contents
 
inside

international
europa
spezial
cultur
horror vacui
 


 
europa
vater unser (dt)
the not-so-united kingdom (en)
valencia violenta (it)
short news
   france
metropolice (en)
metro interview (en)
the “burn” identity (it)
   italy
censuro ergo sum (it)
i am a terrorist  1 (it/dt)
stop the spaghetti mafia! (it)
generazione disincantata (it)
milano contro la droga (it)
rappresentanti? di chi? (it)
   homeless italy
italia senza casa (it)
solo sulla carta (it)
casa news
   germany
push and pull (dt)
zivilcourage im kommen (dt)
studiengebühren vor gericht (dt)
   g8
demokratieprävention (dt)
violenza chiama controviolenza (it)
   comments
liebe studenten! (dt)
ah, je ris ... (fr)
i am a terrorist  2 (dt)
bye, tony (en)
 
      
CENSURO ERGO SUM


The Great roll back of the Vatican — the Genoese student mag “Ergo Sum” has been closed for joking about Jesus


   | Chiara Merico (MILANO). Censuro, “ergo sum”. Non è un gioco di parole di ispirazione cartesiana, ma la sintesi della disavventura recente capitata a un foglio universitario genovese, Ergo Sum appunto, che è stato costretto a chiudere per essersi spinto un po’ troppo in là.
   La censura, in Italia, non esiste. È espressamente vietata da un articolo della Costituzione del 1948, il 21, che recita: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. E infatti nessuno impedisce ai redattori di Ergo Sum di continuare a pubblicare la loro rivista. Solo che è difficile fare le nozze con i fichi secchi: in altre parole, senza fondi la rivista muore. I finanziamenti della Provincia di Genova e dell’ateneo al giornale sono stati tagliati dopo la pubblicazione su Il Giornale di un articolo al vetriolo sull’ultimo numero di Ergo Sum. Il primo maggio è apparso infatti un pezzo di Andrea Macco dal titolo inequivocabile: “Soldi pubblici per insultare Cristo e la Chiesa”. L’articolo parla dell’ultimo numero della rivista universitaria, distribuito in abbinamento con un preservativo per sostenere una campagna della Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids). Sulla prima pagina di Ergo Sum appare la copia conforme del foglietto illustrativo dei preservativi: una serie di vignette con didascalie ironiche, che spiegano come usare il profilattico. Ma la vera pietra dello scandalo si trova a pagina 2: una foto di una statua del Cristo incappucciata con il cellophane — sull’opera sono in corso restauri — con la didascalia: “Anch’io mi proteggo”.



   Certamente una scelta dissacrante, forse blasfema: ma la reazione scomposta dell’articolista del Giornale riflette un clima di tensione esasperato. Il giornalista Macco parte subito con la minaccia di una denuncia per “offesa alla religione tramite vilipendio di cose”, e fin qui poco male. Il peggio viene dopo: al termine di una lunga invettiva sulla natura ’anticlericale’ di Ergo Sum, Macco la spara grossa. E testualmente scrive: “Poi ci si domanda a chi possa venire in mente di andare a scrivere certe scritte sui muri di Genova”. Il riferimento è alle frasi minatorie apparse contro l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, da poco diventato presidente della Conferenza episcopale italiana e in prima linea nella lotta della Chiesa contro le unioni di fatto. A Bagnasco sono state anche recapitate lettere contenenti proiettili, episodio che ha suscitato lo sdegno quasi unanime della politica e dell’opinione pubblica.
   La Chiesa, però, invece di stemperare la tensione, ha contribuito a esasperarla. In questa chiave l’accusa di “terrorismo” rivolta al conduttore del concerto del Primo maggio Andrea Rivera, reo di aver detto la sua dal palco su alcuni comportamenti delle gerarchie ecclesiastiche. Lo stesso giorno appariva l’insinuazione di Macco sul Giornale, indice di un’ostilità condivisa a piú livelli: chi contesta la Chiesa è un terrorista, chi dissacra è automaticamente associato a chi minaccia. Un’equazione quanto mai pericolosa, che in passato in Italia ha portato alla condanna di famosi ‘mandanti ideologici’ di delitti veri.
   Per adesso l’unica vittima di quest’operazione di diffamazione strumentale è la piccola rivista universitaria Ergo Sum. A conferma del fatto che i redattori hanno toccato un tasto scottante, all’indomani della pubblicazione dell’articolo su Il Giornale, la Provincia ha comunicato la sospensione dei finanziamenti, seguita a stretto giro dall’Università di Genova. I ragazzi sono senza soldi, e a meno dell’intervento salvifico di qualche finanziatore, chiuderanno il giornale. Una voce è stata messa a tacere, nel chiasso assordante della politica asservita e delle istituzioni clericali. Censuro, quindi sono: un modo per affermare con la forza il potere che queste istituzioni non riescono piú a esercitare sulle coscienze.

| The website of Ergo Sum