un gruppo di due o tre persone ordina tre cocktail che il barista annota mentalmente. Dopo 20 min. si fa notare al barista che si sta ancora aspettando lordinazione. Un osservatore attento e conoscitore della natura equadorena può forse notare un lievo inarcamento del sopracciglio del barista, il quale si riprende prontamente e fa cenno che i cocktail stanno arrivando. Dopo ulteriori 10 min. il barista si avvicina, rassicurando prontamente, accompagnandosi da gesti esplicativi, che il barman è molto impegnato in quello stesso momento nella preparazione dei sopraddetti cocktail..... ma... ma.... per cortesia gli possiamo ripetere cosa abbiamo ordinato? Cosí accade anche sul piano lavorativo. 10 tecnici sul pacoscenico aspettano guardando lunico che sta martellando qualcosa, fornendo ognuno il suo parere... Ogni dieci minuti poi qualcuno si stacca dal gruppo di consulto per chiedere se possono essere utili e fare qualcosa. Offro una vasta gamma di opzioni fra cui scegliere. Siamo in ritardo sul montaggio e la lista di cose da fare si allunga col passare del tempo invece che diminuire. Il tecnico comincia a far sí con la testa, come a registrare mentalmente la mostruosa lista delle cose da fare, per poi tornarsene semplicemente e serenamente dal suo gruppo e continuare il supporto psico-tecnico dellunico e infaticabile martellatore. La scena si ripete svariate volte fino a quando il martellatore ha finito di martellare e quindi tutto il gruppo, in assetto da battaglia, si muove a falangia verso il prossimo compito.... chiaramente, per la logica del turn-over il martellatore assume ora il ruolo di consulente e un ex-consulente il ruolo di operaio... IMPRESSIONI POLITICHE (DIFFICILE DA DEFINIRE) Un paese in cui la povertà ancora esiste e convive con la piú sfacciata ricchezza e corruzione. Una piccola Italia al cubo, in cui dai manifesti elettorali si vedono facce paccioccose e mafiosotte, che si immagina benissimo dare pacche sulle spalle e rassicurazioni presudo-mafiose, pregare gli elettori di votarli per sradicare finalmente la corruzione dal loro paese. Non credo che nessuno si aspetti veramente, da ceffi di tale calibro, il matenimento della vaga promessa. Prevale piú un senso di invidia nei confronti del mafiosetto, che nel caso eletto, potrà legittimamente accapararsi un pezzo della torta. E chi non farebbe lo stesso? La popolazione si divide poi nettissimamente in tre categorie: occidentali, metticci e campesinos (o indios). I primi sono i nuovi o vecchi colonizzatori. I vecchi sono i discendenti di famiglie spagnole che qui si sono installate secoli fa e che hanno mantenuto un certo distaccato dal resto della società riuscendo a non farsi inlobare troppo dalla borgehsia indigena. I nuovi coloni, per lo piú americani ed europei in cerca di un background piú esotico, rilassato e semplice dove esercitare i loro affari. Un esempio è il padre della guida che ci capita per un escursione in bicletta sulle Ande. Lei figlia di svizzero tedesco e svizzera italiana. Il bisnonno si trasferisce in Equador negli anni 50, un po di soldi di famiglia, forse sufficienti in Europa per comprarsi a malapena un cottage sulle Alpi. Lui ha unidea geniale. Per cosa sono famosi gli svizzeri nel mondo? Le banche, il cioccolato, gli orologi e il formaggio.... Decide quindi di aprire una fabbrica di formaggi svizzeri (compresi la raclette per la fondue) in Ecuador. Lidea può apparire di primo acchito bizzarra ma non lo è se si pensa che un terzo del paese è sopra i 1.000m, che le Ande offrono pascoli rigogliosi dove le vacche possono manguicchiare felici e produrre latte di qualità. 50 anni dopoo il figlio, padre della guida che parla un italiano stentatissimo, è ancora padrone della ditta paterna che rifornisce di ottimo (a detta loro) formaggio svizzero tutti i spermercati equadoreni.... e finalmente si può fare una decente fondue pure sulle Ande e che diamine!!! Morale.... il figlio del nonno pecoraio svizzero con idee brillanti vive a 10km da Quito, ormai invivibile e pericolosa, in una villa con piscina super acessoriata nella colline limitrofe protetta da mure di cinta, fili spinati, torrette di monitoraggio modello Rebibbia! Ci sono poi i borghesi meticci che svolgono vite normali, con paghe medei-basse ma sufficienti per sostenere una vita dignitosa.... macchina (per lo piú modelli vecchi importati dallEuropa, tipo... ho rivisto dopo anni e anni una 124, prima macchina di mio padre tenuta fino al 1982, anno del grande e, per la famiglia Bettucci, storico passaggio alla Renault 11). Poi il popolino, che a occhio e croce rappresenta la stragrande maggioranza del paese, che vive con 300 euro al mese/anno??? Vende quello che può per strada (visto signora che girava e cercava di vendere una decina di mollette, bambini che girano da soli per le città vendendo gelati vestiti da orsacchiotti rosa, bambine di cinque anni in su caramelle o pacchetti di chickles (come si dice da queste parti), pochissimi però a chiedere lelemosina. IMPRESSIONI DA JURASSIC PARK Le Galapagos sono un posto speciale al mondo, da un punto di vista paesaggistico, naturalsitico, scentifico. Uno dei pochi posti al mondo in cui limpronta delluomo è leggera, discreta, quasi invisibile. Il dato però piú confortante di tutti non è lo stato attuale dellisola, ma le sue prospettive per il futuro. Intorno alle Galapagos si è sviluppato un grande movimento di sensibilizzazione per arrestare lo sviluppo del turismo di massa che negli ottanta e novanta ha trasformato il volto di Puerto Ayora, uno dei pochissimi villaggi che sono nati allinizio del secolo e che fino agli anni sessanta avevano una popolazione che non superava i 200 abitanti. Il turismo era quasi inesistente, e come mi raccontavano Jenny e Steven, fino a 15-20 anni fa i pochi abitanti di Puerto Azora, vivevano una vita tranquilla, isolata e con pochi contatti con turisti, occasionali e molto avventurosi. Lareoporto di Baltra, che di fatto ha fatto da testa di ponte per linvasione del turismo di massa, è stato costruito negli anni 60, ma rimane di fatto inoperativo fino alla metà degli anni ottanta. Precedentemente, per raggiungere le Galapagos, si doveva affrontare uno sfiancante viaggio in nave di 4-5 giorni, a volte una settimana, su navi merci o traghetti senza un orario, giorno di partenza e arrivo. Fino agli anni ottanta e le Galapagos non disponevano di elettricità, e solo nel 1996 è stata introdotta 24 ore su 24. Le strade sono state asfaltate alla fine degli anni ottanta e negli stessi anni sono state costruite le prime strutture ricettive, le prime agenzie di viaggio e organizzatti in maniera piú o meno professionale pacchetti turistici. Uno sviluppo che perfino il corrottissimo governo equadoreno (che già nel 1956, su pressione delle Nazioni Unite, aveva dichiarato lintero arcipelago Parco Nazionale) ha giudicato non sostenibile, e che lo ha spinto a promuovere una politica molto ristrittiva nei confronti del turismo e in generale dello sfruttamento economico delle isole, esempio forse unico nel mondo. Lo Stato Equadoreno ha intelligentemente riconosciuto la particolarità, fascino e unicità dellArcipelago nel suo essere un ultimo baluardo di una natura in cui luomo non ha ancora assunto il controllo. Le leggi del 1996 bloccano di fatto la crescita economica delle Isole. Si impedisce nuova immagrazione, il numero max. degli abianti si ferma a 30.000 unità. Solamente le persone che vivono permanentemente nelle Galapagos dal 1991 hanno diritto allo statuto di residenti stabili. Il numero massimo di turisti ammessi in un anno è fissato a 100.000 unità, di conseguenza il numero delle barche da crocera è non può essere superiore a 84, scongiurando cosí il tentativo di alcuni tour operator americani di spedire alle Galapagos maxi navi da crociere tipo Caraibi con pià di 2.000 passeggeri. Il trasporto di merci dal continente alle Isole e fra le isole medesime è ora monitorato, le valige dei turisti controllate al fine di evitare la pur accidentale importanzione di specie non endemiche che possano mettere a rischio la sopravvievenza di specie locali. Nel 1996 sono cominciate campagne di sradicamento di specie animali e vegetali che con la loro presenza avevano causato o stavano causando lestinzione di alcune altre specie endemiche (anche se a volte solo in alcune isole) come liguana terrestre e la tartaruga gigante. Qualcosa come 40.000 capre sono state trasferite in aereo, a titolo di regalo di stato, verso lAfrica, cavalli, asini, maiali, cani sono ormai scomparsi dallArcipelago. Ora lattenzione si rivolge a sterminatori piú intrusivi e di difficile reperimento come batteri, insetti etc. che si nascondono per lo piú nelle navi cargo provenienti da Guayaquil e che vengono scaricati e introdotti nelle isole insieme alle merci di prima necessità che qui vengono importate. Questo naturalmente comporta dei minimi svantaggi, se tali tuttavia si possono definire, come per esempio i prezzi dei servizi turistici che, essendo forniti in una situazione di monopolio, sono fissati in maniera abbastanza arbitraria e manco a dirlo verso lalto. Il fatto però di dover spendere una cifra cosí considerevole (si parla di 1.000 dollar e piú per una permanenza di max 7 gg.) scoraggia di fatto le persone poco interessate, le grandi comitive e spinge invece le persone ad affrontare il viaggio con una consapeolezza e interesse maggiori rispetto a viaggi last minute scelti piú per il loro prezzo che per il reale interesse per la meta. Insomma alle Galapagos ho avuto per la prima volta in vita mia limpressione che fermare questa assurda corsa verso lo sviluppo (vedi distruzione) del mondo è possibile e che la difesa di un mondo naturale in cui luomo si ritaglia il suo spazio e preserva quello di migliaia di altre specie animali e vegetali è possibile. ULTIMA IMPRESSIONE (FORSE) Ultimo giorno in Ecuador, ma al tensione sale e forse non si parte, forse si, forse no. Sti equadoreni (uniti alla forza organizzativa teutonica di Iberia) sono riusciti a regalarmi una giornata unica, che mi ha portato alla memoria ricordi italiani di tanto tempo fa. Tipo quella scena incredibile alla stazione di Pisa. Due treni, entrmabi con destinazione firenze, uno in ritardo laltro puntuale. I due capitreni che si litigavano su quale dovesse partire prima e a seconda di quale treno sembrava aver la meglio, passavano da un treno allaltro, in perfetto timing. Alla Jacques Tati. Oggi forse non abbiamo raggiunto quei livelli ma ci siamo andati molto vicino. Ieri sera giunge la notizia che un aereo si è schiantato allareoporto di Quito e che ci sono stati otto morti. Lareoporto è stato chiuso e non si sa quando verrà riaperto. Insomma, unaltro macigno, unaltra meteorite su quest vacanze funestate dalla disorganizzazione equadorena unita a un periodo di sfiga del sottoscritto abbastanza eccezionale. Nulla però fa presagire il caos che sarebbe seguito il giorno dopo. Mi sarei aspettato un semplice: Volo annullato. Si vola domenica o lunedi. Mi sveglio e corro subito allInternet Café per chiamare lufficio di Iberia allareoporto di Chito. Mi aspetto le linee intasate e ore e ore di attesa, o quantomeno un messaggio registrato per avvertire le centiania di persone confuse sulla situazione. Invece niente. La linea è liberissima ma nessuno risponde. NESSUNO RISPONDE. Ergo, nessuno si è preso la briga di andare in ufficio per sistemare il caos. Hanno lasciato laereo schiatato sulla pista (per cui lareoporto ha dovuto chiudere), spento la luce dellufficio e sono andati a letto. E hanno pure dimenticato di mettere la sveglia. Del resto è sabato.... da quando si va in ufficio il sabato? Chiamo lufficio di Iberia in città e qui finalmente mi risponde una voce registrata: Gli uffici sono aperti dal lunedi al venerdi dalle ore 10 alle 17 (e mi immagino con un paio di orette per la pausa pranzo). Per una compagnia aerea che ha un volo al giorno alle 20, non male. Continuo a digitare tutti i numeri che trovo di Iberia e finalmente risponde una signorina che alla mia domanda Do you speak English? Non reagisce.... ma non alla francese, sdegnosa, penso proprio che non abbia capito. Quindi mi armo del mio bello spagnolo e chiedo informazioni. Sicura sicura.... lei parte con un informazioni poco credibile. Presentarsi subito allareoporto per poi essere trasferiti in un non meglio precisato areoporto equadoreno (di cui non sospettavo lesistenza) per un immediata partenza per Madrid.... La ragazza però poi confessa di essere del servizio Cargo e che linformazione non era altro che di corridio, e pure ricilata. Non mi resta quindi che chiamare lagenzia di viaggio di Quito dalla quale ho comprato il biglietto aereo. Mi risponde un signore. Gli spiego il problema. Il mio volo Quito-Madrid è alle 7, è stato cancellato o meno? Lui con una nota di trionfo nella voce mi fa notare che se il volo era alle 7, allora lo avevo già perso...... Riattacco, anche qui non si cava un ragno dal buco. Decido quindi di prendere un taxi e andare direttamente allareoporto a informarmi, a dire il vero senza farmi troppe speranze sulla riuscita della spedizione. E non avevo torto. Allareoporto regna il caos piú completo. È stato predisposto un servizio di sicurezza davanti agli uffici di Iberia e delle altre compagnie aeree per difenderle dagli attacchi di una massa di campesinos inferociti. La Signora delle Informazioni generiche, unica coraggiosa lasciata in balia delle orde inferocite, mi rassicura con un informazione molto simile alle precedente ricevuta dalla signora del cargo, che alle 14.30 ci sarà il check-in e che poi partiremo alla volta di Guayaquil. Si vede che la voce di corridoio si è sparsa e ha assunto nuove e piú delicate colorazioni e sfumature. La doccia fredda arriva però da un funzionario dellareoporto che, a giudicare dal completo di tweed e dalle scarpe lustrate, deve essere un pezzo grosso (forse il Ministro dei Trasporti che il popolino invoca a piú riprese?)! Afferma che la situazine è sotto controllo (e il popolino annuisce) e che le compagnie aeree stanno coordinandosi con il resto del mondo per riformulare un programma di volo per il pomeriggio e per i prossimi giorni. Il popolino non smette di annuire. In questi momenti si capisce tantissimo della storia e dellidentità di un paese. Il popolino è rimasto calmo, in fila, paziente, senza riscaldarsi, arrabbiarsi, ribellarsi. Ascoltavano le parole die loro superiori con rispetto e disciplina, nella consapevolezza che loro sono i padroni e che invece il popolino è destinato alla sofferenza e al disagio. Solo un gesto magnanimo del potente di turno, elargito per pura bontà e non per un qualche diritto acquisito, può interrompere o alleviare questa sofferenza. Si sentivano le urla e i reclami concitanti solamenti di sparuti turisti, fra cui il sottoscritto..... Decido quindi di tornarmene in città a bocca asciutta, prendere i bagagli e affrontare un week-end di accampamento allareoporto di Quito. Prima di questo ultimo disperato passo mi gioco lultima carta e chiamo lIberia di Madrid. Risponde una signorina che alla mia domanda Do you speak English? reagisce pressappoco come la collega equadorena; con un imbarazzato silenzio. Riprendiamo la conversazione in spagnolo e dopo un momento di incertezza mi snocciola una versione che a detta della signorina, sarebbe addirittura quella UFFICIALE. E cioè.... dice la signorina: I voli per la giornata odierna sono UFFICIALMENTE cancellati, per cui si può anche risparmiare il viaggio allareoporto. Il giorno seguente verremo prelevati allareoporto di Quito e con un bus comodamente trasportati allareoporto di Guayquil e alle 01.30 della notte voleremo, sempre comodamente, verso Madrid. Faccio notare alla signorina che il comodo viaggio in bus per Guayaquil dura 12 ore su una strada dissestata che costringe a volta i passaggeri a dovere scendere e camminare sotto la pioggia per svariate centinaia di metri. La signorina tace. Chiedo poi la piú importante delle notizie mancanti. Quando mi devo far trovare allareoporto di Quito per il comodo transfer? La signorina continua a tacere.... per poi ammettere che questa informazione manca. Riattacco in preda a una crisi isterica, prendo lo zaino e me ne vado allareoporto, sfiduciato e mentalmente pronto a trascorrervi tutto il fine settimana. ACCADE IL MIRACOLO!!!! Entro in areoporto e un po abbattutto mi dirigo verso il chiosco delle informazioni dove incredibilmente mi viene detto: Il check-in per il suo volo è iniziato gia da mezzora. Si sbrighi, cosa mi guarda cosí imbambolato! Ancora incredulo mi dirigo verso il check-in dove in effetti, e i miei occhi stentano a crederlo, sono ammassate già centinaia di persone in fila per registrarsi.... Si parte. Il miracolo è accaduto. Lareoporto è stato riaperto di colpo, i voli UFFICIALMENTE cancellati sono stati UFFICIALMENTE riesumati..... Nella fila si respira unaria gaia, quasi di festa, nonostante ancora manchino fondamentali informazioni, del tipo... ma a che ora si vola, e soprattutto dove? Direttamente a Madrid no, giusto? Con un bus fino a Guazaquil, di notte? Insomma lincertezza fa pari solamente con la soddisfazione per la partenza qualsiasi destinazione essa abbia. Io mi aggiro fra i turisti in fila cercando di raccogliere informazioni e la cosa diventa molot divertente. Non cè una versione ufficiale. Tutti nella loro ingenuità pensano che la loro versione sia quella ufficiale e quindi con un tono di sicumera rispondono alla mia domanda snocciolando orari e destinazioni. Raccolgo come minimo una decina di versioni, compresa quella ufficiale della stewart della Iberia che si discosta da tutte le altre (e che piú tardi si rivelerà anche quella mendace). Continuerà...? *Il territorio dellEquador si divide in tre zone che percorrono il paese da nord a sud. La fascia costiera, equatoriale, calda e umida. Gli altipiani, ovvero le Ande, con territori fra i 3.000 e 6.000 di altitudine, piú fresche e secche e la zona occidentale ovvero la foresta amazzonica. | read also: Il diario del viaggio di Gianni Bettucci in Israele (2007) Il diario del viaggio in Cina (2006) Altre foto di viaggi di Gianni |