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| HUMPTY DUMPTY A silent revolution as a result of the Genoese students protests: rooms for the common use ![]() | Daniele Di Pompeo (GENOVA). Sonnolenta come non mai, molto piú degli altri atenei, anche luniversità genovese ha aperto almeno un occhio, in questi giorni. Studenti di filosofia e medicina, ingegneria e storia, lingue, scienze politiche, di giurisprudenza, scienze naturali e scienze della formazione hanno deciso di aprire stanze fino a ieri vuote e abbandonate a sé stesse che facevano orribile mostra del proprio nulla, vicino allingresso della facoltà di Lingue. In queste stanze che luniversità lasciava a marcire, hanno deciso di creare un luogo in cui sfuggire alla frammentazione delle conoscenze e delle esperienze, per rimescolarle, condividerle e farne strumento vivo di conflitto fuori e dentro lateneo. Un luogo in cui creare una nuova socialità, nonché la consapevolezza di unidentità comune da contrapporre alle migliaia didentità invisibili, precarie e indifese che ogni giorno assumiamo per vivere, studiare e lavorare. Cosí, per giocare sulle proprie esistenze precarie, ed esorcizzare la paura del niente che si trova dentro e fuori le aule scherzandoci su, hanno deciso di darsi come nome Humpty Dumpty. Luovo che incontra Alice, e che vive sempre i bilico, in attesa che qualcuno decida se deve cadere o no. Le stanze sono piccole, evidentemente la facoltà le aveva abbandonate perché uno spazio così ristretto non poteva essere sfruttato in maniera consona allattività dellUniversazienda, ma la ricchezza postmoderna, si sa, è immateriale, e quindi lo spazio per fotocopiare testi desame cè, lo spazio per incontrarsi e portarsi dietro i propri crediti formativi cè, lo spazio per entrare sia col 3 che col 3+2 cè. Il resto, è un bar, (pochi) posti a sedere ed un videobox, in cui raccontare quanto ci si sente uova in bilico. | more about it: www.mentelocale.it | write to the author: danieledipompeo@yahoo.it |