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ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA


Daily suicide bombings in Iraq, even in front of Baghdad’s university — and demagogic leaders hardly hide their bloodstained hands




   | Sara Angioni (ROMA). Baghdad, 16-01-07, attacco terroristico davanti all’università, un’autobomba e un kamikaze causano 65 morti e 110 feriti...

Baghdad libera...
Libera. Libera? Libera!!!!
La nostra missione è ben precisa... mi piace. E io... sono un uomo di carattere, io.
Sono importante, una potenza mondiale e ho delle responsabilità (con questa cravatta vengo proprio bene in foto). Io sono il dente del giudizio che duole nella bocca di chi tarda a sfamarmi col mio pezzo di torta, anzi con la mia torta, con tanto di ciliegina. Ora che mi sono ritagliato un posticino in questo mondo popolato da infami non posso fare marcia indietro.
Ho paura... credo che sia proprio questa che mi ha fatto arrivare cosí in alto.


I grandi capi della storia hanno sempre aspettato che il popolo si dissanguasse prima di ammettere la propria sconfitta. Ma sino a quel momento combattono inesorabilmente, sempre presenti sul campo di battaglia che di questi tempi è diventato sempre piú sinonimo di poltroncina felpata dietro muri di titanio. La paura è un gran compagno, che protegge dai pericoli e alle volte riesce a sacri. care persone piú convinte e miserabili di quanto non lo siano i demagoghi seduti sul trono. La nuova strategia di Bush, volta a liberare Baghdad dalle pulizie etniche sunnite, obbliga altri 20000 soldati alla fedeltà nei confronti della patria: “Una disfatta in Iraq sarebbe un disastro per gli Stati Uniti”, e la guerra al terrorismo continua... sprecando un vocabolario ormai antiquato e digerito.
   Nel giugno del 2005 soccorsero per emanare una costituzione demo cratica irachena che risulta quasi migliore di quello che sembrano valere i suoi esempi occidentali. Nell’art. 9 si dichiara l’assoluto divieto di impiego o produzione di armi di distruzione di massa, che altrove sono ammesse a scopo puramente difensivo; meglio non ricordare chi fu l’autore dei primi esperimenti fatti con questo ingengno diabolico.
   Ma alle armi di “distrazione di massa” (Sabina Guzzanti), alla demagogia sfrenata, non pensa nessuno. Solamente quando i loro fautori si reggono su uno sgabello col cappio al collo, i loro commizi vengono ritenuti criminali, come dichiara il primo ministro iracheno, che colpevolizza l’iconografia di Saddam Hussein per la strage avvenuta a Baghdad.
   Il suo famoso antagonista invece, si regge su un podio col microfono in mano, proseguendo imperterrita con i suoi tristi richiami a Dio, amore e patria, che piú che raccogliere dissensi passano inosservati.

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