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TRAMONTO IN TV The Italian television is in Berlusconis hands nevertheless his party lost the latest regional elections. | Francesco Ferrando (GENOVA). Linformazione in Italia è all85% in mano alle sinistre. Questa battuta non è di un comico. È di Silvio Berlusconi, lunico capo di governo con un conflitto dinteressi cosí macroscopico, da spingere la tv pubblica svedese Svt a mettere in onda uno spot che accosta la sua immagine allo slogan noi non siamo come lui. In tutto ciò cè ben poco da ridere. Da Enzo Biagi a Paolo Hendel, la lista dei desaparecidos è lunga ed è solo una faccia della telecrazia italiana. Le trasmissioni e i personaggi scomodi scompaiono, sostituiti da altri di fiducia. È la tv di regime. I servizi al telegiornale sono regolarmente montati lasciando lultima parola alla maggioranza. Ogni pezzo del puzzle, anche minimo, costruisce unimmagine in cui lopposizione è accostata a termini come morte, miseria, odio. La fiction televisiva sulle foibe titine, Il cuore nel pozzo, connotava prevalentemente i responsabili dei massacri come partigiani e comunisti. Una recente puntata di Punto e a Capo, dedicata al G8 di Genova, ha proposto una serie di intercettazioni ai leader no-global e a tre parlamentari della sinistra. Frasi estrapolate dal loro contesto e montate ad arte per screditare manifestanti e opposizione, attribuendo loro tutte le responsabilità degli scontri. Esemplare e significativo, lo speciale di Enrico Mentana merita un discorso a parte. Dedicato a Oriana Fallaci, le cui tesi xenofobe e antislamiche sono ben note anche fuori dai confini italiani, era esemplare perché dipingeva la giornalista come vittima dellodio gratuito del popolo dei pacifisti. Significativo, perché realizzato da un giornalista epurato, in quanto ritenuto non abbastanza allineato. Ma anche le menzogne si pagano, specialmente quando si perde il senso della misura e diventano macroscopiche. Questa potrebbe essere una prima lettura delle elezioni regionali di aprile. Il Presidente del Consiglio aveva stregato gli italiani, stipulando un ridicolo contratto davanti alle telecamere di Porta a Porta. Riduzioni delle tasse, devolution, grandi opere, piú sicurezza, piú prosperità, piú tutto. Promesse degne di un piazzista della peggior specie. Ha insistito su queste promesse durante tutto il suo mandato, pretendendo di far credere agli italiani di vivere nel migliore dei mondi possibili, sotto il migliore dei governi possibili. Tralasciando le questioni legate al rispetto delle istituzioni, delle libertà, della giustizia sociale, il Premier non ha tenuto conto di un fattore elementare. Si può, forse, far credere a un popolo tutto e il contrario di tutto, ideologizzando lo scontro e raccontando fesserie sulla malvagità congenita delle sinistre. Si può anche raccontare che Prodi sia comunista e che mangi i bambini. Ma in una situazione di crisi economica grave, non si può convincere la gente di aver diffuso il benessere. LItalia si è impoverita, serve una soluzione pronta e rapida, serve una finanziaria da 35 miliardi di euro. Per quanto possano essere ingenui, agli italiani basta guardarsi nelle tasche per accorgersi di essere stata presi in giro. Forse in un paese ricco e prospero questa tattica avrebbe anche potuto funzionare. Non qui, non ora. Berlusconi è una malattia che si cura con il vaccino, sosteneva Indro Montanelli poco prima della vittoria del Cavaliere alle politiche del 2001. Alla luce del crollo fragoroso del governo alle ulrime elezioni, sembra che il vaccino stia funzionando. | write to the author: no_surprises@katamail.com |