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CRONACHE DI INAUGUARZIONI ITALIANE

   | armando gnisci (ROMA). Oggi 2 maggio 2010 sono stati dimessi e quindi consegnati alle autorevoli accademie finalmente in Italia i primi edifici strutturati in via di demolizione delle nove università banluogo, per dirla alla molisana. Si tratta delle novissime di, per ora, Roma 5 (detta “A Malagrotta”), Napoli-Afragola-Nola, quelle di Reggiocalabriamessina (detta “Al Ponte”) e quella di Bari-Cassano. Di simili edifici una mostra fotografica è stata centralmente aperta a Rieti l’altro giorno. Tra pochi giorni sarà visibile anche al Bingo Palace Panzanella a Roma con una serata inauguratizia con la partecipazione di Valentino Rossi, il cardinale Ruina e la band del Bologna Process Quartet, insieme a delegati da tutta Europa.
   Le/I nove/i o nuove/i unibanlieux (è la ditta-marca francese che li produce per tutto il nostro continente e che e diventata una vera e propria catacresi) si dividono e distinguono in due tipologie di campos affiancate il piú delle volte, ma comunque direi affiancate, a seconda delle diverse tipologie delle sedi. Si tratta delle Facoltà tecnocratizie (catafalchi) e delle Facoltà animalesche (catapecchie). Come tutti ricorderebbero, quelle catafalchi sono piú che altro laboratori e falansteri, a volte veri arsenali, e, nelle sedi piú attrezzate, ossari, con camere ipobariche e filiere di forni allacciati, dove si producono cioccolateria e latteria (latte e derivati del latte compreso il latte e avariati del latte), quali lattughe, laterizi, latticini, pecorino del vecchio preside ecc.; molto richiesti anche i derivati della cremazione (creme e gelati, gel, vini dop ecc.).

LE FACOLTÀ ANIMALENTE
   O catapecchie producono solo generi di lusso forte; in genere e soprattutto cineserie varie&false, molto richieste in medioriente col marchio made in Italy. Queste Facoltà, lì dove sono tollerate in un Ateneo, sono separate e pur unite a quelle di prima da una linea verde perpendicolare nord-sud di 10 centimetri di larghezza o diametro e lunga quanto tutta la lunghezza del campos; questa bella linea porta un nome celebre di “Stuart Higway” in onore del noto alcolista britannico McDouall Stuart che scoprì nel 1862 la striscia perpendicolare di steppa e savana (da noi si è preferita l’erba cipollina, che stabilisce anche una tradizione aborigena risalente all’epoca dei re di Roma arcaica) che fila in mezzo ai due deserti traversando l’Australia da sud a nord, trasportata poi in pista rossa con nome appunto di “Stuart Higway”). Per finire adesso, nelle catapecchie-faculties ci sono solo biblioteche ancestrali, teatri a cavea o odeon, sfere di gesso, lavagne, zone morte (molte) con qualche raro stalker, il tutto percorso da miriadi di gatti e gatti, o meglio di gatti e cani, in genere affettuosi, sia tra di loro che insieme agli altri, anche se estranei.

   Queste inaugurazioni sono state presenziate alla presenza di singoli messi governativi graduati. A Roma è andato tutto bene in generale. C’era un sergente dei guastatori e un cappellino militare. Io ero qui. Per le altre sedi vi riferiremo in appresso se sarà successo o previsto qualcosa di nuovo (eventi facili, giostre, differenze di aree disciplinari, nuovi corsi, concorsi ecc.).


  Armando Gnisci è docente di letteratura comparata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma ed è direttore e curatore della rivista “Kúmá”.