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Minerva Bebop

   | A notte ubriachi i tre scavalcano il cancello da Via dell’Università. Tutti ingrifati tutti scafati fanno hop hop hop e saltano gių dall’inferriata: sono dentro, sono dentro ormai come un coso in una cosa. Sanno che devon fare, son venuti apposta. Quatti quatti quindi e lesti lesti s’inoltrano per la città universitaria, intenebrati nel buio ch’è fitto come il petto gonfio e tronfio di un piccione. È bella è bella la Sapienza a notte, tutta cinta tutta chiusa tutta per loro, una città sí per loro, un vaticano in loro mano. Già son venuti altre volte eggià ma ora è diverso. Non c’è la solita festa di facoltà, non c’è la solita occupazione per cui tutti possono entrare cani e porci dall’arco trionfale a piazza Aldo Moro. No no no ci son solo loro stavolta, solo loro tre e qualche gatto, perché sí c’è l’ecogattara qui ragazzi non lo sapete? Fa un dei tre, e c’è pure il decalogo dell’ecogattara eccolo lė iscritto, là nel giardinetto davanti a Scienze politiche. Sembra il decalogo del milite fascista Ah ah ah i tre vanno lė e pisciano ah ah ah nelle vaschette di polistirolo e ah ah ah nelle cucce dei gatti che sgattaiolano via urlando miaomiao. Ma si distolgono subito dall’atto vandalico e si ricordano della loro missione e sí sí sí s’avviano al cuore di questa città universitaria, che è grossa a percorrerla da parte a parte ci vogliono l’ho cronometrato dodici minuti buoni.
   Intanto scapoccia la luna in bilico su una nuvola e poi esce del tutto che pare un oblò: bando alle ciance ragazzi che la Minerva ci aspetta. I tre zuzzurelloni zompettano allora e scapriolettano verso l’enorme spiazzo al centro della città, e coi raggi di luna sulle spalle irrompono nel buio come una sigla di bimbumbam. Eccoci ci siamo dicono i tre che son ora di fronte alla vasca dove sta la Minerva: e stanno dinnanzi ad essa che sembra che le abbiano intimato mani in alto. Dietro di lei sta poi tutto l’eccetera di marmi e lastroni e travertini, con su su su una scritta che sembra un balloon per la dea IN PRIMIS HOMINIS EST PROPRIA VERI INQUISITIO ATQUE INVESTIGATIO BLA BLA BLA ragazzi su forza hop hop hop! si riprendono i tre dall’attimo di verecondia per la scenografia e cominciano a spogliarsi, sic a spogliarsi e in mutande un due tre micidiali si tuffano nell’acqua, nell’acqua d’un bel blu cobaltata come la notte. Danno due bracciate evviva e si sentono fighi evviva ma poi arriva la Mondialpol di ronda ed è la fine.




   L’autore, Iugalo Baracca, è un collaboratore di “Baobab”, una rivista letteraria sperimentale, edita mensilmente da studenti della “Sapienza” di Roma, il canale di comunicazione di un movimento culturale giovane, arrogante ed europeo.
www.aranciomeccanico.it/baobab