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WHATS AMERICAN BOY Deafening our brains or widening our eyes the American tv language has formed since our eary childhood. | Emiliano Bottacco (Parma). Ricordo un fatto di quando ero piccolo, avrò avuto sí e no sette anni. Ero al bancomat con mio padre e osservavo con attenzione mentre maneggiava quella strana macchina che doveva sputare i soldi. Quando li vedo uscire esclamo eccitato: Ecco i dollari! Fu lì che scoprii che in Italia cerano le lire: non erano verdi ma blu o di altri colori e non cera la faccia di Washington a sorriderti, ma quella di Volta. Fu un primo contatto con la realtà. Per me che uscissero i dollari era perfettamente naturale: Zio Paperone nuotava nei dollari, Topolino pagava in dollari, Tex e lUomo Ragno anche. Tutto era America quando ero piccolo, tutto dellAmerica mi sembrava familiare, simpatico, naturale. Sono nato nel 1981: la mia è la prima generazione interamente tirata su dalla tv di Berlusconi: Supercar, Looney Tunes, Gosthbusters, Casa Keaton, Ultraman, A-Team, Mc Gyver e i Chips, pure il primo sogno erotico lho fatto con la cugina Daisy di Hazzard. Per fortuna avevo ricevuto un minimo di vaccinazione, dal momento che avevo genitori e nonni comunisti, cosí almeno quando guardavo i western facevo il tifo per gli indiani (o per i vietcong se guardavo Rambo). Resta il fatto che il mio immaginario era dal principio completamente plasmato su quello hollywoodiano o televisivo. Comunque stelle&strisce. Che mia nonna si guardasse pure Derrick, con i suoi interni deprimenti e gli attori stanchi; io guardavo T.J. Hooker che inseguiva a piedi le limousine degli spacciatori e non ce nera per nessuno. Se vedevo una commedia allitaliana o un film non hollywoodiano provavo una strana sensazione. Cosera quello stile di vita? cosera quella mentalità? quel tipo di comicità? quel modo stesso di presentare le immagini? La parola giusta è straniere. Una delle prime cose che si imparano studiando cinema sono gli stili di montaggio. Quello hollywoodiano viene definito découpage classico. Taglio classico delle inquadrature, uso classico delle luci e della scala dei piani: il montaggio non deve sentirsi, la macchina da presa devessere invisibile. Tutto deve sembrare naturale allo spettatore. Naturale anche che, per me cresciuto a dosi massicce di Hollywood e telefilm, un modo diverso di fabbricare le immagini sia sembrato a lungo cosí estraneo. Limmagine è un linguaggio, lo sanno anche i sassi, e la lingua che impari da piccolo condiziona le tue strutture mentali per tutta la vita. Ora provo empatia per loperaio Ricci di Ladri di biciclette, per Stracci de La Ricotta o i contadini di Novecento, ma limprinting che ho ricevuto rimane, anche quando non me ne accorgo. Perciò non so di preciso che lingua parli lEuropa (sí che lo so, parla inglese); quello di cui sono certo è che la mia generazione è stata cresciuta a dosi massicce di americano. | Titolo in omaggio al grande Alberto Sordi |