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UN GIORNO COME TANTI ALTRI An ordinary day of a student in Rome. What splendid day! | Massimiliano Nardella (ROMA). La mia giornata da studente universitario ha inizio in piena notte, circa alle tre, quando torno dal lavoro. Mon Dieu, quella specie di lavoro (in nero) le cui ore (eccessive) mi sono mal retribuite e con non pochi problemi. Ebbene sí, paradossalmente è il prezzo che devo pagare per coprire laffitto mensile della mia stanza pari a 350 euro! Ma... è ora di andare a letto! Nemmeno il tempo di addormentarmi, fantasticare e sognare che... DRINNNNNNNNNNNNNNNNN alle 6.30 mi suona la sveglia e bisogna che mi prepari per andare a lezione. Niente colazione, barba e tivù, a malapena il tempo di lavarmi la faccia che alle 6.55 sono in strada ad aspettare il tram. Passano i primi due ma sono stracolmi, il terzo è FUORI SERVIZIO, il quarto è LIMITATO (a porta Maggiore), il quinto è per LA SCUOLA GUIDATORI, il sesto non si ferma (mortacci tua!), il settimo è di nuovo pieno (ve possino ammazzà!), lottavo e il nono vanno in unaltra direzione, il decimo è diretto al DEPOSITO e finalmente alle 7.35 riesco a salire! Ore 9.00 dopo un lungo peregrinare larrivo a lezione è traumatico, entro che mi sembra di visitare le Grotte vaticane... Ca, siamo al cinema! Ma non è né la prima di Mondovino né quella di Troppo belli (troppo stupidi): è una lezione di Sdc* da seguire in piedi, accovacciati per terra o tutto al piú appoggiati alle pareti. Niente posti a sedere: tutto esaurito, anzi mi correggo, TUTTI ESAURITI! Intuisco che cè, chi come me, ha intenzione di usufruire di quelle ore per dormire, svegliarsi giusto durante la pausa per firmare il foglio delle presenze o al limite adocchiare qualche bella fanciulla. Poi rifletto e penso che con le occhiaia profonde, il viso pallido e le caccole agli occhi che mi ritrovo, sarebbe da stupidi provare a rimorchiare. Diciamocela tutta... ma chi me se fila conciato cosí! Meglio dormire! Ore 12.00 il prof. sancisce la fine delle ostilità e manda tutti a casa e io invece mi dirigo di corsa in libreria per anticipare i miei colleghi e comprare i testi desame usati (ma buoni). E invece... sono tutti nuovi, un paio di essi sono stati ristampati con laggiunta di un solo capitolo e io? Bè, IO PAGO! Non ho fatto colazione, salto il pranzo e torno a casa a dormire. Ore 18.00 DRINNNNNNNNNNNNNNN è ora di andare a lavorare. Ne approfitto per alzare il volume dello stereo a palla, ma lamministratore interviene con prontezza. Gel a catena, niente doccia (non ho tempo), profumo e deo a raffica e via di corsa a lavorare canticchiando per non soffrire COMPAGNI DAI CAMPI E DALLE OFFICINE PRENDETE LA FALCE..... Alle 19.30 ha inizio la mia vera giornata in un pub di San Lorenzo, storico quartiere romano. Sul bancone trovo un foglietto che ha tutta laria di una poesia, ma è la sintesi di quello che dovrò fare nel corso della serata: pulizia del pavimento-bagno-bar-cucina-tavoli-sedie-etc-etc, poi ancora: posizione eretta-smile-italiano perfetto-buongiorno-grazie-arrivederci e buona serata. Se a questo aggiungi che non cè cosa peggiore che avere a che fare con i soliti clienti, le loro storie, i loro amori, gli sbagli, i vizi e le paranoie, bè, ditemi voi se questa non è precarietà! BILANCIO DELLA GIORNATA: 40 sigarette, un pezzo di pizza, un hot-dog, una bottiglia dacqua, 7000 caffè, mal di testa, mal di pancia, niente studio, niente hobby, niente sesso, niente film e poi...CHE SPLENDIDA GIORNATA, non importa se è finita! | *Scienze della comunicazione | write to the author: maxamaillion.n@libero.it articoli relativi: de profundis (inverno 2002/3) incollo (estate 2003) siamo tutti precari (autunno 2003) far out (inverno 2003/4) e io pago (autunno 2004) |