contents
 
inside

international
europa
spezial
cultur
 


 
international
panierter student / studente impanato (dt/it)
fremde federn (dt)
miss landmine 2007 (en)
les tribus maçonnes (fr)
visto rifiutato (it)
nuevo hombre (dt)
short news
 
      
VISTO RIFIUTATO


Cartoons to create a sensible dialogue between Africa and Europe — an encounter with Didier Viode.





   | Marco Boscolo (BOLOGNA). “Penso che i fumetti servano per dire le cose, trasformandole in arte e permettendoti di comunicarle. Servono per sensibilizzare”. Parla chiaro, Didier Viode, fumettista e pittore cresciuto in Africa, tra il nativo Benin e la Costa d’Avorio. È venuto a Bologna perché ha vinto la sezione ‘Storie di migrazione’ dell’ultima edizione del Premio Africa e Mediterraneo. Il suo fumetto racconta le vicende di Yao, che riesce a essere divertente nonostante sia un dei tanti disperati sans papiers che arrivano in Europa dall’Africa.
   “Ho studiato pittura in Costa d’Avorio e in Francia. Sono essenzialmente un pittore plastico”. Ma Viode non ha mai rinunciato a mettere su tela o dentro alle vignette le vicende degli “esseri dimenticati, di coloro che non esistono perché sono clandestini. Questo è quello che voglio dire, sia con il fumetto, sia con i miei quadri”. Di sicuro le storie illustrate e le vignette del suo blog ziba.oldiblog.com gli permettono di arrivare al pubblico attraverso la risata. Eredità che viene dalla lettura delle avventure di Gaston Lagaffe di André Franquin e Les Bidochon di Christian Binet, maestri francesi di fumetto comico e umorista. Ma il primo albo a fumetti? “Sicuramente Tin Tin di Hergé. Avevo solo 9 anni e ho subito voluto disegnare una storia mia. Ma non è venuta bene: era troppo violenta e priva di senso. Troppo esagerata!”.
   La prossima storia di Yao, che dovrebbe riuscire a ottenere il permesso di soggiorno, sarà influenzata dalle ultime letture di Viode: Rabaté e il Corto Maltese di Hugo Pratt. Soprattutto autori europei, quindi. Ma com’è l’Europa da trapiantato a Besançon? “In Francia, per prima cosa ho voluto fare delle ricerche sulla storia del mio paese, cosa difficile in Benin. Ma ho anche capito che i mezzi di comunicazione sono importanti per aprirmi delle finestre sul mondo. Da un altro punto di vista, quello dell’artista immigrato, posso dirti che il mio arrivo in Europa, dimostra che se si lavora sodo, si puó arrivare dove si vuole”.


| Traduzione dal francese di Federica Tagliani e Cristina Contartese di Africa e Mediterraneo | Didier Viode online: Africanscomics