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KAMIKAZE SOAP


Bombs for breakfast and bullets for lunch — not really a reason to change our way of life

   | Fabio Santelli (ROMA). Negli ultimi tempi, in giro per le strade di Roma, c’è piú traffico del solito. Un mio amico ha una sua tesi, lui dice è per via della paura di prendere la metropolitana dopo gli attentati di Londra. ...Non riusciranno a cambiare le nostre abitudini... Dopo le bombe a Sharm El Sheikh sembra che molti italiani saranno costretti a modificare i loro progetti riguardo le imminenti ferie. Intanto i governi si apprestano ad emanare una serie di leggi che limiteranno in modo rilevante le libertà individuali e consentiranno discriminazioni in base alla religione. Questo in nome della lotta al terrorismo.
   A Londra un giovane elettricista brasiliano è stato freddato con sette colpi di pistola alla testa dalla polizia. Il suo stravagante atteggiamento, unito al suo aspetto mediorientale, aveva destato comprensibili sospetti: il ragazzo si era messo in fuga terrorizzato alla vista di una dozzina di uomini in borghese che si scagliavano verso di lui urlando e puntandogli contro le loro armi. Ci deve essere stato un fraintendimento, un esiziale difetto di comunicazione. Va da sé che Blair si sia costernato per l’increscioso accadimento, cosí anche Scotland Yard. ...Sorry seems to be the hardest word... La licenza di uccidere non è però da mettere in discussione. Questo in nome della lotta al terrorismo.
   In Italia il Ministro delle Riforme, il leghista Calderoni, ha dichiarato che “l’Islam non è neanche una civiltà” mentre il telegiornale ci informa che in un sito frequentato da terroristi fondamentalisti si minaccia di fare di Roma un cimitero. Nel frattempo il nostro Presidente del Consiglio — che, dovendo fare da esempio, le sue abitudini non intende certo cambiarle — ne approfitta per far approvare al Senato, la famigerata “salva Previti”, norma che gli consentirà di mettersi alle spalle, una volta per tutte, le pendenze giudiziarie sue e del suo avvocato. A questo signore di certo non manca la tempestività. E lo stesso si può dire degli sceneggiatori americani che a Los Angeles stanno lavorando su una nuova serie televisiva che intende raccontare quelli che loro chiamano “terroristi della porta accanto”. Si chiamerà “Sleeper Cell” e si propone di abbandonare lo stereotipo del solito kamikaze straniero descrivendo le gesta di tre normali adolescenti americani fan sfegatati di Bin Laden: uno studente di Berkeley, un ragazzo francese che studia in California e un musulmano bosniaco ancora pieno di rabbia per aver perso la famiglia durante la guerra nella ex Jugoslavia. Questo simpatico terzetto conduce un esistenza apparentemente normale, identica a quella di tutti i giovani della loro età, divisi tra studio, party e ragazze; sennonché questi — nel tempo rimanente — sono soliti riunirsi in segreto per progettare stragi pianificando attentati dinamitardi all’aeroporto di Los Angeles e allo stadio Rose Bowl. Ma niente paura, tra di loro riuscirà ad infiltrarsi un agente FBI sotto copertura, che sventerà i loro diabolici piani, garantendo l’obbligato lieto fine. È inutile aggiungere che sarà un grande successo.



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KAMIKAZE SOAP

| Fabio Santelli (ROMA). In letzter Zeit ist mehr Verkehr als sonst auf den Straßen Roms. Einer meiner Freunde hat da seine eigene These, er meint, die Leute haben einfach Angst, die Metro nach den Attentaten in London zu benutzen. ...Es wird ihnen nicht gelingen, unsere Gewohnheiten zu ändern... Nach den Bomben von Sharm El Sheik werden viele Italiener ihr Urlaubspläne geändert haben. Derweil verabschieden die Regierungen eine Reihe von Gesetzen, die in beträchtlichem Umfang die individuellen Freiheiten einschränken und Diskriminierung Andersgläubiger ermöglichen. Und das alles im Namen des „Kampfes gegen den Terrorismus“.
   In London wurde ein junger brasilianischer Elektriker von sieben Kopfschüssen aus Polizeigewehren niedergemetzelt. Sein extravagantes Auftreten, gepaart mit seinem orientalisch anmutendem Aussehen, hatte einen verständlichen Verdacht erweckt: nach offizieller Darstellung ist der junge Mann geflohen, offensichtlich angesichts eines Dutzends bewaffneter Männer in Zivilkleidung, die ihn anriefen und ihre Waffen auf ihn richteten. Es muß ein Mißverständnis gewesen sein, ein tödlicher Kommunikationsfehler. Selbstredend, daß Blair erschüttert war wegen des ärgerlichen Vorkommnisses, ebenso Scotland Yard ...Sorry seems to be the hardest word... Die Lizenz zu Töten wird jedoch nicht zur Diskussion gestellt. Im Namen des „Kampfes gegen den Terrorismus“.
   In Italien hat der Minister für Reformen, der Abgeordnete der Lega Nord Calderoni, erklärt, „der Islam [sei] nicht einmal eine Zivilisation“, während die Fernsehnachrichten uns mitteilen, daß auf Internetseiten, die islamische Fundamentalisten frequentieren, gedroht werde, Rom in einen Friedhof zu verwandeln. In der Zwischenzeit profitiert unser Ministerpräsident, der seine Gewohnheiten sicher nicht ändert, um ein gutes Beispiel zu geben, von der Hysterie und drückt ein Gesetz zu seinem Vorteil durch das Parlament.
   Aber auch unsere Kulturindustrie zögert nicht, die Gunst der Stunde zu nutzen. Wie etwa die amerikanischen Drehbuchschreiber, die in Los Angeles an einer neuen Fernsehserie arbeiten — über die „Terroristen von nebenan“. Die Soap wird „Sleeper Cell“ heißen. Darin wird aufgeräumt mit den Stereotypen ausländischer Kamikazeflieger: die Protagonisten sind drei durchschnittliche amerikanische Jugendliche, die Fans von Bin Laden sind: ein Berkeleystudent, ein in Kalifornien studierender Franzose und ein bosnischer Moslem voller Wut, der seine Familie während des Krieges im ehemaligen Jugoslawien verloren hat. Dieses liebenswerte Trio führt eine scheinbar normale Existenz, identisch mit der aller Jugendlichen ihres Alters, bestehend aus Studium, Parties und Mädchen, wenn sie sich nicht in der übrigen Zeit heimlich treffen würden, um einen Anschlag auf den Flughafen von Los Angeles und das Rose Bowl Stadion zu planen! Aber keine Angst, einem FBI-Mann gelingt es, sich zu infiltrieren und ihre diabolischen Pläne zu vereiteln. Es ist überflüssig hinzuzufügen, daß diese Serie großen Erfolg haben wird.

| Übersetzung: Jan Henning Rogge