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GENERAZIONE DISINCANTATA Politics is no longer enchanting for the youth of Europe. A recently in Italy published research tries to find out why. ![]() | Chiara Merico (MILANO). Figli del disincanto, nati e cresciuti in un clima di generale disinteresse verso la politica, i giovani europei provano a costruirsi, senza punti di riferimento certi, una coscienza del loro ruolo sociale e unidentità politica. Unindagine condotta su un campione di ottomila ragazzi tra i 15 e i 25 anni, residenti in otto Paesi dellUnione europea a 27, dimostra che sono i tedeschi i giovani piú interessati alla vita pubblica (48%), mentre i piú distaccati sono i ragazzi residenti nel Regno Unito (25%), ma anche nei nuovi paesi dellUe come Estonia (29%) e Slovacchia (28%). Gli italiani sono al secondo posto, con il 43%, insieme a francesi e austriaci. I dati sono stati pubblicati nel libro I figli del disincanto, edito da Bruno Mondadori, a cura di Marco Bontempi e Renato Pocaterra. Ne abbiamo parlato con uno degli autori della ricerca, Marco Bontempi, docente di sociologia alluniversità di Firenze. > Quali sono stati i risultati piú importanti dello studio? > BONTEMPI: Senza dubbio è interessante mettere in evidenza il modo in cui i giovani guardano alla politica: spesso si pensa che ci sia una sostanziale distanza, un sostanziale disinteresse da parte dei giovani rispetto alla politica, intesa in senso molto generale. Invece il modo che hanno i giovani europei di sentirsi interessati, di informarsi di politica, di partecipare, si sviluppa secondo categorie e orientamenti condizionati, o meglio favoriti, da due dimensioni. Da un lato, è evidente limportanza della sfera privata per linteresse nella politica. In modi diversi le dimensioni della famiglia, delle relazioni private, e anche del contesto degli amici, sono fattori importanti per motivare i giovani allinteresse, e poi anche a eventuali forme di partecipazione. Per i ragazzi è centrale il contesto familiare, il parlare di politica con i genitori, con gli amici. Il caso italiano ha messo in evidenza come un fattore importante sia parlare di politica a scuola. La figura dellinsegnante è risultata rilevante per la motivazione e linteresse nei confronti dei temi di attualità e di politica. La seconda dimensione, presente in modi differenziati ma comunque rilevanti nei diversi paesi europei, è latteggiamento nei confronti di cosa possa significare la politica. Ci siamo chiesti a cosa pensano i giovani quando parlano di politica, a che cosa fanno riferimento, e quello che è sembrato emergere è una scarsa centralità delle istituzioni politiche rappresentative. In altre parole, il significato di politica per i giovani non vede al centro un ruolo importante delle istituzioni politiche, degli attori politici, dei partiti, della classe politica in senso generale. < > Da dove viene il disincanto? > BONTEMPI: Il titolo del libro non parla di giovani disincantati, ma di figli del disincanto. Il mondo disincantato è il luogo nel quale i giovani arrivano, quindi non dobbiamo pensare a qualcuno che si è allontanato, per usare un termine forte disilluso, nei confronti di certi valori e orientamenti. Abbiamo a che fare con una generazione di persone che crescono in un mondo che ha già consumato questo distacco nei confronti di uno sguardo appassionato, o comunque orientato verso i temi della politica. Un esempio è latteggiamento nei confronti della democrazia. Quando abbiamo chiesto ai ragazzi che cosè per loro la democrazia, la risposta ha mostrato come i giovani la considerino qualcosa di ovvio, un dato di fatto, che cè come ci sono molti altri aspetti della vita associata. < > Quindi qualcosa per cui non vale la pena di lottare, come invece accadeva per altre generazioni... > BONTEMPI: Esattamente, la democrazia non è un fine, è una condizione di vita. Quando si parla di democrazia le si associano anche valori che un tempo si sarebbero definiti privati, i valori del proprio impegno personale, o anche di un contesto familiare, o di rapporti di amicizia. La democrazia può essere anche intesa nei rapporti di coppia: cioè come un certo modo di rapportarsi agli altri, che magari è caratterizzato anche da valori positivi, di ascolto, di considerazione, di riconoscimento degli orientamenti religiosi e culturali. Democrazia per i giovani può essere questo modo di rapportarsi nella sfera privata, nei rapporti interpersonali, piuttosto che qualcosa da difendere, qualcosa che deve essere continuamente riaffermato nella vita pubblica. < > "Il personale è politico", si diceva negli anni settanta... > BONTEMPI: Il personale è politico in questo senso: se una persona appartiene a una cultura o a una religione diversa, gli si riconosce il diritto di poter stare lí in quel momento e di esprimere quello che pensa, senza bisogno però di passare attraverso le istituzioni, gli attori politici classici, i partiti, le forme classiche di rappresentanza. Forme che in questo momento sono un po sbiadite. < > Quali sono i paesi dEuropa in cui è piú presente una coscienza politica, per quanto "sfumata", e in quali nazioni invece i giovani sembrano piú disinteressati? > BONTEMPI: La Germania è il paese dove è piú alta quasi il 50% la percentuale dei giovani che si dichiarano interessati alla politica. Seguono, con percentuali di poco inferiori 45% circa la Francia e lItalia. Invece un paese della vecchia Europa, un paese di lunga tradizione democratica come il Regno Unito, si è collocato allultimo posto. Solo il 25% dei giovani britannici intervistati la metà dei tedeschi si è detto interessato alla politica. Da parte dei ragazzi inglesi cè una distanza dalla politica che sembra piuttosto radicata, anche nelle forme di disinteresse per linformazione politica, oltre che per le forme di partecipazione. Emerge una freddezza, e in generale un modo di considerare la sfera della politica come non significativa, se non appunto per un giovane su quattro. Ha fatto un po impressione vedere come un paese che è una delle radici della politica moderna lInghilterra, appunto mostri nelle nuove generazioni un distacco cosí profondo. In questo caso forse ancora di piú la dimensione del disincanto è qualcosa che i giovani trovano come già compiuto, già realizzato. < > La generazione dei figli del disincanto ha acquisito la sua coscienza politica dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989. Può dipendere dalla storia recente della Germania il fatto che i giovani tedeschi siano i piú interessati alla politica? > BONTEMPI: È possibile che ci sia una spiegazione di questo tipo, però va anche considerato che in Germania esiste una speciale tradizione di mobilitazione, o comunque di sensibilizzazione alla politica da parte delle giovani generazioni, diciamo negli ultimi venti anni. In altre parole, tematiche come la pace e lambiente, che hanno avuto un ruolo importante anche negli altri paesi europei nel favorire la mobilitazione dei giovani, in Germania hanno un radicamento piuttosto cospicuo, che non avviene, per esempio, nel caso italiano. Quello che avviene nel nostro paese è singolare: in Italia, abbiamo visto, cè un interesse per la politica che viene dichiarato piuttosto elevato, e dallaltro lato cè un modo di informarsi politicamente che si serve in primo luogo e in maniera massiccia della televisione. Un comportamento difforme rispetto a quello dei coetanei stranieri, che prediligono altri mezzi di comunicazione. In altre parole, negli altri paesi europei, in Germania sicuramente, chi si interessa di politica segue la radio, segue la carta stampata, è meno legato allinformazione politica che si ricava dalla tv. Luso principale o esclusivo della tv come mezzo di informazione politica viene di solito associato a una tendenza a non occuparsi, non interessarsi di politica. I giovani italiani mettono insieme le due cose. La storia di questa combinazione ha a che fare con questioni che risalgono alle trasformazioni degli Anni Novanta, ai cambiamenti della seconda repubblica, a un mutamento dei processi di trasmissione della cultura politica: basti citare Tangentopoli. I motivi che portano i giovani a costruirsi una coscienza politica possono quindi essere diversi; nel caso dei tedeschi ci può anche essere un fattore di tipo culturale-storico legato al Paese. << I figli del disincantoMondadori 2007, a cura di Marco Bontempi e Renato Pocaterra |