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RIVOLUZIONE NON TELEVISIVA


“Eversion” — Terrorism of pasta and manifests on trial in Bologna

| Mattia Bergamini (BOLOGNA). Il 19 aprile 2005 alcuni ragazzi entrano nella mensa universitaria di Bologna per rivendicare il diritto a pasti a prezzi popolari. Questi ragazzi appartengono al collettivo studentesco Rete Universitaria. Le loro armi sono striscioni, buoni colorati col pennarello e un megafono. E invece dei 5,80 euro previsti che la qualificano come la piú cara d’Italia, pagarne solo uno. Ad un anno di distanza la Procura di Bologna, nella persona del PM Giovagnoli, accusa per questi fatti 9 studenti della Rete. L’accusa è di eversione. È cominciata la scalata di Giovagnoli al CSM o è in atto una repressione? Ecco i fatti da uno dei ragazzi accusati.




Foto: Rete Universitaria


> Azione pensata o improvvisata?

> RETE UNIVERSITARIA: Abbiamo fatto varie assemblee, abbiamo distribuito pasta gratis davanti all’Università (Mo’ Pasta!), abbiamo fatto un questionario a cui hanno risposto piú di mille studenti. È un lavoro che è durato mesi, prima e dopo. <

> I motivi dell’azione e l’applicazione pratica?

> RETE UNIVERSITARIA: Volevamo mettere in evidenza tutte le mancanze della gestione sia da parte del privato Concerta Spa sia da parte dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio. La mensa di Bologna è la piú cara d’Italia, il pranzo completo nelle altre mense universitarie costa 2-3 euro, a Bologna quasi 6. Quel giorno ci siamo presentati in mensa con uno striscione e con dei buoni pasto colorati. <

> Il vostro slogan?

> RETE UNIVERSITARIA: Oggi un euro può bastare. <

> Come hanno risposto i presenti?

> RETE UNIVERSITARIA: Chi si è auto-ridotto a sua volta il pasto, e chi aveva già pagato che ha applaudito. Il gestore della mensa a quel punto ha deciso di chiudere le cucine, e solo chi aveva già ritirato il pasto ha potuto mangiare. Dopo i buttafuori della mensa hanno chiuso le porte. A quel punto abbiamo deciso di uscire e ci siamo raccolti nella piazzetta antistante. <

> Vi hanno identificati subito?

> RETE UNIVERSITARIA: No, a quanto pare le identificazioni sono state fatte a vista, non ci sono né filmati né foto, ci hanno riconosciuti i poliziotti accorsi sul posto. <

> Eravate in cento ma la denuncia è arrivata a nove persone.

> RETE UNIVERSITARIA: Sono stati colpiti i piú conosciuti. <

> Tutti della Rete?

> RETE UNIVERSITARIA: Sí. <

> C’è una volontà politica di colpire i ragazzi della Rete?

> RETE UNIVERSITARIA: Nella denuncia c’è scritto che la Rete Universitaria è un’associazione politica che si muove con finalità eversive. <




Il PM Paolo Giovagnoli

> Striscioni e buoni colorati: sono cosí pericolosi?

> RETE UNIVERSITARIA: Credo che Giovagnoli non voglia colpire noi in modo specifico, ma solo avere visibilità, come Cofferati del resto che non a caso si è allineato alle posizioni del PM. Queste accuse poi colpiscono tutte le realtà sociali che si muovono contro la precarietà, non solo noi ma anche Crash, Disobbedienti, Sindacati di Base (RdB). <

> Voi avete acquistato visibilità?

> RETE UNIVERSITARIA: No. Siamo cresciuti per il lavoro politico che facciamo, non certo perché finiamo sui giornali. <

> Cosa implica legalmente l’accusa di eversione?

> RETE UNIVERSITARIA: L’aggravante è stata installata nel nostro codice penale tra gli anni ’70 e gli ’80, è una legislazione emergenziale, pensata per rispondere al clima degli Anni di Piombo. Qualsiasi reato colpito da questa aggravante diventa automaticamente reato penale, e accelera incredibilmente i processi, non c’è nessun tipo di attenuante o tanto meno prescrizione. <

> Come sosterrete le spese processuali?

> RETE UNIVERSITARIA: C’è un circuito di movimento per cui gli avvocati sono compagni e ci assistono quasi gratuitamente. Poi c’è un circuito di autofinanziamento. <

> Come si colloca politicamente la Rete? Vi riconoscete con la Sinistra governativa?

> RETE UNIVERSITARIA: Quale sinistra? <

> Giovagnoli ha già tentato di portare avanti altre accuse di eversione scontrandosi sempre nella bocciatura della Cassazione, perché continua su questa strada?

> RETE UNIVERSITARIA: Giovagnoli è un magistrato che sta dimostrando di saper fare politica. Tutto questo si colloca perfettamente nel clima instaurato in città da Cofferati, legalità a tutti i costi senza guardare in faccia a nessuno. Questo vale anche per la mensa, abbiamo fatto un’azione in modo pacifico e a volto scoperto cercando di evidenziare un problema, cosí del problema invece non si parla piú. Si parla solo della presunta legalità o illegalità. <

> Quante denunce avete preso?

> RETE UNIVERSITARIA: Diverse. <

> Quante vinte?

> RETE UNIVERSITARIA: Ci vorranno molti anni per saperlo. <

> Il nucleo storico della Rete è prossimo alla laurea. Continuerete nelle vostre lotte?

> RETE UNIVERSITARIA: Non esiste un nucleo storico della Rete. <<


| Su Bellaciao: Bologna. CARUSO: ANCH’IO EVERSORE, PM GIOVAGNOLI MI INDAGHI