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MARE DI NOIA

When you are on holiday, you might find the same problems you have left at home...

   | Massimiliano Nardella (ROMA). E allora per un po’, via da questa sciocca realtà fatta di città, paesi, villaggi e luoghi contaminati dall’indifferenza degli uomini di palazzo, dai piaceri di donne in bello stile, dai bambini che come pappagalli fanno “oh”, dai “trans” in trans, dai Povia-fans, dai rumori, i dolori, i dissapori e gli orrori.
   È ora di imbarcarsi, viaggiare, consumare(euro), cantare, mettere da parte la routine quotidiana, abbandonarsi al rumore delle onde del mare, al fresco di montagna, alla saggezza dei monumenti e al silenzio di pinete e campi di grano.
   Eppure in vacanza ci saranno i soliti problemi economici, sentimentali, le solite incomprensioni tra amici sul turno di pulizie, sul cibo e controverse decisioni sul programma della serata. Qui mi fermo e prego gli appartenenti ai ceti facoltosi di esimersi dal leggere questi pezzi di righe, e non a quelli che come me in vacanza hanno di questi problemi e riescono però a superarli solo perché ci sono abituati. Mi rivolgo a coloro che non conoscono il fascino degli alberghi, l’odore quotidiano dei ristoranti, il lusso dei casinò, il rumore del motore di una Ferrari, il sapore dei vizi e del successo. Mi rivolgo a quelli che come me durante una vacanza sono costantemente tormentati dal debito morale che abbiamo verso i nostri genitori, perché questi hanno sacrificato un loro piacere ad un nostro divertimento (l’ennesimo), hanno barattato non pochi euro con una nostra promessa di cambiamento della serie: “ti giuro che non lo farò mai piú”.
   Questo messaggio piú diretto alla gente comune, al popolo e a voi studenti che durante il viaggio di ritorno mandate sms a un vostro amico lontano per vincere la solitudine del momento, la stanchezza, l’apatia, e, vista la vostra depressione, cercate conforto in una telefonata, osservando dai finestrini di un treno, di una macchina o di un aereo (a poco prezzo), lo scorrere delle immagini che inesorabili piú come se sfiorassero il vostro viso accarezzandolo per consolarvi. E allora capirete che tutto ritornerà come prima, anche se in fondo non piú mai cambiato niente.
   Non dimentichiamoci però che, come dice De Gregori, nei “Viaggi e miraggi”, “alla fine di un viaggio c’piú sempre un viaggio da ricominciare, quando domani ci accorgeremo che non rimane mai piú niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria”.

| maxamillion.n@libero.it