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in italiano

PISA FÜR STUDIS


Soon the PISA tests could run with university students — in Austria nobody cheers





   | Katharina Wagner (WIEN, EforS). Mit einer Aussage in der britischen Wochenzeitung „The Economist“ ließ Andreas Schleicher, Bildungspräsident der OECD, die internationalen Hochschulen aufhorchen: Die PISA-Studie solle in Zukunft auch an Universitäten durchgeführt werden.
   Neu ist die Idee eines länderübergreifenden Universitätentests nicht. Die Jiao Tong University in Shanghai führt seit 2003 ähnliche Studien rund um den Globus durch. Ihre Bewertungen stützen sich auf die Zahl der Professoren und Dozenten, Preise und Publikationen, die eine Hochschule vorweisen kann. Das Ziel der OECD ist es hingegen, herauszufinden, was nach dem Studium bei den Studenten hängen bleibt. „Es ist kaum anzunehmen, dass eine Hochschule nur deshalb besser ist, weil sie mehr Geld ausgibt. Wir werden uns also die Lernergebnisse anschauen“, so Schleicher in „The Economist“. Laut Schleicher kann dieser Test damit auch kleineren Akademien zu einer besseren Reputation verhelfen.
   Mit dem Vorhaben, ab 2010 die PISA-Studie auch an Universitäten durchzuführen, stößt der Bildungsexperte in Österreich bisher auf taube Ohren. „Schleicher greift mit dieser Aussage sehr weit vor, ein Pisa-Test für Universitäten gilt im Moment als Möglichkeit, mehr aber auch nicht“, so Marion Gratt, Bildungssprecherin der OECD-Abteilung des Bundeskanzleramtes, gegenüber dem FH-Magazin „punkt“. Schleicher dagegen betonte, daß mit der neuen Studie die Effizienz der Akademien anschaulich gemacht werden könne. „Wir werden nicht über die Geschichte einer Universität nachdenken, sondern vielmehr die Frage stellen: Wonach sucht ein globaler Arbeitgeber?“ erklärte Schleicher „The Economist“.
   Im Wissenschaftsministerium hält man von einer PISA-Studie für Studenten nur wenig. „Johannes Hahn kann der Übertragung des Rankingwahns auf die Universitäten keine positive Seite abgewinnen“, informierte Martha Brinek, Sprecherin des Wissenschaftsministers, das FH-Magazin „punkt“. „Für österreichische Universitäten ist es viel wichtiger, ein individuelles, typisches Profil zu entwickeln und dieses zu professionalisieren.“
   In diesem Januar treffen sich die Bildungsminister der OECD das nächste Mal. Wenn dann alle einer PISA-Studie an Universitäten zustimmen, werden sich die ersten Studenten also bereits 2010 den Fragen der Untersuchung stellen müssen.

| Dieser Artikel erschien zuerst in
punkt — das magazin des fh-studiengangs journalismus wien



auf Deutsch


PISA IN AUSTRIA


   | Il presidente dell’OECD (Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica) Andreas Schleicher ha fatto drizzare le orecchie alle università di tutto il mondo: Ha infatti annunciato al settimanale inglese “The Economist” che in futuro, il PISA — Programma internazionale di valutazione degli studenti il quale normalmente viene sottoposto agli alunni di 15 anni — verrà introdotto anche nelle università.
   In realtà, l’idea di un test internazionale per le università non è nuova. L’università Jiao Tong di Shangai sta portando avanti un progetto simile dal 2003. Queste valutazioni sono però basate sul numero dei docenti e dei lettori universitari, premi e pubblicazioni che l’università è in grado di produrre. Al contrario, l’OECD ha finalizzato il proprio risultato nel voler comprendere cosa gli studenti stanno concretamente imparando e cosa ricorderanno al termine dei loro studi. “Non si può ritenere un’università migliore di un’altra perché spende piú soldi; per questo riteniamo necessario testare le conoscenze degli studenti durante il loro percorso formativo”, dice Schleicher a “The Economist” ed è convinto che “con questo metodo anche le piccole accademie hanno la possibilità di avere un risultato migliore”.
   Il piano degli esperti per condurre il test PISA nelle università dal 2010 viene accolto con diffidenza in Austria. “Con questa affermazione, Schleicher sta anticipando un problema. Al momento, un test PISA per le università è considerato come una possibilità, ma niente di piú”, dichiara la portavoce del dipartimento OECD presso la Cancelleria Federale Marion Gratt. In contrasto, Schleicher sta facendo pressione affinché il nuovo studio possa dimostrare l’efficenza delle università: “Non terremo in considerazione la storia delle università, ma piuttosto cercheremo di considerare di cosa un datore di lavoro sia alla ricerca”.
   Presso il ministero della Scienza e della Ricerca presso il parlamento austriaco, qualcosa porta a escludere il test PISA per gli studenti universitari. Come dichiara Martha Brinkek, portavoce del ministro Johannes Hahn alla rivista “punkt”: “(Egli) non riesce a trovare alcun senso nella stravagante idea di scrivere una graduatoria per tutte le università. Per ciò che riguarda le università austriache, è ancora piú importante sviluppare un percorso individuale e renderlo professionale”.
   A gennaio il Ministero dell’educazione dell’OECD si riunisce ancora per decidere un test PISA per tutte le università; i primi test sugli studenti potrebbero essere fatti non prima del 2010.

| Traduzione di Rocco Di Mento