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PROPOSTA PER UN’ALTRA IMMIGRAZIONE


A volunteer organisation working for the rights of immigrants has drawn a proposal for a new way


   | Cora Ranci (BOLOGNA). L’immigrazione, in Italia come in Europa, è un dato di fatto. Gli stranieri in Italia sono oggi 2 milioni e 800 mila: il 4,8% della popolazione, una cifra destinata a crescere. Ma questi numeri vanno letti insieme ad altri, riguardanti la faccia irregolare del fenomeno migratorio. È ciò che ha fatto l’Assoziazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria per i Diritti di Stranieri e Nomadi (NAGA) di Milano, che ha di recente svolto un’analisi molto interessante dell’immigrazione e anche formulato una concreta proposta di legge. Ne parliamo con Teresa, avvocato professionista, e Andrea, studente di giurisprudenza, anch’egli volontario.




> In cosa consiste il vostro progetto?

> NAGA: L’ingresso dei cittadini stranieri non comunitari in Italia avviene forzatamente in modo irregolare. Infatti, l’84% dei cittadini non comunitari divenuti regolari in Italia nel corso di dodici anni lo sono divenuti in forza di una “sanatoria” straordinaria, e non in applicazione delle procedure previste dalle normative via via in vigore. Ci siamo accorti, insomma, che in Italia la “clandestinità” non è volontaria, ma costituisce un passaggio obbligato del percorso migratorio. <

> E voi cosa proponete?

> NAGA: Innanzitutto il decreto flussi, cioè quel meccanismo rigido di determinazione del numero di cittadini non comunitari legittimati a fare richiesta di ingresso in Italia in un periodo molto limitato. E poi la norma secondo cui il richiedente dovrebbe aver trovato lavoro prima dell’ingresso in Italia: un vero e proprio cortocircuito logico. Ci rendiamo conto tutti, credo, dell’assurdità di questo criterio. Con la nostra legge, cerchiamo di capovolgere l’approccio sicuritario al fenomeno migratorio.
Chiaramente abbiamo dovuto in parte adattare realisticamente i nostri sogni all’attuale realtà politica: proponiamo una legge che rifletta una politica finalmente matura, rendendo meno complesse e piú praticabili le vie legali dell’immigrazione. <

> In che modo esattamente?

> NAGA: L’ingresso in Italia avviene sulla base del rilascio di un permesso di soggiorno per la ricerca lavoro, della durata di un anno. L’immigrato che venga in Italia in cerca di lavoro avrà un anno di tempo per trovarlo. Al termine dei dodici mesi, con il rinvenimento effettivo dell’impiego, il permesso si converte in permesso di soggiorno ordinario per lavoro. Facciamo dunque totale affidamento sul gioco del mercato, perché sia quest’ultimo a determinare il numero degli ingressi. <

> E per quanto riguarda i Centri di Permanenza Temporanei?

> NAGA: La loro assoluta eliminazione è un altro punto fondamentale della nostra proposta di legge. Le espulsioni collettive e gli sgomberi, oggi regolarmente effettuati, vengono vietati, conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’irregolarità diventa una condizione eccezionale, perché l’ingresso regolare è possibile. <

> Non è un po’ troppo “idealista” come proposta?

> NAGA: Tutt’altro. È una legge realista. Come garanzia della correttezza dell’intera procedura, infatti, è stato previsto il rilascio di una fidejussione per un importo pari ad un’annualità della pensione sociale. Essa viene restituita all’80% in caso di rinvenimento lavoro o in caso di allontamento spontaneo; altrimenti viene escussa per intero e destinata al Dipartimento Fondo immigrazione. <

> E si pensa che gli immigrati dispongano di tale somma?

> NAGA: È circa questa la somma che la maggior parte dei migranti paga ai delinquenti, come i traghettatori, che si fanno carico del loro trasporto in Italia. Lo sforzo è tutto teso ad inserire il fenomeno nella legalità. <<

| www.naga.it