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CERCARE CASA A BOLOGNA: ISTRUZIONI PER L’USO


Finding a flat in Bologna is an adventure for students. Here’s some good advice.





   | Livia (BERLIN, EforS). Anche l’inizio di questo nuovo anno accademico sembra profilarsi critico per gli studenti esordienti dell’Università degli Studi di Bologna: test d’ammissione piú difficili per accedere ai corsi di laurea a numero chiuso, file infinite per le immatricolazioni, pomeriggi trascorsi dal commercialista per capire qualcosa sul complicato calcolo di questi “utilissimi” indicatori economici (ISE e ISEE) per concorrere all’assegnazione di una borsa di studio e, come se non bastasse — la ricerca della casa!

Matricole ed Erasmus unitevi!
   In coda alla Segreteria Didattica dell’UniBo conosco Angela di Vicenza che da quest’anno studierà qui scienze dell’educazione. Le dico che vorrei scrivere un articolo sulla situazione degli affitti bolognesi. Lei si mette a ridere e mi dice: “La mia stanza l’ho cercata trenta giorni e una mia amica per poter trovar casa ha dovuto spendere all’ostello in una settimana l’ammontare di una mensilità: 40 euro a notte”. Philipp, invece, accettando di darmi il suo punto vista di studente Erasmus tedesco, mi racconta di un annuncio rimastogli particolarmente impresso che riportava: NO ERASMUS NO ANIMALI. Va da sé il paragone con i cartelli appesi alle vetrine dei bar della Torino anni ’50 che vietavano l’ingresso a cani e terroni. “Quando a Bologna si offre casa a noi studenti Erasmus non lo si fa di sicuro per amore delle culture altre, ma perché gli Erasmus, in quanto stranieri, non possono avere un contratto regolare — sostiene Philipp — niente di meglio per poter speculare sulle quote dei nostri affitti.” È cosa nota, che da eccezione è divenuta ormai regola, il fatto che siano gli studenti stessi già in possesso di un contatto a guadagnare sugli affitti dei loro coetanei. Quali ne siano le origini rimane una questione aperta che chiama in causa anche e soprattutto la responsabilità degli universitari, certo è che il primissimo impatto con l’Alma Mater Studiorum per gli studenti di un’altra nazionalità parrebbe non essere tutto rose e fiori.

   E quello delle matricole italiane? “Parecchi annunci intimano a caratteri cubitali: NO MATRICOLE — continua Angela — mi sono accontentata di una casa fuori dal centro per non dover pagare 300 euro di uno stanzino adibito a stanza doppia”. Che fare, insomma, per evitare quelle bidonate che sembrano essere all’ordine del giorno, a Bologna come in molte altre città universitarie italiane? Qualcuno mi suggerisce: “Appartamenti sfitti ce ne sono: l’unione fa la forza!” Cercare casa in gruppo, piuttosto che concentrarsi su una ricerca individuale, è un modo intelligente per svicolare da certi abusi e ammortizzare molti costi, oltre che un buon viatico per conoscere le prime persone e cominciare a socializzare nella nuova città.
   È sufficiente consultare le bacheche e le apposite pagine web anche nella sezione “richieste”, contattare chi, come noi, è alla ricerca di una stanza che corrisponda ai nostri standard, e chiedergli di formare un piccolo gruppo per affittare insieme un appartamento.

Conoscere i propri diritti e farli valere
   Secondo un’ inchiesta svoltasi la scorsa estate, solo il 48% degli studenti bolognesi fuori sede sarebbe in possesso di un regolare contratto di locazione. Pare che molti si facciano ancora rapire dal “mito della convenienza del contratto in nero”. — Nulla di piú falso.
   Come mi ricorda Angela, “l’esibizione di un regolare contratto di locazione a titolo oneroso è un presupposto necessario per poter concorrere all’assegnazione di una borsa di studio come studente fuori sede”. Stipulare un contratto d’affitto in base alla legge sulle locazioni (431/98) dà inoltre diritto alle “agevolazioni” fiscali decretate dalla finanziaria del 2007 tanto da parte del locatore che dell’affittuario. Per di piú a mezzo del contratto viene fissata una quota d’affitto che tale deve rimanere per tutta la durata della locazione, qualsiasi cosa accada.
   Ma i vantaggi di un contratto non sono solamente di tipo finanziario. Averne uno tutela gli studenti sia per eventuali problemi con il padrone di casa o i coinquilini e sia per quanto concerne la sicurezza della propria vita, concedendo il diritto a pretendere l’ammodernamento e le riparazioni di strutture abitative fatiscenti e di impianti guasti o fuori norma.
   Informarsi presso i centri predisposti da Guardia di Finanza, Comune e Università è il primo passo da fare per evitare a se stessi delle spiacevoli sorprese. Per mercoledí 10 ottobre 2007 alle ore 9:00 presso la Sala Baraccano è previsto un seminario pubblico sul tema “Una casa fuori sede”.

L’alternativa: occupare
   Il 26 settembre scorso una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il “diritto all’abitazione” è tra i “beni primari collegati alla personalità” che meritano di essere annoverati tra i diritti tutelati dall’articolo 2 della Costituzione e che l’occupazione abusiva di una casa, da parte di una persona indigente e in stato di necessità, possa ritenersi “giustificata” e non portare alla condanna penale. Perché allora non occupare se il diritto a studiare cosa ci piace e dove ci piace viene violato poiché, a noi studenti come a molti altri cittadini, non è innanzitutto concesso di abitare a prezzi accessibili alle nostre tasche? Il M.A.O., Movimento Autorganizzato Occupanti di Bologna, promuove progetti ed istanze che vale la pena tenere in considerazione: azioni dirette di occupazione, assemblee ed incontri sul tema dell’abitare, oltre che uno sportello per la consulenza individuale, rivolto a chiunque avesse difficoltà o semplicemente bisogno di saperne di piú.

Fare sentire la propria voce
   Prendere coscienza che la situazione abitativa bolognese è inaccessibile a quanti non abbiano le possibilità economiche ad essa adeguate è già un buon inizio. Agire per cambiare lo stato delle cose è un ottimo proseguimento. Perché poter avere un tetto sopra la testa non deve essere un privilegio di pochi ma un diritto di tutti e pretendere uno spazio pubblico, creativo o abitativo che sia, un’istanza legittima. Oggi come domani.
   Un esempio: il 6 ottobre 2007 alle ore 15:00 in Piazza Nettuno ebbe luogo un Corteo in difesa degli spazi sociali e contro il modello cofferatiano, in cui ognuno poteva manifestare il proprio dissenso contro la situazione del proibitivo mercato immobiliare bolognese. Promosso dal Laboratorio Occupato CRASH! ad esso hanno partecipato organizzazioni locali, nazionali, internazionali e singoli cittadini, tra loro anche lo scrittore Stefano Benni. Cercate queste occasioni quando siete a Bologna anche se avete già trovato un alloggio: aiutate a migliorare la situazione con la vostra attenzione, critica e partecipazione!

| Cercare casa on-line: www.bakeca.it | Info su Affitti in neroM.A.O. | Laboratorio Occupato CRASH!



in italiano


WOHNUNGSSUCHE IN BOLOGNA — EINE GEBRAUCHANWEISUNG


Überteuerte Mieten, illegale Verträge, Spekulationen: die Wohnungssituation in Bologna ist für Studenten jedes Jahr ein Kampf ums Überleben. Hier ein aktueller Lagebericht mit Tipps und Strategien für Neuankömmlinge.





   | Der Anfang des neuen Semesters ist für die neue Studenten an der Universität von Bologna wie immer schwierig: komplizierte Aufnahmeprüfungen an den Fakultäten mit Numerus Clausus, endlose Schlangen vorm Immatrikulationsbüro, komplizierte Verfahren für Stipendien und — die Suche nach einer Wohnung!

Erstsemester und Erasmusstudenten, vereinigt euch!
   In der Schlange vor dem Sekretariat der Uni Bologna lerne ich Angela aus Vicenza kennen, die sich in Erziehungswissenschaft immatrikulieren will. Als ich ihr erzähle, daß ich einen Artikel über die Wohnungssituation in Bologna schreibe, lacht sie und sagt: „Ich habe einen Monat lang gebraucht, um mein jetziges Zimmer zu finden. Eine Freundin, die noch keine Wohnung gefunden hatte, mußte eine Woche in einer Jugendherberge übernachten für 40 Euro pro Tag, was etwa einer Monatsmiete entspricht.“
   Auch Philipp, ein deutscher Erasmusstudent, berichtet mir von seinen Schwierigkeiten, ein Zimmer zu finden. Einer der Aushänge, den er fand, war schon fast tragikomisch: KEIN ERASMUS — KEINE TIERE! Das erinnert an die 50er Jahre, als viele Italiener aus dem Süden nach Norden kamen und etwa in Turin die Kaufleute fremdenfeindliche Schilder aushängten, die Hunden und Süditalienern den Eintritt verboten. „Doch Erasmusstudenten sind in Bologna sehr gefragt und zwar weil wir als Ausländer keinen Mietvertrag haben dürfen und daher mehr Profit aus uns zu schlagen ist. Da wir keine eigene Wohnung mieten können, müssen wir bei jemandem zur Untermiete wohnen. Und komischerweise zahlen wir Erasmusstudenten immer mehr als die Italiener.“ Das mag daher rühren, daß Studenten, die schon einen Mietvertrag haben, an den neuen angekommenen Mietern verdienen wollen. Wer hier wen korrumpiert, soll an dieser Stelle eine offene Frage bleiben, nur ist diese allererste Begegnung der frisch angekommenen Austauschstudenten mit der Alma Mater Studiorum nicht gerade ermutigend.

   Und die italienischen Erstsemester? — „Viele Anzeigen lauten: KEINE ERSTSEMESTER“, erzählt Angela. „Ich hatte keine andere Wahl, als ein Zimmer am Stadtrand zu nehmen, sonst hätte ich 300 Euro zahlen müssen, um mir eine Abstellkammer mit jemandem teilen zu dürfen.“
   Wie soll man mit so feindseligen Verhältnissen, wie sie in Bologna und anderen italienischen Städten herrschen, umgehen? Jemand gab mir einen guten Rat: „Es gibt viele leerstehende Wohnungen: Einigkeit macht stark!“ Gemeint ist, daß sich zusammen mit jemandem eine Wohnung zu suchen, statt es nur alleine zu machen, eine kluge Alternative ist — um voranzukommen, sich gegen Mißbrauch zu schützen und sich die hohe Kosten zu teilen. Es ist auch eine gute Methode, um neue Leute kennenzulernen und sich langsam in das neue Umfeld zu integrieren. Dazu braucht man nur an den schwarzen Brettern und auf den Webseiten in der Abteilung „Suche“ nach anderen Leuten auf Wohnungssuche Ausschau zu halten, sie anzurufen und zu fragen, ob sie Lust darauf haben, gemeinsam eine ganze Wohnung zu mieten.

Kenne deine Rechte und verschaffe ihnen Geltung
   Nach einer Umfrage aus diesem Sommer haben in Bologna nur 48 Prozent der Studenten einen regulären Mietvertrag. Und doch lassen sich immer noch viele vom Mythos des schwarzen Mietvertrags blenden. Wie weit gefehlt! Angela weist mich daraufhin, daß man den Nachweis eines Mietvertrags braucht, um den Höchstbetrag eines Stipendiums zu bekommen. Dank des Finanzierungsgesetzes von 2007 können Mieter wie Vermieter auch von vorteilhaften Steuererleichterungen profitieren. Die Vorteile sind aber nicht nur finanzielle, ein Mietvertrag schützt gegen eine gesetzwidrige Erhöhung der Miete und bietet Rechtsschutz bei Problemen mit dem Besitzer und Mitbewohnern. Außerdem gewährleistet nur der Vertrag die Möglichkeit, Reparaturen und Instandhaltung der Wohnung mit all ihren Geräten zu verlangen. Darüber sollte man bescheidwissen. Informationen bieten die Guardia di Finanza, die Universität und das Bürgeramt. Es finden auch Seminare zum Thema statt, wie etwa am 10. Oktober 2007 um 9 Uhr in der Sala Baraccano, wo es um das Thema „Una casa fuori sede“ (Eine Wohnung für Zugereiste) geht.

Die Alternative: besetzen
   Am 26. September 2007 hat der italienische Bundesgerichtshof festgesetzt, daß das Recht auf Wohnraum eine Grundrecht ist, das von Art. 2 der Verfassung geschützt ist. Damit ist die Besetzung eines Hauses durch eine bedürftige Person, die sich in einem Notzustand befindet, keine Straftat. In der Tat, wenn unser Recht zu studieren verletzt wird, einfach weil wir keine billige Wohnungsmöglichkeit finden, warum nicht besetzen? Ein guter Anlaufpunkt ist das Movimento Autorganizzato Occupanti (MAO), es organisiert Projekte und fördert außerordentlich interessante Aktivitäten: direkte Besetzungsaktionen, Versammlungen über das Thema Wohnen und einen Infopoint, wo Leute in Schwierigkeiten oder mit Lust, mehr darüber zu erfahren, sich beraten lassen können.

Laß deine Stimme hören
   Das Bewußtsein, daß die Wohnungssituation in Bologna katastrophal ist, ist es ein guter Anfang. Dies auch als politische Verantwortung zu verstehen und in konkretes Handeln umzusetzen der konsequente nächste Schritt. Ein Dach überm Kopf und Raum für kreative Betätigung zu haben sollte ein Recht für alle sein, also gilt es, dies in den öffentlichen Raum zu tragen. Wer sich also für sich und die, die nach ihm kommen, gegen Wohnungsnot und Mißbrauch in Bologna einsetzen möchte, kann an den organisierten Protesten teilnehmen. Eine Gelegenheit dazu bot sich zum Beispiel am 6. Oktober 2007 um 15 Uhr auf der Piazza Nettuno. Dort fand die Demonstration „Corteo in difesa degli spazi sociali e contro il modello cofferatiano“ (Marsch zum Schutz der gesellschaftlichen Räume und gegen das Modell Cofferati) statt. Organisiert wurde sie von dem Laboratorio Occupato CRASH! und viele Vereine und Personen unterstützten sie, so wie auch der Schriftsteller Stefeno Benni.
   Achte auf solche Gelegenheiten, auch nachdem Du schon ein Zimmer in Bologna gefunden hast: Deine Meinung und Teilnahme können etwas verbessern!


| Mehr zum Thema:
in this issue: Supereroi a Venezia
— W|O 39: Italia senza casa
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— W|O 39: Casa News
— W|O 35: Corsivo genovese
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