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LEZIONE O COMIZIO? The ambassador of Israel faces students protests in the University of Florence is it antisemitism? | Erika Maddalena (Roma). Lo scorso 22 Febbraio lambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol era stato invitato alla facoltà di giurisprudenza delluniversità di Firenze, per una conferenza sulla questione mediorientale. Lospite non ha avuto però quello che si può chiamare un caloroso benvenuto. Prima che potesse cominciare a parlare, infatti, una ventina di studenti del collettivo di Scienze politiche ha iniziato a contestare la presenza di Gol in aula, srotolando striscioni inneggianti alla libertà per la Palestina. Lordine è stato ripristinato solo con lintervento della Digos che ha portato fuori dalledificio tutti i manifestanti. Di quellincontro, che voleva creare un dibattito intorno ad un argomento da anni molto scottante, non è rimasta che la profonda indignazione di Gol, la presa di distanza dallaccaduto dellateneo fiorentino e un po di tutto il mondo accademico e politico, le rivendicazioni al diritto di protesta da parte degli studenti protagonisti. Insomma un potpourri di commenti e reazioni. Lambasciatore ha parlato di manifestazione di antisemitismo e di un generale sentimento di intolleranza verso gli ebrei presente in Toscana. I ragazzi del collettivo ne fanno invece piú una questione politica. La verità dovè? Per capirci di piú cito Antonio Tabucchi, giornalista ebreo, il cui articolo appare su la Repubblica qualche giorno dopo laccaduto. In una sorta di lettera aperta allambasciatore il giornalista fa notare in primo luogo che, essendo Gol andato alluniversità di Firenze nella sua veste ufficiale di ambasciatore, appunto, e non di studioso, in quellaula egli rappresentava direttamente la linea di governo del suo paese e del suo primo ministro Ariel Sharon. In virtù di questo un tale intervento pubblico non può essere considerato una conferenza ma un comizio. In secondo luogo non è possibile generalizzare affermando che in Toscana cè un diffuso antisemitismo, a prescindere dal fatto che gli studenti con tutta probabilità non erano contro una religione ma contro una linea governativa. Questo non vuol dire che quei ragazzi di sinistra abbiano fatto bene a negare il diritto di parola ad una persona, chiunque essa sia. Forse sarebbe stato piú proficuo non farsi sbattere fuori dallaula, ma sfruttare quelloccasione per mettere in crisi il rappresentante di un governo di cui non si condividono le azioni. Il dialogo avrebbe fatto molto di piú di urla e spintoni. In una università non si studia solo sui libri, o almeno non si dovrebbe. Ciò che serve ad uno studente sono gli strumenti per formarsi una propria opinione piú che ascoltare il giudizio fazioso di chi, suo malgrado, parla a nome del paese per cui è al servizio. |