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SCUSI, NUMERO CHIUSO!

Legal action against the numerus clausus at Italian universities? An interview with the student union secretary Ludovica Ioppolo



   | Maurizio Strappazzini (ROMA). Ludovica Ioppolo è la coordinatrice dell’Unione degli Universitari a Roma. Per protesta contro la proliferazione smisurata dei corsi ad accesso programmato negli Atenei italiani (i corsi che prevedono una test selettivo prima dell’iscrizione sono cresciuti infatti del 320%, passando dai 242 del 2001 ai 1060 del 2006), l’UdU sta mobilitando adesso gli studenti per una campagna nazionale contro il numero chiuso e il libero accesso ai saperi.

> Perché protestate contro le iscrizioni a numero chiuso? Non è una misura normale delle università per limitare il numero di studenti quando le cattedre non hanno una capienza sufficiente?

> UDU: A livello normativo il numero programmato è previsto dalla legge 264/99 solo per i corsi di medicina e chirurgia, odontoiatria, veterinaria, architettura e scienze della formazione primaria. Per tutti gli altri corsi ci sono solo indicazioni generiche ma nessuna norma precisa: di fatto quindi il numero programmato per tutti i corsi di laurea triennale che non rientrano nella 264/99 è illegittimo.
   Ma non si tratta semplicemente di una questione di legittimità formale. Come sindacato studentesco da sempre ci battiamo per l’abbattimento di tutte le barriere (economiche e formali) nell’accesso all’istruzione universitaria: vogliamo che il diritto allo studio sia non solo sancito dalla nostra Costituzione, ma anche garantito nella realtà per tutti gli studenti. <

> Si può ricorrere legalmente contro il numero chiuso? Puoi dare un esempio recente?

> UDU: Quest’anno – proprio per dare maggiore forza alla nostra campagna e per difendere concretamente i diritti degli studenti – abbiamo organizzato un ricorso collettivo nazionale: ci appelleremo al TAR del Lazio per l’illegittimità del numero programmato in tutti i corsi di laurea triennali che non rientrano nella 264/99. Già l’anno scorso il TAR del Lazio ha accolto un ricorso di questo tipo, quindi abbiamo ragione di credere che anche quest’anno vinceremo il ricorso e permetteremo a migliaia di studenti di iscriversi al corso di laurea che hanno scelto. <

> Qual’è il problema a fondo di cui il numero chiuso è solo la punta dell’iceberg? E come proponete voi dell’UdU affrontarlo?

> UDU: I corsi a numero programmato aumentano sempre piú principalmente per la cronica carenza nelle università italiane di docenti e strutture per far fronte alla crescente domanda di formazione superiore. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per numero di laureati e per investimenti in ricerca. Noi chiediamo che il governo cominci ad investire seriamente nell’Università: servono finanziamenti per le strutture, per la didattica e per la ricerca; serve un intervento straordinario per il diritto allo studio universitario; è necessario sbloccare i ricorsi per le fasce docenti. E, soprattutto, chiediamo che vengano abbattute tutte le barriere nell’accesso all’istruzione superiore, a partire dal numero chiuso.

| UdU