contents
 
inside

international
europa
special 2010
cultur
 


 
cultur
welt im wandel
was zählt, ist der mensch (dt)
klassik unter stalin (dt)
   living literature
extinct species
minerva bebop (it)
senza vento (it)
bianco winkelmann (it)
passagen I (dt)
passagen II (dt)
impressioni berlinesi I (it)
impressioni berlinesi II (it)
poets on the mic (en)
   bookshells
gomorra (dt/it)
erschwingliche ethik (dt)
lyrik fürs volk (dt)
   b-sides
one-man freakshow (dt)
prohibido (it)
the ultimate wax (it)
   35mm
flachskopf (dt)
thank you for smoking (dt)
   da capo
kleingeld (dt)
disco fever (dt)
 
      
bookshells

GOMORRA


Un Docu-Thriller di Roberto Saviano,
Mondadori 2006




Saviano è stato minacciato per il suo libro dalla camorra.


   | Isidor Grim (ROMA). Un classico reportage di un detective undercover che si mette sulle tracce della verità nei sui rifugi piú nascosti, scoprendo nomi, luoghi e fatti — questo si desidera leggere. E Roberto Saviano lo scrive.
   Come il padre di tutti i reporter Egon Erwin Kisch si mosse un secolo fa, anche Saviano inizia il suo viaggio investigativo per “Gomorra” in un porto. Parte nel porto di Napoli dove “tutto quello che esiste passa” e non si ferma prima di entrare in ogni angolo buio della terra della camorra campana. L’autore porta con sé i due bagagli fondamentali del giornalista: Devo vederlo con i miei occhi e tutto ha una storia. Con questi indispensabili strumenti conduce il lettore sino al nucleo del “sistema” camorra, che vive dell’ingordigia e dell’amoralità del profitto. Dagli affari nazionali e mondiali dei vestiti, delle griffe, delle droghe, delle armi, dei rifiuti, dei terreni, delle costruzioni, della gastronomia al braccio armato, la clandestinità, le guerre tra le famiglie — c’è tutto per fare di questo testo un romanzo inchiesta da mozzafiato. Lungo la trama dell’ascesa e del declino dei camorristi piú celebri, svela lo sfondo storico-economico, cultural-psicologico di questa peste umana e trasmette la sua nausea che prova di fronte a tale aberrazione della società italiana.
   Sarebbe bello concludere con l’elogio, tanto piú perché quest’opera prima (insignita del prestigioso Premio Viareggio 2006 per il 26enne autore e giornalista napoletano) è piena di rivelazioni e critica sociale. Ma alcune ombre disturbano l’idillio.
   Uno è il pathos in alcuni parti, particolarmente in quella sull’assassinio del prete Don Peppino Diana ammazzato da due killer nella sua stessa chiesa, e nel capitolo finale dove l’autore al termine di una passeggiata nella terra bruciata dalle discariche illegali esclama: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo!”. Certo, l’investigatore può mostrare emozioni in prima persona, di sicuro piú accettabili delle deduzioni perbeniste con l’indice alzato. In questo caso, però, l’emozione dell’autore svaluta il reportage portandolo a una soluzione letteraria del tutto superflua. Invece di limitarsi a dare voce ai soli fatti, nell’epilogo Saviano lascia il lettore solo, con l’impotente rabbia del singolo di fronte al potere violento e apparentemente inviolabile dell’egemone. La conclusione pertanto tradisce l’impostazione iniziale: l’osservazione e l’analisi dell’economia, del qualunquismo e della prepotenza che caratterizzano tutto il capitalismo italiano di cui le organizzazioni mafiose non sono l’eccesso, ma la perfetta espressione. Invece, il lettore riemerge dalla storia travolto dalla sensazione di essere un individuo indifeso e non un cittadino di un collettivo armato di conoscenza.
   L’altra cosa che non torna è: perché Saviano ha accettato per la pubblicazione la Mondadori di Berlusconi? Non c’è da obbiettare che cosí persino dalla critica l’una o l’altra mafia ne trae profitto?
   È indubbio quindi che “Gomorra” sia un ottimo libro anche perché — e non nonostante — il dilemma dell’autore, evinto dal pathos e dalla scelta della case editrice, rispecchia quello dell’intera società italiana. È un dilemma che non può essere risolto dal singolo, ma solo da una collettività autocritica e anticapitalista.