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TRE DOMANDE “PER DIO!”

A flash of cross-cultural questions risen up in Oslo, Norway, by our correspondent




   | Italo Vazzana (Oslo). Dopo poche settimane di permanenza a Oslo a parte il freddo (insolito per me) e la qualità del caffè espresso ho notato cose fin troppo evidenti per passare inosservate e che fanno un po’ rabbia a pensarci. Viste a distanza le cose spesso sono piú chiare, le metti a fuoco: Perché in Norvegia accettano di fumare fuori dai locali anche a -20ºC e in Italia non riescono neanche a mettere il cartello per il divieto di fumo che lo ignorano o lo scarabocchiano? (Vedremo cosa succederà in questi primi mesi della nuova legge, quante proteste ci saranno? quante risse inutili?)
   Perché in Norvegia, o dovrei dire Norway, i film sono in lingua originale e spesso quindi in lingua inglese e tutti parlano in inglese anche le cassiere e lo spazzino (con tutto il rispetto per cassiere e spazzini) e nessuno si lamenta e in Italia si fanno spesso scempi nel doppiaggio, si rovinano capolavori e in piú nessuno parla inglese, neanche mia madre (con tutto il rispetto per mia madre che pure insegna inglese)?
   Perché in Norvegia sanno che è praticamente impossibile guidare ubriachi quindi escono con i mezzi pubblici e non ci sono incidenti e in Italia dove pure si ubriacano (anche se di meno generalmente) tutti escono con le macchine ed è pieno di incidenti stradali?
   Mah!