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ARMI, LIBRI O INERMI?

Teachers, professors, writers and citizens sign in Bologna a Manifest for the defense of infant children’s literature.

   | Giulio Zucchini (VENEZIA). Combattere la (non) cultura che invade l’Italia fatta di centro abbronzature, calcio e Mediaset è molto difficile. Il pensiero dominante è potente e sempre piú presuntuoso. Ma soprattutto inizio a pensare che sia il risultato di un plagio collettivo fatto di input che si ripetono all’infinito attraverso la televisione e la pubblicità. Mille input che arrivano al cervello giorno e notte, che ci abituano al consumismo e alla mediocrità. BIP... BIP... BIP... arriviamo a trovare normale il dentifricio al gusto chewing gum, la Coca Cola e le lunghe file di spazzolini dei supermercati.
   Ci hanno abituato giorno dopo giorno alla guerra in televisione, all’insalata che sa di plastica, alle fragole grandi come mele... chiamandolo progresso e tecnologia. Ma come siamo arrivati a questo punto? Non è stato un processo rivoluzionario. Non abbiamo le ferite di una guerra, non c’è stato un conflitto, almeno in Europa. È stato un processo lento che ha vinto attraverso l’abitudine. Attraverso un’educazione, o meglio attraverso una maleducazione che oggi è visibile come non mai.
   Gli input negativi arrivano attraverso i media in maniera rapida ed efficace: compra merda compra merda compra merda... e quasi quasi uno alla fine la merda la compra davvero. È necessario creare uno spazio (che qualcuno, oggi paradossalmente, potrebbe pretendere sia lo Stato Italiano stesso) che prenda una posizione diversa e che sostenga altre correnti e modi di pensare (e consumare). Ed è proprio nell’istruzione dei piú giovani che bisogna investire le risorse, economiche e culturali. Ma, al contrario di quello che uno potrebbe asupicare, l’ultima decisione del ministro Moratti è stata quella di escludere la letteratura dell’infanzia dalla scuola primaria.
   A questo proposito, in occasione dell’annuale Fiera del libro per ragazzi di Bologna, nell’ambito della rassegna Docet, un consistente gruppo di docenti universitari provenienti da numerosi atenei italiani e scrittori per l’infanzia, seguiti da insegnanti, librai e migliaia di cittadini, hanno stilato e sottoscritto un manifesto in difesa della letteratura per l’infanzia e per il ruolo fondamentale che essa investe nella crescita e nella formazione dei ragazzi.
   Nell’articole 6 del decalogo di Emy Boseghi la letteratura è una lanterna per i sentimenti: le trame e i personaggi che consegna al lettore offrono paradigmi per orientarsi nel mondo e un’arma per evitare gli omologanti condizionamenti della moda, della pubblicità, delle facili soluzioni. Del resto Heinrich Heine disse una volta: “Da ragazzo tanto lessi che non ebbi piú paura di nulla.”
   Forse è proprio attraverso i libri che è possibile difendersi, e sottrarli ai bambini sembra una strategia per colpire chi è rimasto indifeso.

| Il manifesto in difesa della letteratura per l’infanzia

| write to the author: giulio.zucchini@katamail.com