contents
 
inside
europa
international
special
european language
magazine
barcelona
 


 
main theme
zweiter bin ich gern (dt)
neuss a propos. (dt)
second best (it)
...se proprio non vi va (it)

magazine
amo le cose di nessun valore (it/dt)
una ricetta come testo europeo (it)
europe by bike (en)
die bessere europäerin (dt)
tristano muore (it)
spill the wine (en)
oroScopone (it)
1st mama’s international film festival (it)
bologna-dates (it)
      
UNA RICETTA COME TESTO EUROPEO

The cuisine seems to be a universal language, made of terms of different origins. Here a cook is giving his version for Europe. Enjoy your meal!

   | Luca Acquarelli (London). Se mai possiamo parlare di cucina europea, e testimonio nel pensarci con qualche difficoltà, ci accorgiamo che molti dei suoi ingredienti base hanno origine al di fuori dei confini dell’Europa. Prodotti “extracomunitari” ai quali, per fortuna, è stato concesso un visto a scadenza indeterminata: la patata, il pomodoro, la melanzana, la cipolla, il mais, il peperone, e solo per farne una rapida lista. Elementi indispensabili della nostra cucina che non arrivarono in Europa se non intorno al 1600-1700, fatta salva la cipolla della quale possiamo godere fin dal tempo dei Greci. Insomma, senza tutti questi indispensabili lemmi della cultura culinaria ci troveremmo cosė stupidamente ridotti nelle nostre riserve di creatività, scarse sfumature di sapore, limitazioni di contenuto.
   Ciò per dire che se c’è un testo veramente transculturale, questo è la ricetta, che della cucina è il frutto: piú chiaro di una legge, piú universale di una fotografia, piú comunicativo di una missiva ufficiale. Certo, comunque concerne la lingua. Ma se consideriamo una frase alla stregua di un contenitore dove mettere gli ingredienti, disposti con un ordine codificato, tutti sarebbero in grado di interpretare il messaggio (realizzare la ricetta). Non proprio, ahimé. Le operazioni di trasformazione quali mescolamento, cottura, doratura, e i concetti sui quali si basano, come tempo e consistenza della materia, sono diversi da cultura a cultura anche nella nostra piccola Europa. Il mio simpatico compagno di casa inglese, ad esempio, suppone che uno spaghetto sia cotto quando lanciandolo sulla parete a piastrella della cucina resta incollato come in un’istantanea: pensate che io da italiano possa condividere?
   Quindi, specialmente per questo numero, abbiamo chiesto a uno dei cuochi prediletti dalla redazione italiana di WORK OUT, Diego Parbuono, di inventarci una ricetta che sia facilmente esportabile in tutta Europa senza troppi equivoci, velocemente realizzabile, equilibrata nei valori nutrizionali e buona. Un messaggio universale e comprensibile ma efficace. Lui, accogliendoci sulla strada che divide la sua abitazione dal rigoglioso, anche in questa stagione, orto, ci sorride al motivo del nostro appuntamento: “Sto pensando a una ricetta vegetariana anche se io non lo sono piú. Ma lo erano Leonardo da Vinci e anche Adolf Hitler: due personaggi conosciuti un po’ da tutti in Europa”.
   La cucina data la sua natura di arte allografica in quanto la differenza tra la pietanza realizzata dal suo autore o da un mero esecutore non risulta significativa, (e forse allora veramente free-copyright), vi darà la possibilità di adattare questa ricetta ai vostri gusti.

Ingredienti:
— 75 g di farina di grano tenero e 25 g di farina di riso
   (o 100g di farina di grano complessiva)
— 75 g di acqua tiepida
— un quarto di grammo di zafferano
— 1 uovo
— 1 cipolla
— 1-2 pomodori
— olio d’oliva extravergine
— sale

Unite le farine con l’acqua e mescolate fino a raggiungere un impasto di consistenza mielosa. Aggiungete due cucchiai d’olio e tre pizzichi di sale. Mescolate ancora. Adesso colorate l’impasto con il quarto di grammo di zafferano in polvere (se avete dei pistilli ancor meglio). Prendete un uovo, aggiungetelo all’impasto e continuate a mescolare, opponendovi alla resistenza dell’albume con maggiore decisione rispetto alle carezze che avete sinora fatto alla farina. A parte, tagliate la cipolla rossa a tondi molto sottili e affettate i due pomodori a spicchi (non molto grossi).
   Scaldate una padella antiaderente di formato medio (ø 26 cm) e dopo averla unta con un po’ d’olio o spalmata con un po’ di burro versate l’impasto tenendo il fuoco medio. Divertitevi adesso a disporre i dischi di cipolla e gli spicchi di pomodoro sulla superficie dell’impasto, spolverando con un po’ di sale. Tenete coperto e a fuoco medio per 5 minuti poi ancora a fuoco basso per altri 6-7 minuti (o fino a che il risultato sia croccante sotto e morbido e compatto sopra). Servite caldo o tiepido aggiungendo un po’ d’olio. Sopra o dentro l’impasto potete mettere qualsiasi altro ingrediente a patto di rispettare un equilibrio di quantità di ingredienti, colori e sapori.

| Per contattare il cuoco, Diego Parbuono: gastronomade@libero.it