contents
 
inside
europa
international
special
european language
magazine
barcelona
 


 
special
intro
lingue in estinzione (it/fr)
eurobarometro (it)
senza rimpianti (it/fr)
letteratura comparata (it/dt)
tradurre il futuro (it/fr)
mrs. europe (en/it)
migrazione e bilinguismo (it/fr)
quelle langue parle-t-elle l’europe?
parlez-vous européen?
verstehst du? (dt)
whats american boy (it)
ningún idioma (sp)
l’europa in versione originale (it)
les mots (fr/it)
inchiostro rosso (it)
genesis
2 european writers (fr)
verba volant
      
MRS. EUROPE     italiano

Mapping the alternatives to English-as-a-tool of communication is an attempt to solve the dilemma of Europe: is it possible to find a tongue comprehensible to anybody, respecting the cultural diversity?

   | Mauro Turrini (Bologna). When War destroyed the Tower of Babel, the civilizations which had contributed to the construction of the Tower suffered everafter from the Curse of Confusion. The Curse made languages mutually unintelligible, because each post-Babel language was a closed system containing its own untranslatable view of the world. This is the Europe’s condition: an old, voiceless lady, who is repudiated by her children. The official languages already recognised by the European Union are currently twenty. Though many consider diversity a valuable resource, at the same time we should seriously consider overcoming the linguistic problems as a matter of democracy. Linguistics has a solution: artificial languages. They are built according to logical and regular rules in order to be simpler and easier to grasp than traditional, historical languages.
   With only 16 grammatical rules, Esperanto (= the one who hopes) is the most significant constructed language. It was proposed as a “second language for all” in order to promote an atmosphere of tolerance and true internationalism. In over a century how-ever, Esperanto has failed to acquire the critical mass necessary to make it an instrument of real practice value. More pragmatically, Esata (= how to speak) has sought a compromise between the now globally hegemonic English and the rest of the world’s major languages, prefiguring a predictable future scenario. Will a kind of “Creole English” become the world-wide standard language? Will English still continue to grow in importance?
   The answer is a crucial question at stake in the geopolitical controversies of the new global order. As Orwell shows, the supremacy of only one language can be used as a political strategy to deceive and manipulate people. In “1984”, the Oceania government cuts back words from the lexicon to design a Newspeak, a mind-controlling tool able to restrict the range of thought and shorten people’s memory. This is not so far from reality as it might seem.
   War is peace, freedom is slavery” Newspeak engineers say. “Our goal is peace”, said Bush Jr. after attacking Iraq. Thus, the question shifts from “Which language does Europe speak?”, to “How can we give a fair non-imperialistic voice to Europe?” As Eco writes, “an Europe of polyglots cannot be an Europe of people who can fluently speak many languages, but rather of people who, speaking their own langu-age, are able to understand each other”. Only a plural linguistic order based on the intercomprehension will enable Mrs. Europe to communicate among so many different nationalities.





SIG.RA EUROPA     English

   | Mauro Turrini. Quando la guerra distrusse la Torre di Babele, le civiltà che contribuirono alla sua costruzione subirono da allora la Piaga della Confusione. La Piaga rese i linguaggi reciprocamente incomprensibili, perché ogni lingua uscita era un sistema chiuso che delimitava una propria visione del mondo impossibile da tradurre. Questa è la condizione dell’Europa, una vecchia sorda che i suoi stessi figli ripudiano.
   Sono già 20 le lingue riconosciute dall’Unione Europea, e, anche se crediamo che la diversità sia una ricchezza, dovremmo allo stesso tempo considerare seriamente il superamento dei problemi linguistici come una questione di democrazia.
   I linguisti hanno proposto una soluzione: i linguaggi artificiali. Sono costruiti seguendo regole logiche e regolari, in modo da essere piú semplici e facili d’apprendere rispetto alle lingue storiche. Con le sue sole 16 regole, Esperanto (=colui che crede) è il piú significativo esempio di linguaggio costruito. Più pragmaticamente, Esata (=come parlare) ha ricercato un compromesso tra l’inglese, la lingua egemonica a livello globale, e le altre maggiori lingue del pianeta, anticipando cosí un possibile futuro scenario. Sarà una sorta di inglese creolo il nuovo standard globale? Continuerà ancora a crescere l’importanza dell’inglese?
   La risposta stessa è di una questione critica alla posta delle controversie del nuovo ordine globale. Come mostra George Orwell, la supremazia di una sola lingua può essere usata come strategia politica per ingannare e manipolare. In 1984, il governo di Oceania impoverisce il lessico per costruire la neolingua, uno strumento di controllo delle menti capace di restringere la gamma dei pensieri e accorciare la memoria del popolo. In fondo, non è cosí diverso dalla realtà. “La guerra è pace, la schiavitù è libertà” dicevano gli ingegneri della neo-lingua. “Il nostro obiettivo è la pace” dice Bush jr. dopo aver attaccato l’Iraq. Il problema, quindi, passa da “quale lingua parla l’Europa?” a “come possiamo dare una lingua equa e non imperialistica all’Europa?” Come ha scritto Eco, “un’Europa di poliglotti non può essere un’Europa di opersone che parlano correttamente molte lingue, ma piuttosto di persone in grado di incontrarsi parlando ciascuno la propria lingua e comprendendo quella dell’interlocutore.” Solamente un ordine pluralistico basato sull’intercomprensione permetterà alla Signora Europa di comunicare a cosí tanti popoli differenti.