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ITALIA SENZA CASA


Thousand square metres of emptyness invite to be filled with corageaus lives — the story of the “actio movement”



   | Veronica Raimo (ROMA). Tutti i cliché sui giovani italiani che non vogliono lasciare il focolare domestico perché afflitti da atavico mammismo hanno una pur qualche ragione pratica. Negli ultimi dieci anni la percentuale di ragazzi tra i 18 e i 35 anni che continua a vivere coi genitori è cresciuta del 10%. Dalla fine degli anni 90 l’affitto medio di una casa ha subito un incremento del 400%, con picchi del 700% in città come Roma, Napoli o Milano. Oltre 200.000 famiglie vivono in situazione di sovraffollamento perché le giovani coppie non possono permettersi una casa per conto loro. La precarizzazione del lavoro ha minato la possibilità di accedere a un mutuo. I prezzi degli immobili aumentano del 12% ogni anno. Sono piú di un milione le persone in Italia che vivono sotto gli standard di vivibilità, molte di loro sono giovani e stranieri. Per chi non lo sapesse ci sono circa 26.000.000 case in Italia, 5.000.000 di queste sono sfitte. Uno sperpero di metri-quadri che sarebbe considerato un reato in qualsiasi social-democrazia, tanto che il Comitato Onu sui diritti sociali ha decretato la necessità di un imminente intervento politico in Italia sulla violazione in atto di uno dei diritti inalienabili dell’uomo, quello alla casa.
   In attesa di questo intervento c’è chi ha escogitato una strada diversa: occupare ciò che è restato vuoto. Questa è la storia di due occupazioni presenti nella periferia romana: Campo Farnia, ex-ufficio occupato nel marzo 2005 dal movimento di lotta per la casa “action”. Ci vivono circa in 200 — in prevalenza famiglie, sia italiane che straniere (4 continenti sono rappresentati all’interno dello stabile) — arrivati qui dopo un percorso di preparazione durato 3 mesi. I rappresentanti di ACTIon, per le attività che svolgono nel Comune di Roma, sono stati messi sotto processo per associazione a delinquere. L’altra occupazione è in via Bibulo, dove il presidente del X municipio, Sandro Medici, ha requisito uno stabile sfitto da 10 anni per destinarlo a 10 famiglie di senza casa in grave stato di emergenza. Lo stesso Medici, in seguito alla requisizione, è stato indagato per abuso di ufficio; accusa dalla quale è stato prosciolto.



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