|
| ARTI MARZIALI PER CHEERLEADERS The shocking daily life at Japanese universities ![]() Exercise at the Gakushuin University of Tokyo | Paola Di Gennaro (TOKYO). Per uno studente italiano lo shock è notevole. Non si tratta solo di qualcosa di diverso, si ha la sensazione di essere un po traditi, ma non saprei dire da chi o da cosa. Luniversità giapponese... Allinizio sembra quasi unoasi in quel deserto fatto di aule sovraffollate, strutture antiquate e uffici malfunzionanti che è invece luniversità pubblica italiana. Laccoglienza a noi nuovi arrivati è stata impeccabile, anche se un po fredda. I campus sono moderni, con biblioteche fornitissime, laboratori informatici immensi, caffetterie con vista panoramica sulla città, negozi, piscine, palestre, aule per i vari club (ogni studente è membro di un club, al quale si dedica con un serio impegno quotidiano), ambulatorio medico e... psichiatrico: alla presentazione ci hanno informato che è normale arrivare in Giappone e subire un trauma di qualche tipo... La mia è una delle poche università ad avere unintera facoltà (quella di comparative studies) che offre corsi di diverse discipline in lingua inglese, ed è quindi molto agognata da studenti stranieri, soprattutto americani. Diciamo pure che nel campus della facoltà, la possibilità di incrociare un giapponese in corridoio è quasi pari a quella di incontrare uno statunitense. Questa massiccia presenza oltreoceanica sarà la causa o leffetto dellimpostazione di tipo americano dellistruzione e dellintera organizzazione della struttura universitaria? Lossatura esterna è perfetta: apparentemente tutto funziona come deve. Gli studenti qui pagano delle rette altissime (circa cinquemilacinquecento euro lanno), ma tutte le università costano &piú o meno lo stesso (quelle pubbliche un po meno, ma non danno la garanzia del nome...), e quindi nessuno si lamenta, vista poi la qualità delle strutture. Per entrare alluniversità bisogna sostenere un esame, e ovviamente è &piú difficile entrare in quelle prestigiose, dove si studia anche di &piú. Alla mia università usano la tecnica del terrore per spronare allo studio: test ogni giorno, e pochissime assenze consentite in un semestre, circa tre... Il primo giorno la mia professoressa ha docilmente affermato: In Giappone non ci si può ammalare. Beh speriamo... Limpressione che ho per il momento è che listruzione sia vista in modo diverso qui... in maniera forse &piú utilitaristica, quasi un obbligo con se stessi e la società... Dipende dai corsi, ma in linea generale i programmi sono decisamente ridotti rispetto quelli europei, alcune classi permettono test online (da casa!!!), e vere e proprie lezioni da parte dei professori non vengono offerte, perché qui si punta molto sul lavoro individuale con successiva discussione in aula, senza cosí avere lopportunità di arricchirsi grazie allesperienza e alla cultura altrui. Qualche settimana fa ci sono stati i festival delle università. Bancarelle, stand con specialità culinarie, esibizioni dei club: sagre di paese in salsa accademica. La cosa che &piú mi ha lasciata stupefatta è stato lo show delle cheerleaders. Cheerleaders! Ragazzine con vestitini kitsch che si cimentavano in prestazioni degne di veri acrobati, lanciando grida inneggianti al nome delluniversità con note altissime... Brave davvero. Alluniversità imperiale, davanti alle cheerleaders cera la controparte tradizionale: ragazzi in una qualche divisa che si esibivano in una qualche performance mista di arti marziali, canti virili tradizionali, mosse rituali. Linsieme è stato interessante, forse un po inquietante... Nessuna insoddisfazione negli studenti giapponesi. Pare non ci sia nessun problema, il sistema non fa una crepa. Niente scioperi, né proteste, tutti allegri e iperimpegnati. Forse il tradimento è proprio lì. Lo scopo del frequentare ununiversità non è avere tutte le comodità a disposizione per ottenere un titolo da poter poi esibire con sicurezza sul proprio biglietto da visita. Non si dovrebbe studiare solo per avere un futuro, ma per un qualcosa in qui a volte, forse romanticamente, si crede ancora: la cultura. | Gakushuin University of Tokyo informations | University of Tokyo informations | more pictures write to the author: digenn2002@libero.it |