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ALMENO SALUTE For the first time in... the last five minutes, the truth about the job situation in Italy | Paola Di Gennaro (NAPOLI). Ieri mattina ho incontrato un caro amico che non vedevo da un po di tempo. Purtroppo non sto passando un buon periodo, mi ha detto. Gravi problemi di salute... Già il mio morale aveva cominciato a scendere gił... Ma per fortuna il lavoro mi va bene... Ah, che bello, ho pensato, meno male che alle persone che si meritano tanta fortuna nella vita, almeno qualcosa vada come dovrebbe andare! Ma ahimè, alla mia domanda di ulteriori spiegazioni è arrivata la doccia fredda: Niente di particolare, sto lavorando di nuovo in quellufficio. Il mio morale aveva ormai raggiunto il sottosuolo. Cosa?!? Quel lavoro talmente sottopagato da sembrare un buono omaggio lavorativo offerto da un volontario come campione di se stesso, senza contributi pagati, a livelli di sfruttamento quasi schiavistici, viene considerato un buon lavoro da un ragazzo intelligente, dotato di ottime capacità organizzative e con una laurea in tasca? È troppo! E io che credevo che la situazione mia e dei miei colleghi, che come me hanno deciso di dedicarsi a un ramo delle scienze umane cosí socialmente inutile come la letteratura, fosse disastrosa. Credevo fosse soprattutto un problema di noi stupidi intellettuali, un male che ci eravamo scelti da soli... Scenari di lavori precari, contratti a progetto (pare ormai siano la norma) e lavoretti part-time molto mal retribuiti sono ciò a cui ci hanno preparato i nostri professori alluniversità e i docenti dei vari corsi di (alta) formazione che seguiamo per guadagnare (se retribuiti) qualche euro da reinvestire in altri corsi che andranno ad arricchire il nostro curriculum, che però, attenzione, non deve essere troppo ricco altrimenti nessuna azienda ci assumerà perché troppo qualificati per qualsiasi impiego che loro ci potranno offrire (con lo stipendio che ci vorranno... oops, potranno, pardon, concedere). E invece no, guarda un po la vita, pare sia un male di tutti. Davvero non me laspettavo, dopo aver visto tante persone in gamba inoccupate, disoccupate o impegolate in lavori non degni nemmeno di questo nome. Ho ormai rinunciato da tempo allidea di avere una pensione rassicurante; pazienza, mi sono detta, si provvederà in altro modo. E ho rinunciato da tempo anche al pensiero di avere una casa tutta mia, un giorno, dato che i prezzi degli immobili sono alle stelle e un mutuo non lo danno a nessuno con un lavoro precario. Pazienza anche qui, mica tutti vogliamo essere cosí benestanti. Cosí tranquilli di vivere un futuro dignitoso... No no. Si vive alla giornata qui in Italia, soprattutto in questo splendido, luminoso e amorevole Sud. Speriamo almeno ci rimanga la salute. | write to the author: digenn2002@libero.it |