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TRENO MIO, NON TI CONOSCO...

The daily ride by train from the suburbs to the university of Rome is an heroic act.



   | Daniela Pellicciotta (ROMA). Giugno, treno mio non ti conosco... Non era precisamente cosí, ma poco male, perché finalmente sono finite le lezioni universitarie e con loro anche il calvario di noi pendolari. La mia giornata tipo è piena zeppa di incognite: “Passerà l’autobus per andare alla stazione? E se sí, lo farà in orario?” Speranzosa attendo che arrivi il mio Caronte, e non potete capire la gioia quando lo vedo all’orizzonte con soli dieci minuti di ritardo. Quando finalmente arrivo in stazione, butto una rapida occhiata al cartellone delle partenze e noto con un certo disappunto che sono le nove e qui si aspetta ancora l’Intercity delle 7 e 30! L’alternativa potrebbe essere il regionale delle 9 e 30 che però ha un ritardo di 30 minuti... Ok, calma e sangue freddo sono le qualità necessarie per non perdere la testa. Scatta un’accorta valutazione comprensiva di calcolo matematico e probabilistico, fatta in comunione con le altre cinquanta-sessanta persone che sono lì in attesa e si opta per il treno che dovrebbe, in base ai nostri calcoli, arrivare prima. Chiaramente è l’Intercity e quindi oltre al biglietto normale devo fare il supplemento. Il tutto per la modica cifra di 13 euro... mica male, eh?! Se considero che a questi dovrò aggiungere i soldi per pranzare, per comperare un paio di libri e moltiplicare per tre, che sono i giorni in cui dovrò fare sta trafila quasi quasi mi ritiro dall’università. Ma visto nell’ottica dell’investimento per il proprio futuro, tutto assume un sapore meno amaro... Ooooh, eccolo che arriva!
   Finalmente sul treno inizia un’altra lotta alla sopravvivenza: la disperata ricerca di un posto. Ma che dico posto — mi accontenterei anche di un cantuccio, di un anfratto dove potermi sedere, ma questo è chiedere troppo. Perciò mi accontento di stare in piedi, ben incastrata tra il finestrino e un energumeno che considera il deodorante un’effimera trovata pubblicitaria.
    Qualcuno ha detto che le ultime cose che noi esseri umani dimentichiamo sono gli odori. Forse questo qualcuno era un pendolare! È facile immaginare con quale stanchezza mentale e fisica mi accingo ad affrontare la lezioncina universitaria. La mia giornata è appena cominciata e già mi sento uno straccio. E quando sembra tutto finito ecco che oltre il danno arriva la beffa: il giornale titola “Laurea ad honorem per Valentino Rossi”. Non aggiungo altro.