|
CENSURO ERGO SUM The Great roll back of the Vatican the Genoese student mag Ergo Sum has been closed for joking about Jesus | Chiara Merico (MILANO). Censuro, ergo sum. Non è un gioco di parole di ispirazione cartesiana, ma la sintesi della disavventura recente capitata a un foglio universitario genovese, Ergo Sum appunto, che è stato costretto a chiudere per essersi spinto un po troppo in là. La censura, in Italia, non esiste. È espressamente vietata da un articolo della Costituzione del 1948, il 21, che recita: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. E infatti nessuno impedisce ai redattori di Ergo Sum di continuare a pubblicare la loro rivista. Solo che è difficile fare le nozze con i fichi secchi: in altre parole, senza fondi la rivista muore. I finanziamenti della Provincia di Genova e dellateneo al giornale sono stati tagliati dopo la pubblicazione su Il Giornale di un articolo al vetriolo sullultimo numero di Ergo Sum. Il primo maggio è apparso infatti un pezzo di Andrea Macco dal titolo inequivocabile: Soldi pubblici per insultare Cristo e la Chiesa. Larticolo parla dellultimo numero della rivista universitaria, distribuito in abbinamento con un preservativo per sostenere una campagna della Lila (Lega italiana per la lotta allAids). Sulla prima pagina di Ergo Sum appare la copia conforme del foglietto illustrativo dei preservativi: una serie di vignette con didascalie ironiche, che spiegano come usare il profilattico. Ma la vera pietra dello scandalo si trova a pagina 2: una foto di una statua del Cristo incappucciata con il cellophane sullopera sono in corso restauri con la didascalia: Anchio mi proteggo. ![]() Certamente una scelta dissacrante, forse blasfema: ma la reazione scomposta dellarticolista del Giornale riflette un clima di tensione esasperato. Il giornalista Macco parte subito con la minaccia di una denuncia per offesa alla religione tramite vilipendio di cose, e fin qui poco male. Il peggio viene dopo: al termine di una lunga invettiva sulla natura anticlericale di Ergo Sum, Macco la spara grossa. E testualmente scrive: Poi ci si domanda a chi possa venire in mente di andare a scrivere certe scritte sui muri di Genova. Il riferimento è alle frasi minatorie apparse contro larcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, da poco diventato presidente della Conferenza episcopale italiana e in prima linea nella lotta della Chiesa contro le unioni di fatto. A Bagnasco sono state anche recapitate lettere contenenti proiettili, episodio che ha suscitato lo sdegno quasi unanime della politica e dellopinione pubblica. La Chiesa, però, invece di stemperare la tensione, ha contribuito a esasperarla. In questa chiave laccusa di terrorismo rivolta al conduttore del concerto del Primo maggio Andrea Rivera, reo di aver detto la sua dal palco su alcuni comportamenti delle gerarchie ecclesiastiche. Lo stesso giorno appariva linsinuazione di Macco sul Giornale, indice di unostilità condivisa a piú livelli: chi contesta la Chiesa è un terrorista, chi dissacra è automaticamente associato a chi minaccia. Unequazione quanto mai pericolosa, che in passato in Italia ha portato alla condanna di famosi mandanti ideologici di delitti veri. Per adesso lunica vittima di questoperazione di diffamazione strumentale è la piccola rivista universitaria Ergo Sum. A conferma del fatto che i redattori hanno toccato un tasto scottante, allindomani della pubblicazione dellarticolo su Il Giornale, la Provincia ha comunicato la sospensione dei finanziamenti, seguita a stretto giro dallUniversità di Genova. I ragazzi sono senza soldi, e a meno dellintervento salvifico di qualche finanziatore, chiuderanno il giornale. Una voce è stata messa a tacere, nel chiasso assordante della politica asservita e delle istituzioni clericali. Censuro, quindi sono: un modo per affermare con la forza il potere che queste istituzioni non riescono piú a esercitare sulle coscienze. | The website of Ergo Sum |