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PROHIBIDO

Radikal Satan from Argentina: dark neo folk, tango in the fingertips, down in Berlin’s trashiest corner. Sept. 15, 2006





   | Pina Toscano (BERLIN). Nuova ambientazione stasera per i Radikal Satan... non piú nel girone interno dello Schrerer 8, come ieri, ma sotto la luce dei lampioni che filtra dalle ampie vetrate del club sul fronte strada. Peccato non sia venuta molta gente, non sanno che si perdono, ma ridacchiamo forse tutti interiormente nel sentirci giustamente fra i pochi fortunati eletti...
   Le candele basse sono sistemate, il serpente rosso luminoso pure... Evocazioni musicali... Sento fischi, cavalli, fisarmonica, come zingari argentini in festa nella pampa, dal silenzio ad un inarrestabile crescendo, campanelli... Voce, che è un sussurro, stridio, grido. Esplode un nuovo fischio, prende avvio un ritmo inebriante, che si allinea, fonde ed espande nell’andamento di una meditazione estatica, che — nel vortice di tutti questi elementi sonori tutto è, altro che statica — fino a spegnersi brusca, imprevista... Silenzio, piano riprendono le note, risalgono le voci, si leva ipnotica la nenia; il vento, filo tagliente della fisarmonica, riattizza il fuoco, le unghie sferzano le corde della chitarra, mentre ci si chiede come non saltino e si spezzino; tamburi e il vento-fisarmonica si riferma ed è di nuovo silenzio.


schtschtschtscht... la rumba impazza!


   Le mille e una notte, le mille, e una, note.
   Le mille e una notte, il pezzo è tratto da una di queste storie. Il canto è parlato, le note sospese e tirate alla fine tanto da trasformare la tensione della fisarmonica, ancora una volta, in un fischio, quello affilato di un microfono troppo vicino allo strumento; anche le melodie vengono a volte fischiate e lui, taglio dal sapore satanico, segue, compulsivamente le torsioni delle note, e solleva, a scatti le gambe nel trasporto della musica, come un satiro.
   E la chitarra diventa un contrabbasso, una rumba, la fisarmonica carezza e penetra le orecchie come un violino. Il canto e la musica prendono sempre piú vigore, la voce, strascicata o acuta a tratti, sperimenta se stessa; da roca, diventa pulita ma al contempo ricca di un senso di lacerazione, passione, strazio... mentre le dita tamburellano lungo il fianco del contrabbasso, satana respira insieme alla sua fisarmonica, in espansioni tenui, sentite e improvvise contrazioni sincopate, sfasature di accenti, e il terzo che fischia o solletica i piatti della batteria, sibilanti... schtschtschtscht... la rumba impazza, il contrabbassista pure e esplode ancora di piú in un grido straziante di protesta “prohibidooooooo!!!”
   Prohibido, verboten, di certo perdersi il loro concerto la prossima volta.