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VALENCIA VIOLENTA Brutality instead of hospitality on a holiday trip to Valencia | Alice Rinaldi (ROMA). La gita scolastica di fine marzo nella bella città di Valencia per due classi dellultimo anno di un liceo del centro di Roma è andata molto bene, finchè lultima sera le forze dellordine locali non ha pensato di fare una bella sorpresa per il compleanno di Alice. Una ventina di ragazzi si trovavano in una delle stanze dellHotel Berelet a festeggiare la mezzanotte dei 18 anni di una loro compagna di classe. Tanti auguri a te e intanto qualche insulto in spagnolo che arrivava dalla strada. Senza curarsene troppo non era di certo con loro la disputa hanno continuato a festeggiare, ma il tempo è bastato per fare solo una foto alla torta... Forti colpi sulla porta e poi lirruzione del vigilante e del responsabile dellalbergo che gridando e con pochi complimenti li hanno costretti a scendere chi in pigiama, chi senza scarpe, e lasciando le porte spalancate. Scese le scale a spintoni, nella hall lincomprensibile che è difficile persino da raccontare. Nicoletta, 18 anni: Ero appena scesa quando una signora sui 50 anni, accompagnata da tre ragazze spagnole, mi ha spintonato accusandomi di averle lanciato dalla finestra un panino. Ma non li lasciavano parlare. In compenso hanno assistito alla colluttazione iniziata da una di queste tre spagnole che ha cominciato a insultare una ragazza con cui stava litigando inizialmente da una delle finestre dellalbergo. Insultata, spintonata, afferrata per il collo e infine picchiata. E né il vigilante né lalbergatore hanno alzato un dito per bloccarla. In compenso è intervenuto un uomo, presumibilmente il padre di una di queste spagnole, e insieme si sono sfogati sulla ragazza ormai a terra con morsi (!) a sangue sulle gambe e calci. E intanto gli altri ragazzi si sono sentiti colmi di unimpotenza rabbiosa perché quando due di loro, Valentino e Daniele 18 anni, hanno cercato di placare la situazione, hanno ottenuto solamente attacchi fisici e verbali. Poco dopo i ragazzi sono stati fatti uscire in strada e sono rimasti lí per tre quarti dora nella umida notte valenciana a morir di freddo senza giacche e a piedi nudi, sempre in silenzio, sempre senza spiegazioni, sempre senza la possibilità di muoversi, di reagire, di prendere un telefonino e chiamare i professori che in quel momento non erano in albergo. Nel frattempo è arrivata la polizia. E la situazione non è certo migliorata. Un ragazzo tra di loro che parlava un po lo spagnolo era rientrato in albergo per spiegare o almeno capire, ma è stato ributtato fuori violentemente afferrato per un braccio piegato dietro la schiena e con la minaccia che glielo avrebbero rotto se ci avesse riprovato. Pare che le uniche che potevano parlare erano le spagnole, le quali indicavano a caso qualcuno, secondo loro colpevole del fantomatico lancio in strada, ora, di una bottiglia di vetro. Dunque sono stati successivamente fatti entrare, sempre a caso, due ragazzi, Fabrizio e Daniele 18 anni. A quel punto per loro è stato possibile chiamare i professori con il cellulare grazie al fatto che dovevano andare a prendere i documenti in stanza per dare le loro generalità. Ma oramai il peggio si era concluso. Unambulanza è venuta a prendere la ragazza, mentre tutti gli altri scioccati e con crisi di pianto si sono sfogati con i loro professori appena rientrati nella hall dellalbergo. Qui il responsabile ha minacciato di cacciarli se non fossero rientrati tutti in stanza. E forte della sua posizione, ha accusato un altro studente, anchegli, come gli altri due, totalmente estraneo allaccaduto. Il ragazzo pescato di nuovo in modo casuale da una delle due classi e colpevole solo del fatto che avesse i capelli lunghi, unica accusa indiziaria mossa dagli spagnoli ha preferito confessare ciò che non aveva fatto, permettendo ai docenti di dichiarare che avrebbero preso seri provvedimenti disciplinari in Italia, salvaguardandolo in questo modo da eventuali complicazioni in Spagna. Nel frattempo la ragazza malmenata tornata dallospedale era in un evidente stato confusionale, forse anche a causa dei sedativi somministrati, il che probabilmente non le ha permesso nemmeno di percepire la gravità della situazione, rinunciando alla denuncia. In realtà probabilmente e tristemente inutile, quando si ha a che fare, in un paese che non è il tuo, con quella odiosa forma di complicità di stampo nazionalistico tra forze dellordine e gente del posto. Questa notizia ovviamente non ha visto luce. E allora noi nel nostro piccolo vogliamo dare uno spazio a questi ragazzi, e dirgli che con loro è tutta la nostra solidarietà. Quantomeno vorremmo che piú nessuno si avventurasse in un albergo che con le sue 3 stelle, non solo ritiene che 15 km siano menos de 10 minutos dal centro della città, che non solo fornisce ai suoi ospiti lenzuola sporche infestate dalle piattole, ma in piú offre anche simpatici pestaggi notturni. E il tutto, nonostante sia stato gratuito, in realtà è stato pagato con i soldi e la decenza. Diffidatelo. Forse è lunica vera battaglia che possiamo permetterci, con un pensiero affettuoso a tutti voi. |