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INCHIOSTRO ROSSO

Censorship in the GDR caused caused the creation of secret languages. The abundant cacophony of our times seems to be worse: no cration of languages but plenty manufactured consent.

   | Chiara Piraccini. “Le parole sono importanti, vero?
   Cosa sta succedendo alle parole?
   Qualcosa di difficilmente reversibile si é infiltrato nel senso comune, e nei discorsi che circolano per strada, nei corridoi, nelle case, stendendo poi un velo pietoso sui media... non so quando tutto questo sia cominciato, forse molto tempo fa. Ha prodotto una sorta di anestesia e di perdita di senso delle parole, che si sono alleggerite, come scollate dalla zavorra del senso che di solito le accompagnava.
   Le parole volteggiano e rimbalzano su se stesse, come nelle mani di un giocoliere impazzito.
   Le parole si gonfiano a dismisura.
   C’é qualcosa di inquietante negli accenti degli autodefiniti democratici e liberali che muniti di un accattivante sorriso ci ingiungono che siamo liberi, perdipiú nell’era dell’ottimismo: un assoluto scollamento fra parola e verità in essa contenuta.
   Le parole si sono ammalate.
   Qualcuno sa se esistono antidoti? Io li sto cercando da un po’ di tempo.
   Eccone uno: Una vecchia barzelletta in voga nell’ex repubblica democratica tedesca racconta di un operaio che trova lavoro in Siberia. Consapevole del fatto che tutta la sua posta verrà letta dalla censura, dice ai suoi amici: ‘Stabiliamo un codice: se la lettera che riceverete è scritta in normale inchiostro blu, significa che è veritiera; se invece la lettera è scritta in inchiostro rosso, quella lettera dice il falso.’ Dopo un mese, gli amici ricevono la prima lettera, scritta in inchiostro blu: ‘Qui é tutto meraviglioso: i negozi sono pieni di merci, il cibo è abbondante, gli appartamenti sono grandi e ben riscaldati, nei cinema si proiettano film occidentali, ci sono ovunque belle ragazze disponibili per un’avventura. L’unica cosa che non si trova è l’inchiostro rosso.’
   Il semplice riferimento alla mancanza di inchiostro rosso segnala che effettivamente la lettera avrebbe dovuto essere scritta con inchiostro rosso, e produce un effetto di verità indipendente dall’effettiva verità letterale: anche se l’inchiostro rosso fosse stato effettivamente disponibile, la bugia sulla sua non disponibilità sarebbe stata l’unico modo per far trapelare il messaggio vero in quelle specifiche condizioni di censura.
   Non è forse questa la matrice di un’efficace critica all’ideologia, non solo in un contesto totalitario di censura, ma anche —e forse ancora meglio— nel piú raffinato contesto della censura liberale? Si comincia con il trovarsi d’accordo sul fatto che abbiamo tutte le libertà che vogliamo, per poi aggiungere semplicemente che l’unica cosa che ci manca è l’inchiostro rosso. Ci sentiamo liberi perché ci manca addirittura il linguaggio per articolare la nostra illibertà.” (Slavoj Žižek: Benvenuti nel deserto del reale, Meltemi, Roma 2002)
   A occhio e croce attualmente ci manca l’inchiostro rosso con cui scrivere un sacco di parole, enormi, sui muri, per farle guarire.    Forse sarebbe il caso di iniziare a stilare una lista: guerra al terrorismo... democrazia liberale... diritti umani... flessibilità... sviluppo...



  Slavoj Žižek (born March 21, 1949) is a Slovenian sociologist, philosopher and cultural critic. Žižek was born in Ljubljana, Slovenia (then part of Yugoslavia). He received a Ph.D. in Philosophy in Ljubljana and studied Psychoanalysis at the University of Paris). Žižek is a professor at the European Graduate School and a senior researcher at the Institute of Sociology, University of Ljubljana, Slovenia. He is a visiting professor at the United States universities (Columbia, Princeton, New School for Social Research, New York, and the University of Michigan). Žižek is well known for his use of the works of Jacques Lacan in a new reading of popular culture. In addition to his work as an interpreter of Lacanian psychoanalysis, he writes on countless topics, such as fundamentalism, tolerance, political correctness, globalization, subjectivity, human rights, Lenin, myth, cyberspace, postmodernism, multiculturalism, David Lynch, and Alfred Hitchcock. In 1990 he was a candidate of LDS for president of the Republic of Slovenia. More recently, he caused a stir in the world of social theory by writing the text of a catalogue for Abercrombie & Fitch. He is widely regarded as a fiery and colorful lecturer who does not shy away from controversial remarks.