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AUGURI NORVEGIA!

Best votes for living quality and high level of women’s occupation — an example?



   | Italo Vazzana (OSLO). Il 17 Maggio 2005 la Norvegia festeggia i 100 anni di indipendenza dalla Svezia. L’evento sarà festeggiato nei due paesi ma anche all’estero. Le manifestazioni, coordinate dalla Norway 2005 Ltd., società fondata ad hoc dal ministero degli affari culturali ed ecclesiastici norvegesi, punteranno a valorizzare l’idea di un identita nazionale norvegese, ripercorrendone la storia attraverso mostre e libri. A parte le favolose aurore boreali e i maestosi fiordi, c’è altro da evidenziare in questo paese relativamente giovane.
   Un dato particolarmente interessante è che per il quarto anno consecutivo la Norvegia è stata indicata, dal Programma Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), come la nazione dove si vive meglio al mondo. La classifica si basa soprattutto sui livelli di istruzione e reddito, combinati con una alta aspettativa di vita. In un posto simile, il punto di forza è senza dubbio il sistema lavorativo. Il tasso di disoccupazione negli ultimi anni è stato stabile intorno il 3%. E se il lavoro nobilita l’uomo, in Norvegia nobilita anche la donna: il 77,7% di tutte le donne tra i 25 e i 66 anni ha un occupazione, e piú donne che uomini concludono gli studi universitari. Questo dato si rispecchia in una certa autonomia, che da quella economica si trasforma in sociale. Il distacco dalle famiglie è piuttosto precoce e molte donne vivono sole. Il dato meno confortante è relativo alle posizioni lavorative. Molte donne lavorano, ma dove? Quasi la metà nel settore pubblico, soprattutto nel campo sanitario e sociale. Invece è notevole la mancanza delle donne dalle posizioni lavorative che contano. Il numero di donne che sono direttori o che occupano posizioni di rilievo nei consigli di amministrazione resta piccolo e mostra segni di ristagno. Nelle aziende private le donne costituiscono soltanto il 7,4% dello staff manageriale di massimo livello e l’11% dei manager di livello medio (dati del 2001). Le donne continuano ad essere poco rappresentate nell’industria delle comunicazioni e delle tecnologie, come insegnanti di materie tecnologiche a tutti i livelli e come direttori responsabili di giornali e altri media. La situazione comunque è destinata a migliorare, visto che lo stato ha minacciato di chiudere le imprese che non si metteranno in regola entro il 2007, assegnando il 40% dei posti nei consigli di amministrazione.