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KATYN A black chapter of Polish history: Katyn. Andrzej Wajdas movie about it at this years Berlinale. ![]() | Chiara Merico (MILANO). La tragedia di un intero popolo vista dagli occhi di una delle vittime; una strage con migliaia di morti raccontata dalla prospettiva personale, con i colori del dolore del singolo. Si può descrivere cosí, in sintesi, Katyn, la nuova opera del grande regista polacco Andrzej Wajda, che sarà presentata in prima internazionale al 58esimo Festival del cinema di Berlino. Uscito nelle sale polacche il 21 settembre, Katyn è già stato visto in patria da 2,7 milioni di spettatori. Per la prima, Wajda ha scelto una data simbolica, il 17 settembre: lo stesso giorno in cui lArmata Rossa nel 1939 invase la Polonia dellest. Katyn è la prima opera di finzione ad affrontare quello che è ancora un lutto insanabile per i polacchi: la strage di 22mila soldati, massacrati dalla polizia segreta di Stalin il 5 marzo 1940 nellomonima foresta, situata nei pressi della città di Smolensk, in Russia. Tra i soldati uccisi cera anche Jakub Wajda, padre del cineasta premio Oscar alla carriera nel 2000 e Orso dOro alla carriera nel 2006. Ed è questo che dà al film un sapore ancora piú struggente: a partire dalla dedica del regista appena sotto il titolo, Ai miei genitori. Mia madre si è nutrita di illusioni fino alla fine della sua vita perché il nome di mio padre figurava sulla lista dei soldati massacrati con un appellativo sbagliato, ha ricordato Wajda durante la presentazione ufficiale del film a Varsavia. Un dramma familiare, ma anche laffresco storico di una delle pagine piú nere della storia della Polonia, tenuta sotto silenzio per cinquantanni sotto il regime comunista. A dare per primi la notizia del massacro furono i nazisti, che al momento dellinvasione della Russia nel 1941 accusarono i russi di aver sterminato i soldati polacchi. Stalin, però, negò ogni responsabilità, respingendo le accuse al mittente. E nel dopoguerra lopportunità politica di salvaguardare i rapporti con lUrss chiuse la bocca allOccidente, che mantenne sotto una coltre di rigoroso e colpevole oblio i morti di Katyn. Si dovette attendere la glasnost di Gorbaciov, nel 1990, perché fosse riconosciuta la verità storica sulleccidio dei soldati polacchi. E su questo punto Wajda ha posto laccento durante la presentazione del film, riconoscendo che nessun regista sano di mente avrebbe potuto girare un film cosí durante il periodo comunista, se non presentando la versione ufficiale. Nel mio Paese non cè stato interesse su questo argomento. | Movie website |