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MAYDAY IN EUROPE

Politics or fashion? The European “Mayday”: fashionable politics

   | M.B. Anche quest’anno precari, disoccupati, studenti, migranti, attivisti, uomini e donne resistenti scendono in piazza al grido, non piú d’aiuto, ma di rivendicazione “may day, may day!”.
   Giunta alla sua quinta edizione, la MayDay è sempre piú diffusa e decentrata. Dai precari della moda, con i loro esperimenti di autoproduzioni (serpicanaro.com, vedi anche l’articolo: serpica naro), a chi conduce le battaglie per il reddito, tutti gli eroi della sopravvivenza precaria, cercano uno spazio di possibilità conflittuali e di cooperazione politica capaci di dare voce e presa a forme di resistenza creativa alla precarietà.
   La precarietà è la condizione di vita e lavoro oggi piú diffusa in Europa: colpisce chiunque e ovunque, l’Europa nordica come quella mediterranea, l’est come l’ovest. Ai vincoli della precarietà imposta, le imprese preferiscono contrapporre i vantaggi della flessibilità scelta, ma si tratta di un’operazione pubblicitaria che dopo vent’anni non riesce piú a mascherare l’aumento dell’insicurezza sociale per decine e decine di milioni di persone in tutta l’Unione.
   Le precarie e i precari — e la flessibilità che garantiscono a imprese e amministrazioni — sono oggi il perno della produzione materiale e immateriale di ricchezza in Europa, ma non hanno alcun peso sulle tradizionali forme nazionali di rappresentanza, né i loro bisogni e desideri vengono tenuti in alcun conto nell’agenda politica europea, dominata com’è dagli interessi delle élite economiche e finanziarie. E allora i precari e le precarie d’Europa, contorsioniste della flessibilità, equilibristi della precarietà, migranti, studenti, ricercatori, schiavi demotivati del lavoro salariato, disoccupati volenti o nolenti, intermittenti a tempo determinato hanno deciso di riprendersi il loro presente e la loro vita. Lottano per nuovi diritti sociali su scala continentale che diano senso e futuro alle scelte individuali e collettive: solo con l’abolizione della precarietà di giovani, donne, immigrati, sarà possibile uscire dalla stagnazione politica e culturale in cui versa oggi l’Europa.
   La MayDay è uno spazio pubblico europeo dove coltivare nuove forme di cooperazione sociale e condividere esperienze e risorse di mediattivismo e agitazione sindacale, per dare forma e corpo a un nuovo immaginario sociale radicale.

L’EURO MAYDAY 005 si svolge in contemporanea a Helsinki, Barcelona, Hamburg, Liège, Maribor, Sevilla, Milano, Copenhagen, Paris, Amsterdam, Genève, Wien, London, Stockholm, Marseille, Palermo, Napoli e in tante altre città europee.

| www.euromayday.org