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I AM A TERRORIST (1) Whoever dares to critisise the Church in Italy is a terrorist. The singer Andrea Rivera, for instance. ![]() Millionen können nicht irren? oder: Wer ist der Terrorist? | Fotomontage: W|O | Debora Cheli (MILANO). Wage es niemand, die Kirche zu kritisieren! Das ist der kategorische Imperativ, den alle in Italien stillschweigend zu akzeptieren scheinen. Doch am 1. Mai geschah es: Der Sänger Andrea Rivera brach das Schweigen und zwar live. Das traditionelle Konzert zum Tag der Arbeit in Rom hatte ganz normal angefangen. Rivera stieg als Moderator der Veranstaltung auf die Bühne. Und gleich seine ersten Worte schlugen ein wie eine Bombe: Der Papst sagt, er glaube nicht an die Evolution, und da hat er recht: Die Kirche hat sich in zweitausend Jahren nicht im geringsten weiterentwickelt. Und er fuhr fort vor vierhunderttausend Zuhörern auf der Piazza del Popolo und live im staatlichen Fernsehen Rai Tre: Ich ertrage es nicht, daß der Vatikan Welby die Beerdigung verweigert hat, wogegen er sie Pinochet, Franco und einem Mitglied der Magliana-Bande gewährt hat. Sofort nach diesem Auftritt hagelte es die ersten politischen Urteile, aber das härteste, mit dem Beigeschmack einer Exkommunikation, fällte die Vatikanzeitung Osservatore Romano: Das ist auch Terrorismus. Es ist Terrorismus, die Kirche anzugreifen. Es ist Terrorismus, blinde und irrationale Rasereien zu schüren gegen die, die stets im Namen der Liebe für das Leben und für den Menschen gesprochen haben ... Vielleicht sind die Worte des Moderators (Rivera) nur Ausdruck einer erschütternden Oberflächlichkeit. Aber ihre Gefährlichkeit ist bei weitem nicht so oberflächlich. Am Tag darauf ging die ganze italienische Politik mit Ausnahme einiger Linker und Radikaler, die an die Existenz des Verfassungsartikels 21 zur freien Meinungsäußerung erinnerten, zugunsten des Heiligen Stuhles in Stellung. Es muß gesagt werden, daß die Äußerungen Andrea Riveras in einen Moment allgemeiner Spannung fielen, nachdem kurz zuvor Angelo Brascagno, der Vorsitzende der Italienischen Evangelischen Kirche, mit dem Tode bedroht worden ist. Die Attacken des Osservatore Romano sind jedoch schwerwiegend und tragen weiter dazu bei, das Klima zu verschärfen. Wenn die Kirche auf dieser anachronistischen, Unfrieden stiftenden Einstellung weiter beharrt, wird sie sogar die gemäßigten Katholiken abschrecken. Nun, aber das wäre doch etwas! | Übersetzung: Pina Toscano Versione originale ![]() Cartoon: Federico Mazzoleni Nessuno si permetta di criticare la Chiesa. Questo è limperativo a cui tutti in Italia sembrano silenziosamente accondiscendere. Come se esistesse una sorta di autocensura quando si toccano argomenti critici, riguardanti, per esempio, latteggiamento rigido che la Santa Sede ha assunto da qualche anno a questa parte. Evidente a tutti, ma mai denunciato pubblicamente. Almeno fino al primo maggio, quando Andrea Rivera ha rotto il silenzio. In diretta tv. Tutto ha avuto inizio durante il tradizionale concerto della Festa dei lavoratori a Roma. Sale sul palco Rivera, uno dei conduttori della manifestazione. È un fiume in piena: Il Papa dice di non credere allevoluzionismo, ed ha ragione: la Chiesa in duemila anni non si è evoluta affatto. Cosí esordisce il cantante davanti ai quattrocento mila presenti in piazza del Popolo e ai milioni di telespettatori collegati su Rai Tre. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana. Poco dopo il suo intervento arrivano le prime condanne politiche, ma la piú dura, dal sapore di scomunica, viene lanciata dallOsservatore Romano: Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi ha sempre parlato in nome dellamore, per la vita e per luomo. E ancora: Le parole del conduttore forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Il giorno dopo, tutto il mondo politico si schiera a favore della Santa Sede, salvo qualche esponente della sinistra e dei Radicali, che ricordano lesistenza dellarticolo 21 della Costituzione, quello sulla libertà di parola. Cè da dire che i pensieri di Andrea Rivera sono arrivati in un momento di tensione generale, dopo le minacce esplicite giunte al presidente della Cei Angelo Bagnasco. Nonostante questo pesano le affermazioni dellOsservatore romano, che contribuiscono ad inasprire il clima. È chiaro lintento della Chiesa di proporre unimmagine ferma, in contrapposizione con il relativismo (termine molto caro al Pontefice) della società e come risposta alla crisi di valori delluomo occidentale. In un mondo minacciato dal terrorismo islamico, il Vaticano propone unalternativa alla cultura dellodio. Tale fermezza però rischia di apparire anacronistica, di allontanare i cattolici meno ferventi dalle istituzioni ecclesiastiche. Insomma, di ottenere leffetto opposto. |