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ANNA KARENINA. LO SPAZIO DELLA FELICITÀ

“Anna Karenina” by Eimuntas Nekrosius, put on the stage at the Teatro Goldoni in Venice, is, like the original novel, a monumental — five ours of packed emotions. Our reporter Anna Trevisan not only went to see it on April 27, but went backstage for an interview with the protagonist Mascia Musy.





   | Incontro Mascia Musy a fine spettacolo, dopo la fatica di cinque ore sulla scena. Chiederle di parlare mi sembra quindi una crudeltà.
   Mi apre la porta del camerino e mi arriva una ventata di leggerezza inaspettata. Lei mi guarda con due occhi che sorridono, il viso ancora sporco di trucco, addosso jeans e maglietta. Entro e mi siedo imbarazzata sulla sedia. Mi confondo: improvvisamente, con quel suo sguardo cosí pieno e felice di chi ha già dato, non so piú che cosa chiederle. Il suo sguardo significa che quello che c’era da comunicare era lí, sul palco, per quelle cinque, densissime ore. Comunque, inizio. A bruciapelo.

> Come è stato lavorare con Nekrosius?

> MUSY: ...lavorare con una personalità geniale, che chiede all’attore una grande responsabilità e molta, molta energia, anche fisica. Nello stesso tempo, però, il Maestro ha lasciato anche un grande spazio all’attore. <

> I gesti e i movimenti degli attori sulla scena sono quasi un codice, frasi precise e diverse per ogni personaggio...

> MUSY: Il suo è un “teatro che si guarda”, come ama dire il Maestro, è un “teatro da vedere”. Alcuni gesti li abbiamo decisi insieme, scena per scena. La richiesta essenziale che ha fatto a noi attori è stata quella di ripetere questi gesti senza meccanicità, di lasciarli vivere, respirare, per non risolverli in automatismi. <

> Come interprete lei è riuscita a restituire molto della femminilità e della complessità di Anna Karenina. Chi è per lei Anna Karenina?

> MUSY: Il Maestro ha aiutato il mio lavoro con un invito: quello di non costruire un personaggio eroico: non eroico! Anche se di fatto lo è, no? E’ il personaggio del libro piú letto al mondo, lo sapeva? Ecco, ho cercato di seguire questa traccia, di lasciar emergere l’umanità di Anna. “Anna è stretta fin dalla nascita”, mi ha detto il Maestro. E’ stretta, costretta. Questo è l’elemento da cui sono partita per interpretarla. <

> In una battuta: questo per lei è uno spettacolo su che cosa?

> MUSY: C’è una frase, l’incipit del romanzo, che il Maestro non a caso ha omesso nello spettacolo: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo”. <<

   Attraverso scene corali; punti di solitudine rarefatta; conversazioni a due si srotola la storia di Anna. Gli oggetti sulla scena esprimono concetti interi, arcipelaghi di sentimenti; persuadono, muovono, commuovono lo spettatore, che crede a tutto: il polistirolo è il ghiaccio; il fumo è la tormenta di neve; gli occhiali sono il neonato; lo specchio è l’occhio degli altri.
   I pattini di Kitty fanno rumore sul ghiaccio: shhh....shhhh. Kitty solleva la neve e spolvera noi spettatori di nevischio invisibile mentre, letteralmente, la ascoltiamo e simultaneamente la vediamo pattinare. Il suo movimento libero nello spazio traduce arioso fino a noi tutta la sua felicità. L’invisibile con Nekrosius si fa visione realizzata: la camicia fatta a brandelli da Dolly e Anna (in una scena memorabile) disegna perfettamente il movimento rabbioso e innamorato della gelosia: lo materializza! L’orologio-treno con il suo sferragliare-ticchettare annuncia tutto il divorante desiderio e la pulsionalità di Anna e il tempo in levare che la caratterizza. Un solo unico grande corpo fatto di altri corpi, come vivo organismo si sparpaglia e si dilata intorno a Kitty partoriente — novella dea madre con i nastri del vestito allargati tra le braccia aperte — percuotendo tamburi e incalzando il ritmo del travaglio come in un rito tribale.
   Tutta la storia di Anna è forse condensata nella scena della passione del secondo atto, in cui il corpo di Anna è completamente raggomitolato su se stesso, compatto e inespugnabile eppure abbandonato. Anna il feto, Anna l’amante è sollevata dalle braccia di Vrònskij, quasi lanciata nello spazio. Lei piuma, lui fiato e vento. Ma il corpo di Anna si fa sempre piú pesante e Vrònskij nel sollevarla sempre piú affaticato. La loro danza si screpola in stanchezza e Vrònskij, esausto, riposa Anna a terra.



Scheda tecnica
Anna Karenina di Lev Nikolaevic Tolstoj; regia di Eimuntas Nekrosius; con Annalisa Amodio, Paolo Mazzarelli, Paolo Musio, Mascia Musy, Alfonso Postiglione, Nicola Cavallai, Alessandro Lombardo, Gaia Zoppi, Renata Palminiello, Gilberto Colla, Vanessa Compagnucci, Corinne Castelli, Nicola Russo e Paolo Pierobon.

Dal 27/02/2008 al 02/03/2008 all’Arena del Sole di Bologna
Dal 25/04/2008 al 27/04/2008 al Teatro Goldoni di Venezia
Dal 29/04/2008 al 30/04/2008 al Teatro Municipale di Piacenza
Dal 06/05/2008 al 11/05/2008 al Grande Valdocco di Torino